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Come se fossimo tutti a un passo dall’esplosione: come gestire la tensione e l’aggressività quotidiane

Szabó Erzsébet4 min di lettura
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A volte ho la sensazione di vivere sotto una rete invisibile ad alta tensione: basta un gesto sbagliato, una parola detta senza pensarci e scatta subito la scintilla.

Non serve essere esperti di politica per percepire la forte tensione nell’aria. Si sente mentre si fa la fila, nel traffico mattutino, durante lo scroll serale o anche davanti a un caffè apparentemente tranquillo. Questo stato di allerta costante si insinua nella nostra quotidianità, e spesso mi accorgo che non sono tanto le notizie a mettermi alla prova, quanto la rabbia che traspare dalle persone, che mette a dura prova la mia pazienza e calma.

Quando la tensione irrompe nella nostra bolla di sicurezza

Sto imparando a difendermi consapevolmente da questa vibrazione costante. A volte spengo il traffico dati per ore o faccio passeggiate senza telefono con la famiglia, per staccare anche solo per un po’ da questa tensione che ci travolge. Questi momenti creati apposta aiutano a mantenere la calma, ma la vita reale a volte bussa con forza alla porta, comunque.

Recentemente, in un bar di una stazione di servizio con amici, l’atmosfera era allegra, ma i rumori esterni hanno subito rotto la nostra zona di comfort. Un uomo è entrato visibilmente agitato, chiedendo a voce alta informazioni sui prezzi del carburante per il giorno dopo, facendo sobbalzare tutti intorno. La barista ha cercato con grande professionalità e calma di calmarlo (immagino non fosse facile), ma la sua rabbia e il volume della voce non si sono affatto placati.

In quei pochi minuti ho capito chiaramente che sono sempre teso perché questa frustrazione è collettiva. La rabbia e la preoccupazione non appartengono solo a chi segue ossessivamente le notizie, ma raggiungono anche chi cerca di respirare aria pulita in mezzo a tanto caos.

Una frase che ha quasi fatto cadere lo scaffale delle patatine

Uno dei miei amici, forse per sciogliere la tensione gelida che aleggiava, ha provato a fare una battuta innocente. Ha detto sorridendo e con gentilezza: “quello che oggi diamo per certo, potrebbe essere riscritto due volte entro domani”. La reazione è stata inaspettata: l’uomo, con il volto rosso, ha cominciato a urlare ancora più forte, dicendo che non gli interessano i social e che lui crede nelle azioni personali – usando parole più forti per esprimersi. Per un minuto ha riversato tutta la sua rabbia su di noi, anche se nessuno voleva litigare, anzi, annuivamo silenziosi per mostrare comprensione.

Uomo che urla

È stato incredibilmente spaventoso vedere come una battuta semplice e pensata per alleggerire la tensione abbia acceso in un attimo questa furia incontrollata. Ho quasi visto davanti ai miei occhi la stanza rovesciata e credo che se non avessimo risposto con calma e unità, l’aggressività sarebbe esplosa anche fisicamente.

La forza della maggioranza silenziosa

Solo una persona ha perso il controllo, ma negli sguardi successivi c’era la consapevolezza condivisa che siamo tutti nella stessa situazione. È impressionante pensare che, pur essendo una ventina nel locale, tutti comportandoci con rispetto e attenzione, il crollo emotivo di uno solo ha cambiato completamente l’umore della giornata.

Ho capito che non è difficile gestire queste situazioni perché manchino strategie o esperienza con persone difficili, ma perché un’emozione così intensa è semplicemente estranea al mondo in cui riesco a connettermi con gli altri.

Penso che abbiamo fatto la scelta migliore a non rispondere con aggressività e a lasciare che la tempesta passasse insieme all’uomo. Noi abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo e, seppur in un’atmosfera diversa, abbiamo continuato la giornata – lui probabilmente vive ancora in quella tensione paralizzante.

Quei pochi minuti mi hanno mostrato quanto sottile sia oggi il confine tra rabbia e esplosione e quanto valga la pena, in un ambiente così teso, riuscire a mantenere la calma. Non cambieremo il mondo con questo, ma forse sono proprio queste reazioni silenziose a tenerci insieme e a farci superare i momenti difficili.

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