Ogni anno, verso la fine dell'estate, arriva il momento in cui qualcuno dice a voce alta: l'anno prossimo faccio il Cammino. Lo dice al ritorno da una vacanza troppo piena, o dopo un periodo faticoso, o semplicemente perché ha bisogno di mettere un piede davanti all'altro per un po'. Poi apre il computer, trova quindici percorsi diversi, ottanta forum e mille opinioni contraddittorie, e rimanda.
La verità è che il Cammino si organizza con poche decisioni chiare, prese nell'ordine giusto. Tutto il resto è dettaglio che si risolve strada facendo.
Prima decisione: quanti giorni hai davvero
È la domanda da cui dipende tutto il resto, e va risposta con onestà. Il percorso più famoso, il Cammino Francese, parte dai Pirenei e attraversa tutta la Spagna del nord: chiede più di un mese di cammino continuativo. Pochissime persone possono permetterselo in un colpo solo, e non c'è nulla di male.
Chi ha una settimana sceglie in genere l'ultimo tratto, da Sarria a Santiago: è il più frequentato, il più organizzato, e permette di ottenere la Compostela, il certificato rilasciato a chi percorre almeno gli ultimi cento chilometri a piedi. Chi ha dieci o dodici giorni può valutare il Cammino Portoghese da Porto, più mite e con l'opzione costiera vicino all'oceano. Chi cerca solitudine e ha gambe allenate guarda al Cammino del Nord, lungo la costa cantabrica, più duro e con dislivelli veri.
Seconda decisione: quanto camminare al giorno
L'errore classico è ragionare in chilometri e non in ore. Con uno zaino sulle spalle, la media realistica di una persona normalmente allenata è intorno ai quattro chilometri all'ora, pause escluse. Venticinque chilometri quotidiani significano quindi mezza giornata di cammino, ogni giorno, per giorni consecutivi.
Il consiglio che ripeto sempre: pianifica tappe più corte nei primi tre giorni. È lì che si formano le vesciche, è lì che si capisce se le scarpe vanno bene, ed è lì che moltissimi si rovinano il viaggio per orgoglio. Da metà cammino in poi il corpo si assesta e i chilometri diventano quasi facili.
Terza decisione: dormire dove
Gli albergue per pellegrini sono l'anima sociale del Cammino: camerate, letti a castello, orari di chiusura serale, costo contenuto. Molti funzionano senza prenotazione, con ordine di arrivo — il che crea la famosa corsa mattutina per assicurarsi un posto nelle stagioni affollate.
Se dormi male in camerata, non forzarti: esistono pensioni, casas rurales e piccoli hotel lungo tutto il tracciato, e alternare le due formule è una scelta molto sensata. Riposare bene una notte su tre cambia radicalmente l'umore della settimana. Serve però la credenziale del pellegrino, il documento su cui si raccolgono i timbri lungo la strada: si ottiene prima della partenza tramite le associazioni dei pellegrini o direttamente in molti punti di partenza.
Lo zaino: la regola del dieci per cento
Il criterio più diffuso è non superare circa il dieci per cento del proprio peso corporeo, borraccia esclusa. Tradotto: due cambi tecnici, non sette. Si lava a mano la sera e si asciuga durante la notte o appeso allo zaino il giorno dopo.
Le scarpe sono l'unico investimento su cui non transigere, e devono essere già rodate con almeno alcune uscite lunghe prima della partenza. Calze anti-vescica, un bastoncino o due, un guscio antipioggia leggero, crema solare, tappi per le orecchie e una piccola torcia frontale coprono il novanta per cento dei bisogni reali. Il resto si compra lungo la strada, perché la strada attraversa paesi con farmacie e negozi.
Qual è il periodo migliore per partire?
Primavera e inizio autunno sono in genere i momenti più equilibrati: temperature gestibili, giornate ancora lunghe, servizi tutti aperti. La Galizia è verde perché piove spesso, quindi una giacca impermeabile serve in qualunque stagione, mentre luglio e agosto sul tratto centrale della Meseta possono essere molto caldi e molto affollati; l'inverno è possibile ma richiede esperienza, perché diversi alloggi chiudono e le ore di luce si accorciano.
Si può fare il Cammino da sole?
Sì, ed è una delle rotte a piedi più frequentate d'Europa, con un tracciato segnalato dalle frecce gialle e con altre persone in cammino praticamente ogni giorno: la sensazione di isolamento totale è rara sui percorsi principali. Valgono comunque le precauzioni di buon senso di qualsiasi viaggio in solitaria — dire a qualcuno dove dormirai, partire con la luce, non forzare tappe lunghissime per arrivare al buio — e la libertà di fermarti quando vuoi, che è poi il motivo per cui in tante scelgono di partire senza compagnia.










