“Perché, sai, chi ha superato i 30 anni e ancora c’è… Che fa della vita, poi? Beh sì, è proprio cringe!”
Sdraiata nella tenda, sentivo chiaramente la conversazione dei ragazzi accampati accanto a noi al festival e ho sorriso. Certo, a 20 anni pensavo anche io che la vita finisse dopo i 30. Ora ne ho 36 e sto godendo la libertà di essere considerata imbarazzante dagli adolescenti, ma per fortuna non devo preoccuparmene.
Probabilmente non esiste comico di mezza età che non abbia scherzato su quanto gli adolescenti possano essere spaventosi. Portano il loro cinismo come un’armatura. Usano la loro conoscenza di un mondo che, per quanto ci sforziamo, non riusciamo a seguire, come un’arma.
Rendersi conto di essere diventati il bersaglio degli occhi alzati al cielo è spaventoso all’inizio, ma probabilmente è meglio non combattere e accettare il destino con un sorriso. Non c’è nulla di male nel cambiare interessi o nel non avere tempo ed energie per seguire le ultime tendenze, soprattutto con le responsabilità da adulti.
E, a dire il vero, anche di quello che conosco non sempre capisco – per esempio, non riesco proprio a provare entusiasmo per i calzini alti, anche se sento dire che i calzini corti sono roba del passato.
Imbarazzante? Se chiedessimo a un quattordicenne, sicuramente sì. Ma a 36 anni sarebbe imbarazzante preoccuparsene. O serbare rancore verso un adolescente per quello che pensa di me. Non perché abbia ragione, ma perché ha 14 anni, ha i suoi problemi e sta ancora formando la sua personalità. Non credo che per sempre giudicherà chi è cool dai calzini.

Da sempre, il compito degli adolescenti è osservare con cinismo le generazioni precedenti, ed è giusto così. Dopotutto, come potrebbe andare avanti il mondo senza quei giovani testardi che credono sinceramente e con tutto il cuore che faranno meglio loro?
Da adulti, però, dobbiamo anche capire che gran parte di questa ribellione nasce dalla paura: paura di restare indietro, di essere esclusi, di non essere accettati dal gruppo.
Dopo i 30 anni la cosa bella è che capiamo: tutto questo non è così importante come pensavamo da adolescenti. Abbiamo i nostri amici, i nostri valori, e non cerchiamo più disperatamente di piacere a tutti. Accettiamo che non saremo mai abbastanza per tutti – nemmeno per quegli adolescenti che alzano gli occhi al cielo, indossano calzini lunghi e ascoltano musica sconosciuta. E va bene così. Dopo i 30 anni ci basta osservare con affetto i loro grandi progetti, i loro inevitabili inciampi, e aspettarli sorridendo da questo lato della vita, dove segretamente googliamo le nuove parole di slang.
Foto di apertura: KoolShooters/pexels.com











