Il viaggio in Giappone è quello che quasi tutte rimandano di un anno. Sembra complicatissimo: lingua diversa, alfabeto diverso, treni che fanno paura solo a guardarli sulla mappa. In realtà è uno dei paesi più semplici in cui muoversi, una volta prese quattro o cinque decisioni iniziali. Il problema è che se le prendi male — o le prendi tardi — te le porti dietro per tutta la vacanza, sotto forma di trasferimenti sfiancanti e alberghi lontanissimi da tutto. Ecco l'ordine con cui affrontarle.
Prima decisione: quando partire
Il periodo conta più della destinazione. La primavera dei ciliegi e l'autunno del foliage sono i due momenti più belli e i due più affollati: prezzi alti, alberghi pieni con largo anticipo, templi con la fila. L'estate è calda e molto umida, con giornate in cui camminare a mezzogiorno diventa faticoso; l'inverno è secco e limpido, ottimo per chi ama le città e non teme il freddo.
Ci sono poi le settimane in cui il Giappone si sposta tutto insieme: i giorni festivi concentrati di inizio maggio, il periodo di metà agosto legato alle visite alle tombe di famiglia, la fine dell'anno. In quei momenti treni e alloggi si prenotano con mesi di anticipo e molte attività chiudono. Se puoi scegliere, evitali. Se non puoi, prenota prima ancora di decidere l'itinerario.
Seconda decisione: quante tappe, non quante città
L'errore classico del primo viaggio è la lista: Tokyo, Kyoto, Osaka, Hiroshima, Nara, Kanazawa, il monte Fuji, tutto in dieci giorni. Tecnicamente si può fare, perché i collegamenti sono rapidi e puntuali, ma il risultato è una sequenza di stazioni. Ragiona invece per basi: due o tre luoghi dove dormi almeno tre notti, e da lì escursioni in giornata. Con Tokyo e Kyoto come basi copri due anime del paese completamente diverse e raggiungi in giornata moltissimo altro.
Conta anche il jet lag. I primi due giorni sono i più confusi: mettici cose semplici, un quartiere da attraversare a piedi, un mercato, un parco, non la sveglia alle cinque per il treno.
Terza decisione: come ti muovi
Qui la domanda ricorrente riguarda il pass ferroviario per stranieri. La risposta onesta è che dipende dal tuo itinerario, e va calcolata, non intuita: segna le tratte lunghe che farai davvero, verifica sul momento il costo dei singoli biglietti e confrontalo con quello del pass nel periodo in cui viaggi. Chi resta tra Tokyo e dintorni spesso non lo ammortizza; chi attraversa il paese più volte sì.
Quello che serve a tutti, invece, è una carta ricaricabile per i trasporti urbani, che si usa in metropolitana, sugli autobus e in moltissimi negozi appoggiandola al lettore. Aggiungi una connessione dati affidabile — eSIM o router portatile — perché le mappe sono lo strumento con cui vivrai le giornate. E non dare per scontato di pagare sempre con la carta: nei piccoli locali, nei templi e in certi mercati il contante è ancora necessario.
Quarta decisione: dove dormi e cosa porti
Nelle grandi città la posizione conta più della metratura: le camere sono piccole ovunque, ma stare a pochi minuti da una stazione servita bene ti regala un'ora al giorno. Vale la pena inserire almeno una notte in un alloggio tradizionale con futon e bagno comune, come esperienza a sé, tenendo presente che gli orari di cena sono rigidi e vanno rispettati.
Sul bagaglio, la regola d'oro è viaggiare leggere: le scale delle stazioni sono tante e gli spazi per le valigie sui treni veloci sono limitati e a volte da prenotare. Se ti sposti tra basi diverse, il servizio di spedizione dei bagagli tra alberghi è comodissimo e diffuso: parti con uno zaino per una notte e ritrovi la valigia a destinazione. Metti in valigia scarpe che si tolgono e si rimettono in un secondo, perché lo farai molte volte al giorno, e calzini senza buchi, che sono più importanti di quanto immagini.
Quanti giorni servono per un primo viaggio in Giappone?
Contando i voli lunghi e il fuso, sotto i dieci giorni pieni sul posto il viaggio diventa una corsa. Con dodici o quattordici giorni riesci a tenere due basi solide, un paio di escursioni e almeno due giornate senza programma, che di solito diventano le preferite. Se hai meno tempo, riduci le tappe invece di comprimere tutto: una città vista bene lascia più ricordi di quattro attraversate.
Da quanto tempo prima conviene iniziare a prenotare?
Voli e alloggi sono le due cose da bloccare per prime, soprattutto se viaggi in primavera o in autunno, quando le strutture centrali si riempiono con largo anticipo. Le esperienze con ingresso contingentato e alcuni ristoranti richiedono prenotazione nominativa e si esauriscono in fretta, quindi conviene verificarne le regole appena hai le date. Controlla infine per tempo i requisiti di ingresso aggiornati e la validità del passaporto, così eviti sorprese nelle ultime settimane.











