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Come organizzare il Cammino di Santiago: le decisioni da prendere nell'ordine giusto

Debora Coniglio5 min di lettura
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Come organizzare il Cammino di Santiago: le decisioni da prendere nell'ordine giusto — Viaggi
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Il Cammino di Santiago è uno di quei progetti che si annunciano a cena tra amici e poi restano fermi mesi, perché appena ci si mette davanti al computer arrivano tutte le domande insieme: da dove parto, quanti giorni servono, come dormo, cosa metto nello zaino, ce la faccio. La verità è che il Cammino non è complicato: è solo una sequenza di decisioni che vanno prese in un ordine preciso. Se le affronti nell'ordine sbagliato, ogni risposta ne apre altre tre. Se le prendi una alla volta, in due sere hai un piano.

Prima decisione: quanti giorni hai davvero

Non si sceglie il percorso e poi si trovano i giorni, si fa il contrario. Conta i giorni liberi effettivi, togli quelli di viaggio in andata e ritorno e uno di margine, e vedi cosa resta. Un camminatore mediamente allenato copre venti-venticinque chilometri al giorno senza soffrire; se non hai mai camminato più di due ore di fila, calcola meno e mettici dentro almeno un giorno di riposo ogni sei o sette.

Con i giorni in mano, la scelta della tratta diventa semplice. Il Cammino Francese è il più conosciuto, il più attrezzato e il più sociale: ostelli ovunque, segnaletica impeccabile, gente con cui parlare a ogni tappa. Il Cammino Portoghese, soprattutto nella variante lungo la costa, è più tranquillo e ha il mare. Il Cammino del Nord è il più duro e il più solitario, con dislivelli veri. Se hai una settimana, la soluzione classica è l'ultimo tratto, quello che parte da Sarria e arriva a Santiago: è affollato, sì, ma funziona.

Seconda decisione: quando partire

La stagione cambia completamente l'esperienza. L'estate piena regala giornate lunghe ma anche caldo pesante nella Meseta e ostelli pieni. La primavera e l'inizio dell'autunno sono il compromesso migliore: temperature gestibili, luce sufficiente, meno coda per la doccia. L'inverno è per chi cerca il silenzio ed è disposto a trovare strutture chiuse e ad accettare pioggia e buio presto.

Se cammini in alta stagione e non ti va di giocare d'azzardo sul posto letto, valuta di prenotare almeno le prime notti e quelle nei paesi piccoli. Se invece parti fuori stagione, la libertà di decidere a metà giornata dove fermarti è uno dei piaceri più grandi del Cammino.

Terza decisione: lo zaino e i piedi

La regola condivisa da chiunque abbia camminato più di tre giorni è tenere il peso attorno al dieci per cento del proprio, acqua esclusa. In pratica: due cambi tecnici che si lavano la sera e si asciugano di notte, un pile o un guscio leggero, ciabatte, sacco lenzuolo, kit minimo di igiene, un piccolo kit per le vesciche. Tutto il resto è nostalgia di casa che ti pesa sulle spalle per settimane.

Le scarpe si scelgono almeno un mese prima e si camminano prima di partire, mai nuove alla prima tappa. Calze antivesciche, unghie tagliate corte, cambio di calze a metà giornata quando fa caldo: sono i tre gesti che salvano più cammini di qualsiasi attrezzatura costosa. Un bastoncino o due aiutano nelle discese, che sono la parte in cui le ginocchia protestano davvero.

Quarta decisione: credenziale, notti e ritmo

La credenziale è il passaporto del pellegrino: si fa timbrare lungo il percorso ed è quella che ti dà accesso agli ostelli per pellegrini e, alla fine, alla Compostela. Per ottenerla servono gli ultimi cento chilometri percorsi a piedi con i timbri richiesti, di solito due al giorno nell'ultimo tratto. Puoi procurartela prima della partenza tramite le associazioni dei cammini o all'inizio del percorso.

Sul ritmo, il consiglio più utile è partire piano nei primi tre giorni, anche quando ti senti benissimo. La maggior parte degli infortuni da Cammino nasce lì, nell'entusiasmo iniziale. E lascia spazio all'imprevisto: le giornate più belle sono quasi sempre quelle in cui ti fermi in un bar di paese più a lungo del previsto.

Quanti giorni servono per fare il Cammino di Santiago?

Per l'ultimo tratto da Sarria bastano cinque o sei giorni di cammino più i trasferimenti, ed è la formula più realistica per chi ha una settimana di ferie. Il Cammino Francese completo, dai Pirenei a Santiago, richiede in genere poco più di un mese; molti lo affrontano in più anni, riprendendo ogni estate da dove si erano fermati, ed è una soluzione perfettamente legittima.

Si può fare il Cammino da sole?

Sì, ed è una delle esperienze in cui più donne raccontano di essersi sentite a proprio agio, soprattutto sui percorsi principali dove si incontra gente in continuazione e si finisce quasi sempre per camminare in compagnia di qualcuno per un tratto. Le precauzioni sono quelle di buon senso: dire a casa dove pensi di fermarti, evitare partenze al buio nei tratti isolati, tenere il telefono carico e ascoltare il proprio istinto senza sentirsi in obbligo di restare in un gruppo che non ti convince.

Informazioni sull’autrice

Debora Coniglio

Debora Coniglio racconta viaggi, cibo e le piccole abitudini di benessere che sopravvivono a un biglietto aereo. Insegue weekend lenti, scoperte al mercato e alberghi che ricordi per la colazione — e lo trasforma in qualcosa che puoi davvero provare sabato.

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