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«Vive per lamentarsi» - 10 abitudini delle persone infelici

Szőke Angéla3 min di lettura
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«Vive per lamentarsi» - 10 abitudini delle persone infelici — Lifestyle
In questo articolo

Si dice spesso che la felicità sia una scelta, e molti pensano che lo sia anche l’infelicità.

Il confronto

Un detto inglese dice che paragonarsi è il ladro della gioia, ed è proprio così. Chi si rassegna tende a confrontare la propria vita con quella degli altri, una ricetta sicura per la frustrazione, perché ci sarà sempre qualcuno con una casa più grande, un’auto migliore o un successo più evidente.

Dentro la zona di comfort

Chi è sempre preoccupato raramente esce dalla propria zona di comfort. È raro che si ponga nuovi obiettivi e tende a evitare le sfide. La crescita personale richiede un vero desiderio di cambiamento, ma questo manca. Una causa è la cosiddetta "impotenza appresa": anche se ci fossero opportunità di cambiare, la persona non le coglie perché crede di non farcela.

Inattività

La maggior parte delle persone infelici non mangia bene e conduce una vita sedentaria. Come dice Reese Witherspoon in "La ragazza del Dr. Dottore", «lo sport produce endorfine e le persone felici non sparano ai mariti». Chi è spesso di cattivo umore evita l’attività fisica, non si muove abbastanza né si concede passeggiate nella natura per godersi la sua bellezza. Se lo facesse, probabilmente sarebbe meno insoddisfatto della propria vita.

Fissati sul passato

«Una volta era tutto meglio!»

Questo è il motto di molti infelici, che vivono spesso nel passato. Rimpiangono la loro giovinezza, il corpo snello e le glorie passate. Spesso richiamano alla mente anche brutti ricordi, lamentandosi dell’ingiustizia della vita. Sono pessimisti sul futuro e non godono affatto del presente.

Donna stanca all’aperto, ritratto

La vittima eterna

Tutti conosciamo almeno una persona così. È quella che sembra sempre trovarsi in situazioni sfavorevoli. Prevede il peggio per poter lamentarsi, e spesso queste previsioni diventano realtà come una profezia che si autoavvera. Vive per lamentarsi e anche quando succede qualcosa di bello, trova il modo di lamentarsi comunque.

Nessun perdono

Non riesce a perdonare. Porta sempre con sé i pesi emotivi e i torti del passato e non vuole lasciarli andare. Non depone mai l’ascia di guerra, quindi questi problemi restano irrisolti per sempre.

Creazione di drammi

Chi è amareggiato tende a creare drammi se non ne ha già nella propria vita. Così riesce a tenersi lontani dagli altri, alimentando ancora di più il proprio lamento.

Donna in escursione, ritratto

La responsabilità

Non ammette mai i propri errori. Non si assume responsabilità, dà sempre la colpa agli altri. Si concentra solo sui torti subiti e vede il mondo come ingiusto nei suoi confronti, senza riconoscere il proprio ruolo.

Lamentela continua

Si concentra solo sugli aspetti negativi. Cerca sempre qualcosa di sbagliato, lo ingigantisce (mentre minimizza il positivo) e si lamenta con chiunque lo ascolti. È un pessimista cronico, che si aspetta sempre il peggio.

Vittima di se stesso

Chi è triste spesso si mette volontariamente in una posizione di vittima. Si sente impotente a lungo e attribuisce ad altri o alle circostanze esterne la responsabilità dei propri sentimenti, azioni e situazione. Non fa nulla per uscire da questa condizione, perché la mentalità da vittima si basa proprio sul lamentarsi invece che cercare soluzioni.

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