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Come festeggiamo il Natale con un bambino autistico – consigli utili per ogni famiglia

Barbara Conti3 min di lettura
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Come festeggiamo il Natale con un bambino autistico – consigli utili per ogni famiglia — Famiglia
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Negli ultimi sei Natali ho imparato tanto su come celebrare mantenendo le routine del mio bambino, che si emoziona facilmente, senza farlo sentire sopraffatto dall’atmosfera natalizia. Perché, per quanto sia un periodo magico, le luci, i tanti eventi, l’attenzione altalenante dei parenti e la valanga di regali possono diventare stimoli troppo intensi per un bambino autistico.

I consigli che condivido ci hanno aiutato molto nella nostra famiglia. Non sono regole universali e non funzionano per tutti, ma possono ispirare. Anzi, credo possano essere utili anche con bambini neurotipici: il Natale, per un bambino, può essere davvero stancante.

Meno è meglio

Il Natale non è solo regali – lo sappiamo tutti –, ma a volte è difficile resistere alla tentazione di comprare anche la torre con la catena. Ho notato che spesso sono i nonni a esagerare: comprano con tanto amore, ma la quantità supera ciò che un bambino può davvero gestire emotivamente.

Per un bambino autistico, troppi regali possono essere fonte di frustrazione.

Non sa da dove cominciare, passa da una scatola all’altra e si sente sempre più sopraffatto e confuso. Il risultato può essere pianto o un crollo emotivo, spiacevole per tutti, soprattutto per lui.

Da noi funziona scegliere pochi regali di qualità, che davvero lo interessano e non aggiungono nuovi stimoli. Dopo averli scartati, giochiamo sempre insieme. Spesso è proprio questo momento condiviso la parte più bella della festa: non il regalo in sé, ma il tempo passato insieme.

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Visite ai parenti con rifugi sicuri

Le visite natalizie ai parenti sono una bella tradizione e per me è importante incontrare familiari che non vedo da tempo. Però capisco che per un bambino abbracciare la ventesima zia o sentirsi dire “Dai, cantaci qualcosa!” possa essere davvero stressante.

In questi momenti faccio da zona cuscinetto: osservo le espressioni, la postura e i segnali del mio bambino. Quando vedo che sta per saturarsi, si irrigidisce o si ritira, gli offro subito una via di fuga.

Portiamo sempre con noi cuffie antirumore, un libro preferito e non è un tabù se vuole ritirarsi in un’altra stanza.

Se serve, gli metto una storia in sottofondo: se questo lo aiuta a calmarsi, perché non usarlo?

Da noi è fondamentale che non si senta obbligato a fare baci, recitare poesie o stare sotto l’albero. Il bambino non è uno spettacolo circense: ha tutto il diritto di vivere le feste in sicurezza e senza pressioni.

Ricordiamoci il vero senso del Natale

I genitori spesso cadono nella trappola di aspettarsi che i bambini si comportino bene dopo tanto impegno in preparativi, decorazioni, cucina e organizzazione. Ma quando un bambino si sente sopraffatto, non è per ingratitudine: semplicemente sta vivendo troppo stimoli. Se come genitori abbiamo queste aspettative, rischiamo di reagire con delusione e di creare conflitti.

Abbiamo imparato a lasciar andare le aspettative. Se invece di finire di preparare l’insalata di patate serve una passeggiata nella neve, usciamo. Se preferiamo fare un puzzle, lo facciamo. Abbiamo abbandonato l’idea della “festa perfetta”. Siamo semplicemente insieme, come ci fa stare bene. Perché in fondo è questo il Natale, in ogni famiglia, con ogni bambino.

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