Abbiamo una notizia sorprendentemente positiva
L’Ungheria ha ottenuto ottimi risultati anche quest’anno nella lista aggiornata della qualità delle acque balneabili europee. L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) controlla ogni anno la qualità delle acque di spiagge, laghi e fiumi, e non si limita a un semplice controllo visivo, ma esegue analisi di laboratorio. Cercano principalmente batteri come E. coli e enterococchi, che spesso derivano da acque reflue o allevamenti.
Nel 2024, l’85% delle località balneari europee controllate ha ricevuto una valutazione eccellente (in alcuni paesi questa percentuale supera il 95%) – un risultato davvero incoraggiante.
Al vertice della classifica troviamo Cipro con il 99,2% di acque balneabili di qualità eccellente, seguita da Bulgaria (97,9%), Grecia (97%), Austria (95,8%) e Croazia (95,2%). I laghi austriaci sono noti per la loro limpidezza cristallina, ma fa piacere vedere che anche in Ungheria la maggior parte delle acque è risultata in ottime condizioni.

Qual è la situazione in Ungheria?
Secondo i dati dettagliati, l’Ungheria non è entrata nella TOP 5, ma ha comunque ottenuto ottimi risultati. Il 96% delle località balneari ungheresi rispetta i requisiti minimi dell’UE, ricevendo almeno una valutazione “accettabile”, mentre molte sono classificate come “buone” o “eccellenti”. Questo significa circa 270 località, tra cui il Lago Balaton, il Lago di Velence e il Lago Tisza, dove il ricambio d’acqua e l’auto-pulizia naturale sono quasi sempre adeguati.
Il rischio maggiore non è tanto l’inquinamento costante, quanto gli eventi meteorologici: dopo periodi di siccità, piogge intense possono peggiorare temporaneamente la qualità dell’acqua, soprattutto nei laghi e fiumi più piccoli.
Lo sapevi che le spiagge marine sono generalmente più pulite?
Se pensavi che fosse più sicuro nuotare in fiumi o laghi, è il momento di rivedere questa idea. L’acqua di mare è in continuo movimento, si rinnova più facilmente e accumula meno inquinanti. Al contrario, i laghi e i fiumi interni sono più vulnerabili alle piogge intense, che soprattutto nelle aree urbane possono sovraccaricare le reti fognarie e causare fuoriuscite di acque reflue. L’EEA avverte che il cambiamento climatico aumenterà la frequenza e l’intensità di questi eventi, richiedendo maggiore attenzione nei prossimi anni.

Tuffarsi o aspettare?
Se stai programmando una vacanza all’estero, sappi che il database completo dell’EEA è disponibile online, così puoi controllare la qualità dell’acqua delle spiagge che ti interessano. Se invece resti in patria, puoi tranquillamente goderti il bagno: la maggior parte delle località ungheresi mantiene una qualità stabile anno dopo anno.
È comunque utile controllare periodicamente i dati aggiornati dei comuni o delle autorità locali, perché sono loro a segnalare rapidamente eventuali problemi come fioriture algali o, quest’anno, invasioni di chironomidi.
Quindi, se avevi qualche dubbio, puoi stare tranquillo: la pulizia delle acque balneabili ungheresi è confermata anche dalle analisi ufficiali. Metti la crema solare in borsa, la tavola da SUP nel bagagliaio, l’acqua è pronta – e tu?











