Lunedì molti di noi si sono svegliati con la sensazione che il mondo intorno a noi fosse un po’ cambiato. Alcuni con gioia, sollievo e speranza, altri con emozioni più difficili. Il lutto dopo eventi importanti non è affatto raro: è una risposta emotiva autentica e valida. E non riguarda solo la politica: una partita persa, un fallimento o anche un periodo come la pandemia possono scatenare sentimenti simili. Ma cosa scatena questa sensazione e come possiamo gestirla al meglio?
La campagna elettorale non è mai stata priva di emozioni: ha suscitato indignazione, entusiasmo, spesso impotenza, rabbia, stress o speranza. Negli ultimi mesi abbiamo vissuto un turbinio di emozioni, soprattutto nell’ultima fase. Dopo un periodo così intenso, è naturale che i risultati provochino reazioni diverse. C’è chi prova sollievo e chi invece percepisce una perdita. Indipendentemente dalla politica, vale la pena esplorare cosa succede dentro di noi quando il risultato atteso non arriva.
Che legame c’è tra lutto e elezioni?
Il lutto è una reazione naturale alla perdita, e non riguarda solo cose tangibili. Anche se spesso lo associamo alla perdita di una persona cara, può emergere quando si ferisce una visione del futuro, una speranza o un senso di sicurezza.
Pauline Boss, psicoterapeuta americana, ha introdotto il concetto di perdita ambigua. Si tratta di situazioni in cui la perdita non è chiara o tangibile, ma ha comunque un impatto emotivo molto reale.
In questi casi si prova tristezza, ma spesso chi ci sta intorno non riconosce questo lutto come "legittimo".
Durante la pandemia molti hanno vissuto questo: non si è perso qualcosa di concreto, ma la sensazione di sicurezza, prevedibilità e controllo. Un processo simile può accadere anche dopo le elezioni. Una ricerca recente mostra che spesso le persone percepiscono i risultati politici sfavorevoli come una perdita, soprattutto se si erano fortemente identificate con una certa visione del futuro.
Lo studio evidenzia che non si perde solo una preferenza politica, ma anche una possibilità immaginata per il futuro. Questo spiega perché emergono sensazioni di impotenza, perdita di controllo, confusione o ansia. Non reagiamo solo a un evento, ma a una scossa nella fiducia nella prevedibilità del mondo.
Anche se la perdita non è un evento personale, ma un processo sociale più ampio, ci colpisce profondamente a livello individuale.
Il lutto politico si manifesta spesso come una frattura interiore che coinvolge sia il senso di sicurezza personale sia la comunità a cui ci sentiamo appartenere.
Dopo una perdita, le convinzioni fondamentali possono vacillare o crollare. Non si può tornare allo stato precedente, percepito come sicuro. Il lutto è quindi anche un processo di elaborazione: ci aiuta a rielaborare l’esperienza e a costruire una nuova visione del mondo che includa ciò che è accaduto.

Impatto sociale e perdite invisibili
Uno studio del 2022 mostra che questo fenomeno ha effetti non solo individuali, ma anche comunitari e sociali. A livello personale, molti non si rendono conto di essere in lutto, perché non c’è una perdita concreta come un decesso. A questo si aggiunge la divisione familiare, spesso molto forte, che può ostacolare il sostegno reciproco.
A livello sociale, la storia ci insegna che queste tensioni collettive possono trasformarsi in azioni comuni e, nei casi estremi, anche in conflitti.
La polarizzazione amplifica ogni emozione. Il lutto politico è spesso accompagnato da questa divisione, e le parti opposte possono provare forte indignazione morale verso le opinioni altrui. (L’indignazione morale è una rabbia che nasce quando percepiamo una violazione di norme etiche fondamentali, come giustizia o equità.)
Le emozioni che emergono sono spesso intense e attivano il nostro sistema di allarme, scatenando reazioni difensive o aggressive. Per questo chi vive un lutto politico fa fatica ad avvicinarsi a chi la pensa diversamente. Ogni tentativo può sembrare un attacco ai valori che definiscono la propria identità e appartenenza. Non si scontrano solo opinioni, ma valori fondamentali e senso di giustizia, rendendo difficile il dialogo. Alcuni reagiscono entrando in discussioni, altri evitano le notizie, altri ancora si disinteressano o si adattano per evitare conflitti. Sono tutte risposte naturali.

Come affrontarlo?
Prima di tutto: non minimizzare ciò che senti. Anche se non si tratta di una perdita “classica”, la tua reazione a un processo più grande e incontrollabile è del tutto legittima.
- Ritrova il senso di controllo Attività come cucinare, muoverti, riordinare o fare cose insieme possono darti piccoli ma solidi punti di appoggio.
- Limita il consumo di notizie Leggere continuamente le notizie può mantenere alto lo stress. Non serve evitarle del tutto, ma è utile stabilire dei limiti.
- Parlane, ma in uno spazio sicuro Non è uguale con chi e come. Una conversazione di supporto aiuta a elaborare, un dibattito acceso può peggiorare.
- Concediti un’elaborazione “lenta” Il lutto non sparisce da un giorno all’altro. Può essere altalenante, ed è normale.
Si può allenare la tolleranza all’incertezza?
Sì, ed è una delle abilità più preziose a lungo termine. Non solo in politica, ma nella vita. La psicologia suggerisce di “allenarsi” intenzionalmente all’incertezza. Ecco qualche esempio:
- attività improvvisate come teatro o danza,
- ascoltare jazz, che si basa sulla spontaneità,
- provare situazioni nuove dove non hai il pieno controllo.
Non si tratta di amare l’incertezza, ma di essere meno scossi e provare meno ansia nel tempo.
Gli esperti dicono che un altro aspetto chiave è riconoscere, nonostante le differenze, l’esperienza umana comune: la sensazione di perdita può essere reale da entrambe le parti, anche se per motivi diversi.











