Ci si accorge sempre troppo tardi. Stai stirando la camicia bianca che serve lunedì mattina, la piastra fa resistenza come se passasse sulla carta vetrata, e dal foro centrale esce una goccia marroncina che si allarga sul colletto. A quel punto non c'è detersivo che tenga: il pezzo va rilavato e la mezz'ora che avevi è andata. Il ferro da stiro è uno di quegli elettrodomestici che diamo per eterni e che invece chiedono dieci minuti di manutenzione ogni tanto, possibilmente prima del disastro.
Prima di tutto: le tre regole di sicurezza
Staccare la spina e aspettare che il ferro sia completamente freddo, sempre, tranne nei pochi passaggi in cui serve il calore e in cui lo dirò esplicitamente. Mai immergere il corpo del ferro nell'acqua. Mai usare pagliette metalliche, spugne verdi abrasive o coltelli sulla piastra: i rivestimenti moderni, ceramici o antiaderenti, si rigano con pochissimo e una volta graffiati trattengono lo sporco ancora di più. Se hai il libretto delle istruzioni, dagli un'occhiata: molte marche indicano un prodotto o una funzione specifica, e seguirla ti evita di invalidare la garanzia.
La piastra: dal metodo gentile a quello per le incrostazioni
Per l'opacità leggera, quella patina biancastra che si forma con l'amido degli spray stiranti, basta una pasta morbida di bicarbonato e pochissima acqua. Si stende con il dito o con un panno in microfibra sulla piastra fredda, si lascia un minuto, si rimuove con un panno umido pulito e si asciuga bene. Importante: il bicarbonato non deve finire nei fori del vapore, quindi lavora intorno e poi passa un panno ben strizzato per togliere ogni residuo.
Se c'è una macchia più ostinata, un panno di cotone inumidito con aceto bianco diluito, sempre a ferro freddo, scioglie buona parte dei depositi. Esiste poi il vecchio metodo del sale: una manciata di sale fino su un foglio di carta da forno o su un panno di cotone spesso, ferro tiepido e qualche passata avanti e indietro. Funziona sulle piastre in acciaio inox, ma è troppo aggressivo per quelle ceramiche o rivestite, quindi vale la pena sapere che cosa si ha in casa prima di provarlo.
Caso a parte: la fibra sintetica fusa, quella macchia lucida e appiccicosa che resta dopo aver stirato troppo caldo un tessuto delicato. Qui il trucco è il freddo. Un sacchetto di cubetti di ghiaccio appoggiato sopra per qualche minuto rende il residuo rigido e fragile, e a quel punto si solleva con un oggetto non metallico: il bordo di una spatola di plastica, una vecchia carta di plastica rigida. Mai la lama.
I fori del vapore e il serbatoio
I fori si intasano con il calcare, e sono loro i responsabili delle gocce scure. A ferro freddo, un cotton fioc inumidito con acqua e aceto diluito, ruotato dentro ogni foro, porta via una quantità di sporco che sorprende. Poi, se il tuo modello ha la funzione autopulente, usala: serbatoio riempito come indicato, ferro acceso alla massima temperatura, e quando è caldo lo tieni orizzontale sopra il lavello azionando la funzione. Esce acqua sporca e vapore bollente: tieni mani e viso lontani e fallo con le finestre aperte.
Sul serbatoio, la regola d'oro è svuotarlo sempre dopo l'uso, da freddo. L'acqua ferma per settimane lascia depositi e, nei ferri con caldaia, anche cattivo odore. Sull'acqua da usare conviene seguire il manuale: alcuni modelli chiedono acqua del rubinetto, altri una miscela con acqua demineralizzata, e nelle zone con acqua molto dura la differenza si vede nel giro di pochi mesi.
Ogni quanto va pulito il ferro da stiro?
Dipende da quanto stiri, ma una regola pratica funziona bene: una passata veloce alla piastra una volta al mese se lo usi ogni settimana, e una pulizia completa con fori e autopulente ogni due o tre mesi. Il ferro comunque ti avvisa da solo: quando inizia a scivolare meno, a sputacchiare o a lasciare righe, è già in ritardo.
Posso mettere l'aceto dentro il serbatoio per sciogliere il calcare?
È il consiglio che circola di più ed è anche quello che crea più danni, perché molti produttori lo sconsigliano espressamente: l'aceto può intaccare guarnizioni e parti interne e lasciare un odore acre che poi passa sui tessuti. Meglio usare l'aceto solo all'esterno, su un panno, e affidarsi per l'interno alla funzione autopulente o al prodotto decalcificante indicato nel libretto del tuo modello.










