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Perché ti senti a pezzi nelle prime settimane di caldo (e cosa sta facendo il tuo corpo)

Fehér Dia5 min di lettura
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Perché ti senti a pezzi nelle prime settimane di caldo (e cosa sta facendo il tuo corpo) — Salute
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Conosci quella sensazione? Arriva la prima vera ondata di caldo dell'anno e, invece di tuffarti nell'estate pieno di energia, l'unica cosa che desideri è un letargo di due settimane. La mattina fai fatica ad alzarti dal letto, alle due del pomeriggio sei già al terzo caffè, la concentrazione è pari a zero e hai la sensazione di avere dei pesi di piombo legati alle gambe.

Tranquillo, non è colpa tua, e non si tratta di pigrizia arrivata all'improvviso. Dietro le quinte è in corso un processo del tutto naturale, ma estremamente impegnativo per l'organismo: il tuo corpo sta scaricando l'"aggiornamento software estivo". Ma perché la batteria si scarica proprio quando c'è più sole di tutti?

Il termostato interno fa gli straordinari

La ragione principale è la termoregolazione. Il corpo umano è un sistema geniale, ma rigoroso: deve mantenere costantemente la temperatura interna tra i 36,5 e i 37,5 °C affinché gli organi non subiscano danni. Quando la temperatura esterna sale improvvisamente sopra i 30 gradi, il tuo termostato interno passa in modalità emergenza.

Per raffreddarsi, l'organismo mobilita energie incredibili: dilata i vasi sanguigni sotto la pelle (ecco perché ci arrossiamo con il caldo), così il sangue arriva vicino alla superficie del corpo e disperde calore, e nel frattempo attiva a tutta forza la sudorazione.

Questo sistema di raffreddamento interno è come la ventola del tuo laptop che gira in sottofondo al 100% senza sosta. Non c'è da stupirsi se per le altre funzioni — come concentrarti o muoverti — ti resta ben poca energia.

Cosa dice la scienza?

Dietro il torpore delle giornate afose si nasconde un altro fattore fisico importante, che le ricerche della Harvard Medical School analizzano nel dettaglio.

Quando, per effetto del caldo, i vasi si dilatano (vasodilatazione), nel sistema circolatorio aumenta lo spazio disponibile e di conseguenza la pressione crolla improvvisamente. Il cuore deve lavorare più in fretta e con più forza per portare sangue e ossigeno al cervello e ai muscoli. È proprio questo meccanismo, a livello micro, il responsabile di quella tipica sensazione di testa annebbiata, vertigini e stanchezza plumbea.

A tutto questo si aggiungono anche la disidratazione e la perdita di elettroliti. Persino una disidratazione minima, quasi impercettibile, peggiora drasticamente le funzioni cognitive.

Una meta-analisi del Georgia Institute of Technology ha dimostrato che una perdita di liquidi di appena l'1-2% rallenta già in modo misurabile i tempi di reazione, peggiora la memoria a breve termine e aumenta la sensazione di stanchezza.

Il paradosso del sonno

A peggiorare la situazione c'è il fatto che non riesci a riposare proprio quando ne avresti più bisogno. Per un sonno profondo e rigenerante (la fase REM), il corpo deve raffreddarsi.

Uno studio pubblicato sul Journal of Physiological Anthropology ha messo in luce che le alte temperature notturne e l'umidità sconvolgono direttamente il ciclo del sonno: ci si sveglia più spesso, si passa meno tempo nella fase di sonno profondo e così, anche dopo 8 ore a letto, al mattino ci si alza come se fosse passato sopra un rullo compressore.

Quanto dura l'aggiornamento?

La buona notizia è che il tuo corpo è capace di acclimatarsi, cioè di adattarsi all'ambiente. All'organismo umano servono all'incirca 7-14 giorni per passare alla modalità estiva.

In queste due settimane:

  • Aumenta il volume del plasma sanguigno (abbiamo più sangue, così la pressione si stabilizza).
  • Il battito cardiaco diventa più efficiente (riesce a raffreddare anche con una frequenza più bassa).
  • La sudorazione diventa più efficace: iniziamo a sudare prima, ma perdiamo meno sali e minerali.

Come aiutare il tuo sistema interno

  • Non negarti il riposo: accetta che nelle prime 1-2 settimane il tuo rendimento non sarà al 100%. Se puoi, sposta i compiti più impegnativi nelle ore più fresche del mattino.
  • Elettroliti, non solo acqua: la semplice acqua del rubinetto è importante, ma bisogna reintegrare anche i minerali persi con il sudore. Un pizzico di sale nell'acqua, il magnesio o una bevanda isotonica possono fare miracoli contro la stanchezza.
  • Pasti leggeri: digerire cibi pesanti e grassi produce molto calore e sottrae sangue alla circolazione. Spazio a insalate, zuppe e frutta ricca d'acqua!
  • Concediti pazienza: il "software estivo" verrà installato presto e, tra due settimane, sopporterai il caldo molto più facilmente!

Perché mi sento così stanco con il primo caldo?

Perché il corpo consuma un'enorme quantità di energia per raffreddarsi tramite dilatazione dei vasi e sudorazione. In più la pressione cala e la disidratazione riduce le funzioni cognitive, lasciandoti poca energia per il resto.

Quanto tempo serve per abituarsi al caldo?

All'incirca 7-14 giorni. In questo periodo aumenta il volume del plasma sanguigno, il cuore diventa più efficiente e la sudorazione più intelligente.

Perché dormo male quando fa caldo?

Per un sonno profondo il corpo deve raffreddarsi. Le alte temperature notturne e l'umidità disturbano il ciclo del sonno: ci si sveglia più spesso e si dorme meno profondamente, quindi al mattino ci si sente comunque stanchi.

Basta bere acqua per combattere la stanchezza da caldo?

Non del tutto. Con il sudore perdi anche minerali importanti, che vanno reintegrati. Un pizzico di sale nell'acqua, il magnesio o una bevanda isotonica aiutano a contrastare la spossatezza.

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