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Perché le donne devono faticare tutto il giorno? Quest’anno a Natale farò tutto diversamente!

Barbara Conti3 min di lettura
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Perché le donne devono faticare tutto il giorno? Quest’anno a Natale farò tutto diversamente! — Famiglia

Crescendo, anch’io ho partecipato a questa frenesia, e anche se credo fermamente che sia utile affidare ai nostri figli compiti adatti alla loro età per prepararli alla vita adulta, e sono felice di aver imparato la ricetta dei biscotti di mamma, la lezione più importante di quegli anni per me è stata: io di sicuro non farò così.

Non nego che sia più piacevole rilassarsi e festeggiare in una casa pulita e ordinata, e se ho qualche giorno libero mi piace mettere un po’ in ordine, come farei in qualsiasi weekend. Però applico una regola d’oro: chi storce il naso se trova un po’ di polvere sotto il divano, semplicemente non ci vuole abbastanza bene da meritare di essere invitato a Natale.

Che sia una zia, una suocera o un nonno severo che a tavola non riesce a gioire con noi ma cerca solo difetti, se proprio dobbiamo, faremo un giro al mercatino di Natale, ma non lasceremo mai che rovinino la nostra festa.

La nostra festa non sarà fatta di svegliarsi con lo stomaco in subbuglio perché appena aperti gli occhi sei già in ritardo: la pasta del dolce avrebbe dovuto lievitare, ho dimenticato di comprare le noci per i biscotti, e anche se ieri ho pulito il bagno alla perfezione, quando tutti si prepareranno sembrerà di nuovo usato, e non è indispensabile che la casa sembri un museo all’arrivo degli ospiti, senza traccia di vita quotidiana.

Assolutamente no, grazie!

Programma natalizio

Quest’anno a Natale farò qualcosa di rivoluzionario, qualcosa che forse nessuna donna in questo paese ha mai provato durante le feste: cercherò di divertirmi davvero!

Giocherò a "Risate finali" sdraiata sul pavimento con mia figlia, prepareremo biscotti allo zenzero solo perché ci piace farlo. Inviteremo chi amiamo di più e mi siederò accanto a loro sul divano, per godermi la loro compagnia.

Se non bruciamo i biscotti, li offrirò, ma potrei anche comprare dolci già pronti. Rideremo insieme per l’albero storto, forse piangeremo un po’ quando noteranno la decorazione del nonno, canteremo una canzone che ci ha insegnato lui, e magari ordineremo una pizza.

Perché questo Natale riscriveremo le regole: la tradizione che porta gioia, che avvicina e rafforza i legami resterà con noi. Ma ogni abitudine che rinchiude madri e figlie in cucina, che divide la famiglia in stanze separate, che non lascia spazio a guardare i bambini ammirare le stelle filanti o a scambiarsi baci caldi sotto le luci natalizie, quella diventerà lo spirito del Natale passato. Non vedo l’ora che arrivi questa festa.

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