Un mondo senza senso di colpa
Un mondo senza senso di colpa non sarebbe vivibile. Senza questo sentimento, le persone farebbero qualsiasi cosa, spesso a scapito degli altri. Nella migliore delle ipotesi, ognuno vivrebbe isolato e solo, incapace di riconoscere dove inizia il male.
Chi non prova senso di colpa manca di freni morali e responsabilità. Questo è un segnale di disagio interiore: persone così sono emotivamente malate, e una società con molti individui così è anch’essa malata. Purtroppo, il mondo sembra andare sempre più in questa direzione…
Il senso di colpa è in ognuno di noi
Ognuno ha una coscienza. Non importa da dove venga nel mondo. Ma ogni cultura e famiglia ha valori diversi, quindi le norme morali variano. Questo significa che il punto in cui scatta il senso di colpa è diverso per tutti. Anche queste piccole differenze possono creare tensioni tra persone e popoli. Per questo la tolleranza e la pazienza sono fondamentali.
Chi vive in salute mentale segue sempre il senso di colpa con un gesto di riparazione, accettato dalla famiglia e dalla comunità. La qualità di questa riparazione dipende non solo dalla gravità del torto, ma anche dalle aspettative sociali. Un senso di colpa troppo forte o completamente assente può causare problemi seri.
Le basi del senso di colpa
È importante distinguere tra senso di colpa e rimorso. Il senso di colpa è un sentimento più intenso e persistente, che può facilmente esagerare. Dipende anche da quanto una persona ha una visione realistica di sé e di cosa ci si aspetta da lei, e da quanto accetta queste aspettative.
Diventare adulti significa anche definire le proprie aspettative personali. In questo percorso si possono fare errori, sia perché si hanno idee sbagliate sull’indipendenza, sia perché alcune basi dell’infanzia sono fragili o errate.
Dobbiamo capire che diverso non significa meno valido. Le nostre norme non devono per forza coincidere con quelle degli altri, e questo non è necessariamente un male.
Il senso di colpa eccessivo
Oggi si dice spesso che sbagliare è un peccato, ma nelle relazioni umane è accettato, così come nel successo personale. Questa contraddizione crea tensione in ognuno di noi, perché da bambini impariamo una cosa e da adulti dobbiamo fare altro, accettando anche gli altri.
Questo può minare la responsabilità personale e causare ansia nei rapporti con gli altri. Così si perde l’equilibrio interiore, che se compromesso a lungo porta a malesseri psicologici e distorsioni della personalità. Il senso di colpa ingiustificato toglie gioia, e la mancanza di gioia può scatenare altri disturbi mentali e anche problemi fisici.
Il senso di colpa “inesistente”
Riparare e riflettere porta serenità. Ma è patologico chi nega dentro di sé la situazione che genera senso di colpa.
Alcune persone ignorano o trascurano il proprio e l’altrui mondo emotivo. Questo si chiama alessitimia, ed è un grave disturbo nelle relazioni umane. Chi ne soffre può arrivare al burnout. Il linguaggio diventa privo di emozioni, povero di aggettivi espressivi. È una malattia diffusa oggi, non riconosciuta come tale, che porta a distacco e mancanza di espressione emotiva. Questi disturbi servono a evitare di affrontare il proprio sistema etico, il senso di colpa e il conflitto interiore che ne deriva.
Crediamo che un vero peccato sia solo quello accompagnato dal senso di colpa. Perciò non eliminiamo il peccato con il perdono, ma il senso di colpa... spesso con meccanismi sbagliati e dannosi per l’anima.










