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Anche tu ricordi male? Cos’è l’effetto Mandela e come funziona davvero

Barbara Conti3 min di lettura
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Anche tu ricordi male? Cos’è l’effetto Mandela e come funziona davvero — Lifestyle

Nonostante i fatti, molte persone sono convinte di ricordare Mandela morto in prigione. Questo fenomeno sorprendente – una convinzione collettiva su eventi o fatti non veri – è chiamato effetto Mandela ed è stato osservato in molti altri contesti e situazioni.

Come fa la nostra mente a convincerci di ricordare eventi mai accaduti? E come è possibile che interi gruppi condividano lo stesso falso ricordo? Ecco cosa ci dicono oggi gli psicologi sull’effetto Mandela.

Come il nostro cervello crea falsi ricordi

L’effetto Mandela è spesso citato come esempio di falsi ricordi: ricordi che sembrano veri nella nostra mente ma sono in parte o totalmente inventati. Può sembrare incredibile, ma i falsi ricordi sono più comuni di quanto pensi.

Pensa a quelle volte in cui eri sicuro di aver spento il fornello, premuto il pulsante "invia" in una mail importante o messo il latte nel carrello della spesa – per poi scoprire che non era così.

Uno studio pubblicato su Consciousness and Cognition spiega questi falsi ricordi attraverso il Self-Memory System, un modello che evidenzia il legame tra il senso del sé e la memoria. Questo collegamento coinvolge la memoria episodica, autobiografica e una parte del nostro sé operativo, cioè la nostra immagine di noi stessi.

I ricercatori spiegano che il nostro sé operativo usa le conoscenze attive per costruire ricordi dettagliati. Questo processo aiuta a formare i ricordi del passato e a immaginare eventi futuri.

Questa costruzione avviene nel cosiddetto “sistema di memoria-immaginazione”, uno spazio mentale pieno di ricordi recenti e simulazioni di eventi possibili.

Ma questo sistema può sbagliare per diversi motivi. Le moderne conoscenze sulla memoria umana mettono in discussione l’idea che i ricordi siano sempre precisi: ogni ricordo è in qualche modo imperfetto.

La ricerca può spiegare l’effetto Mandela?

L’effetto Mandela si manifesta quando questi ricordi falsi ma convincenti si diffondono a livello collettivo, cioè quando grandi gruppi di persone condividono lo stesso falso ricordo. La falsa morte di Mandela negli anni ’80 è solo un esempio, e da allora ne sono stati identificati molti altri.

Per esempio, quasi tutti hanno giocato al classico gioco da tavolo Monopoly. Se ti chiedessero come appare l’uomo sulla scatola, molti descriverebbero un signore anziano con bastone, cilindro e monocolo. In realtà, il personaggio non ha mai avuto un monocolo in nessuna versione del gioco. Eppure tante persone giurano che nella loro infanzia lo aveva.

Allo stesso modo, nei paesi anglofoni molti ricordano con sicurezza la serie animata "Looney Toons", la serie "Sex In the City" e la frase iconica di Darth Vader: “Luke, I am your father.” In realtà, la serie si chiama Looney Tunes, la serie è Sex and the City e la frase corretta è: “No, I am your father.”

Uno studio di Psychological Science ha cercato di spiegare questo fenomeno confuso. Ha mostrato che alcune immagini della cultura pop generano costantemente falsi ricordi simili. Usando metodi simili al tracciamento oculare, i ricercatori non hanno trovato differenze nell’attenzione o nella percezione visiva che potessero spiegare questi ricordi collettivi errati. Hanno concluso che gli errori emergono spontaneamente durante il richiamo dei ricordi. Anche se la maggior parte delle persone vede correttamente l’immagine, in certi casi si commettono sistematicamente gli stessi errori di memoria.

L’effetto Mandela resta un mistero affascinante. Tentativi di spiegarlo spesso sfociano in teorie complottiste. Le ipotesi puntano a territori ancora inesplorati, dimostrando quanto la mente umana sia complessa e ancora tutta da scoprire.

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