Anch’io a volte ci penso, anche se ho un orario flessibile e amo ogni aspetto del mio lavoro. Però, quando finalmente esce il sole e gli uccellini cantano, mi sento sempre più frustrata a dover stare davanti al computer. Invece di curare il giardino, piantare nuove piante o guidare persone in escursioni in montagna, resto seduta rispondendo alle email e inseguendo la fastidiosa burocrazia.
Un tempo si diceva che con una laurea la vita fosse in discesa: un buon lavoro d’ufficio, futuro sicuro, riconoscimento morale, ferie pagate, orari fissi e condizioni comode. Oggi, invece, sempre più persone con anni di studio e investimenti alle spalle non trovano un lavoro che garantisca davvero sostentamento e soddisfazione.
Un’indagine internazionale mostra che negli Stati Uniti e nel Regno Unito il 55% degli impiegati d’ufficio sta seriamente pensando di cambiare carriera. Non cercano solo un’altra azienda o posizione, ma un tipo di lavoro completamente diverso: orientato alle professioni manuali e pratiche.
Sta nascendo una nuova tendenza – non solo tra le generazioni più mature
Molti di chi vuole cambiare lavorano in settori come IT, amministrazione o sanità. La Generazione Z, in particolare, si sente già stanca della vita da scrivania, tanto che il 59% di loro sta valutando di lasciare l’ufficio per un lavoro più tangibile.
Una delle motivazioni principali è l’intelligenza artificiale. Sempre più persone temono per il proprio posto di lavoro, visto che algoritmi stanno sostituendo parte o tutto il loro lavoro. Le posizioni entry-level, cioè quelle che richiedono meno competenze, si stanno automatizzando rapidamente. È sempre più difficile iniziare una carriera da zero. Al contrario, mestieri come elettricista, idraulico, giardiniere o cuoco – per ora – non sono sostituiti da ChatGPT.

Anche il burnout fa parte del quadro
Non è solo la minaccia tecnologica a pesare, ma anche la realtà quotidiana. Sovraccarico, mancanza di scopo e compiti percepiti come inutili frustrano tutti. Molti lavoratori intellettuali descrivono le loro giornate come una lunga serie di riunioni Zoom senza risultati. La maggior parte definisce il proprio lavoro noioso, ripetitivo e pieno di burocrazia inutile.
Inoltre, lo stress è in aumento: una ricerca prevede che nel 2025 due terzi dei lavoratori americani sperimenteranno qualche forma di burnout – quasi 67 persone su 100!
Anche se non tutti desiderano un lavoro manuale, molti invidiano chi ha imparato un mestiere e si occupa di cose più “reali”. Tra i lavori più ambiti ci sono cuoco, pompiere, elettricista e carpentiere. Sono professioni con competenze tangibili e risultati visibili, spesso ben pagate, rispettate e con posti di lavoro garantiti. Sempre più persone sentono che la società sta rivalutando i mestieri manuali. Creare con le proprie mani e lavorare con le persone sta tornando di moda, come una volta.
Ricorda: il lavoro resta lavoro, anche se richiede fatica fisica
Naturalmente anche i lavori manuali hanno le loro sfide, come dimostra il fatto che non tutti i lavoratori manuali sono soddisfatti. Secondo il Pew Research Center, solo il 43% di loro si dichiara molto o estremamente soddisfatto. Molti si sentono sottopagati e poco apprezzati, e faticano a trovare un legame autentico tra lavoro e identità personale.
La vera domanda non è se conviene fare un lavoro intellettuale o manuale, ma cosa ti fa sentire vivo, utile e creativo. Se ti svegli ogni giorno con un nodo allo stomaco, se il solo vedere il laptop ti provoca ansia e già il lunedì conti i giorni fino al venerdì, forse è il momento di riflettere su dove sei davvero a tuo agio. Non devi subito imparare a fare il falegname, ma vale la pena scoprire che tipo di lavoro ti piacerebbe fare – e come arrivarci.











