C'è un momento preciso, di solito tra la fine di settembre e ottobre, in cui ogni donna che conosco mi scrive la stessa frase: "sto perdendo i capelli". Il pettine tira su ciuffi, sul cuscino ne trovi, e lo scarico della doccia diventa la cosa più ansiogena della giornata. Nella maggior parte dei casi è una fase di ricambio stagionale che rientra da sola. In una minoranza di casi non lo è, ed è importante sapere quali segnali meritano davvero una visita invece di sei mesi di fiale comprate a caso.
Perché proprio adesso
I capelli non crescono tutti insieme: ogni bulbo segue un suo ciclo, con una fase di crescita lunga e una fase di riposo che si conclude con la caduta. Quando molti bulbi entrano in riposo nello stesso periodo — ed è ciò che capita tipicamente nei cambi di stagione — la perdita si concentra in poche settimane e sembra enorme. A questo si aggiunge l'estate appena finita: sole, salsedine, cloro, decolorazioni, magari un periodo di alimentazione più disordinata. Il fusto è più fragile, quindi oltre alla caduta vedi anche più rotture a metà lunghezza, che non sono la stessa cosa.
La distinzione è semplice e utile: un capello caduto dal bulbo ha una piccola estremità chiara, quasi un puntino, alla radice. Un capello spezzato ha entrambe le estremità simili ed è più corto della tua lunghezza. Se nella spazzola trovi soprattutto pezzi corti, il problema è di danno meccanico e chimico, non di bulbi.
Il test pratico da fare in casa
Il riferimento generalmente citato è che perdere fino a circa un centinaio di capelli al giorno rientra nella normalità: il numero però conta meno della tendenza. Invece di contarli, osserva per due o tre settimane tre cose concrete. La prima: l'ampiezza della riga. Fatti una foto della scriminatura con la stessa luce, sempre la stessa, una volta a settimana; è molto più affidabile della memoria. La seconda: lo spessore della coda. Se prima il fermaglio faceva tre giri e ora ne fa quattro, il dato è oggettivo. La terza: la presenza di capelli nuovi corti, quelli che spuntano dritti sulla fronte e ti fanno arrabbiare quando ti pettini. Sono un buon segno, indicano ricrescita.
Cosa fare mentre passa
Meno traumi, più costanza. Lavare i capelli spesso non aumenta la caduta: semplicemente raccoglie in una volta quelli già pronti a staccarsi. Anzi, un cuoio capelluto pulito e non irritato è la base di tutto. Massaggia con i polpastrelli, non con le unghie, per un minuto durante lo shampoo. Sciacqua bene. Evita, per queste settimane, code strettissime, ferri a temperatura massima e spazzole aggressive sui capelli bagnati: usa un pettine a denti larghi partendo dalle punte.
Sul fronte quotidiano, punta su un'alimentazione con proteine sufficienti, ferro e verdure di stagione: i capelli sono una delle ultime cose a cui il corpo dà priorità quando è sotto stress o in restrizione. Se hai fatto una dieta molto rigida, un intervento, un parto o un periodo di forte tensione, la caduta può arrivare con mesi di ritardo rispetto all'evento: è una delle cose che più spesso confonde.
Quanti capelli al giorno sono davvero troppi?
Più che un numero, conta la durata e l'aspetto del cuoio capelluto. Una caduta abbondante che dura quattro o sei settimane e poi rallenta, senza che la riga si allarghi, è compatibile con un ricambio stagionale. Se invece va avanti per mesi, se vedi la cute attraverso i capelli in zone precise, se compaiono prurito, croste, dolore o chiazze, è il momento di parlarne con il medico o con un dermatologo, anche solo per escludere carenze o questioni ormonali con esami mirati.
Serve cambiare shampoo o comprare integratori?
Cambiare shampoo aiuta soprattutto se quello attuale ti lascia la cute irritata o i capelli appesantiti: un prodotto delicato, usato con regolarità, è già molto. Gli integratori possono avere senso quando c'è una carenza documentata, non come acquisto d'istinto a settembre: alcune sostanze in eccesso non fanno bene, quindi meglio farsi consigliare da un professionista invece di sommare tre flaconi diversi. Nel frattempo, il gesto che dà i risultati più visibili resta la spuntata: togliere due centimetri di punte rovinate fa sembrare la chioma immediatamente più piena.











