C’è chi aspetta il Natale tutto l’anno e chi invece lo vorrebbe lontano da sé.
Aggressività
Lavoro come commessa e in questo periodo le persone diventano insopportabili: scortesi, nervose, aggressive. Arrivata alla vigilia, sono così esausta emotivamente e mentalmente che non desidero altro che stare in pace.
Incubo
Canzoni natalizie noiose, decorazioni kitsch, padrona di casa stressata. Qualcuno si taglia mentre sistema l’albero. Litigi su quanto bere, su come si cuoce la torta o si decora l’albero, discussioni con i bambini per farli comportare. Regali senza idee, finte gioie. Dopo cena, soliti conflitti familiari: battute passive-aggressive, urla, tentativi di calmare, poi risentimenti. Troppo cibo, mal di stomaco, qualche chilo in più. E l’anno prossimo si ricomincia. Odio il Natale.
Corsa
È una missione impossibile fatta di corse e logistica serrata. I miei genitori sono divorziati, quindi sono due destinazioni in campagna. Poi ci sono i nonni, i suoceri, i nonni di mio marito e mia sorella, che non possono incontrarsi perché non si parlano da anni. Sei indirizzi lontani tra loro. Per due giorni siamo solo in macchina, e detesto tutto questo. Una volta abbiamo provato a partire per le feste e da allora ci accusano di essere egoisti.
Sorpresa
Eravamo poveri e non c’era mai soldi per i regali. A gennaio era terribile ascoltare i compagni di classe che raccontavano entusiasti dei loro giocattoli, mentre io dovevo inventarmi qualcosa perché non potevo dire che da noi non si facevano regali di Natale. Ho più di 35 anni, ma a Natale sento ancora quella vergogna, nient’altro.

I bambini…
Da mesi io e mio fratello sentivamo la tensione tra mamma e papà, ma aspettavamo il Natale con l’entusiasmo unico dei bambini. Volevamo andare dalla nonna in campagna, incontrare i cugini, aspettavamo dolci e regali. Invece quel pomeriggio abbiamo ascoltato i nostri genitori urlare per ore, poi mamma è entrata in camera nostra con le lacrime agli occhi per dirci che si sarebbero separati e papà se ne sarebbe andato. Lui ha fatto le valigie in fretta e se n’è andato senza salutare. Mamma si è chiusa in camera e non è uscita fino a mezzogiorno del giorno dopo, così io e mio fratello abbiamo aperto i regali piangendo, senza riuscire a gioire. Da allora odio il Natale, ho un vero e proprio trauma.
Sempre di più e più grande
Tutto ruota intorno al consumismo. È l’atteggiamento che lega felicità e successo al possesso di beni materiali e all’acquisto continuo. La mia famiglia vive il Natale così: non conta stare insieme e stare bene, ma chi fa il regalo più costoso e stravagante. L’anno scorso mio fratello ha regalato un’auto (!) a suo figlio, e io ho detto basta: non compro più regali per nessuno e non voglio riceverne. Preferisco restare fuori da questa gara malsana.
Sorridendo
Devo sorridere e fare la simpatica mentre ascolto i parenti con le loro frecciatine e battute pungenti mascherate da scherzi. Se rispondessi, mia madre si arrabbierebbe, quindi mi trattengo.
Terrorismo
Mia madre era nervosa già settimane prima della vigilia. Ci faceva pulire la casa da cima a fondo fino a farla brillare. Mio padre impazziva perché niente era mai abbastanza buono e così passava le feste ubriaco. Mamma preparava menù lunghi e impegnativi, io e mia sorella apparecchiavamo, servivamo, riempivamo i bicchieri e lavavamo i piatti fino a mezzanotte. Abbiamo lavorato tutto il tempo come in un ristorante, senza mai ricevere un grazie. Per questo non ho ricordi positivi del Natale…
Incidente
Non ho mai amato il Natale, ma da quando mio fratello è morto il 24 dicembre (è scivolato con la macchina su una strada ghiacciata mentre correva da noi) non lo festeggiamo più.
Confronti
So che «paragonarsi ruba la gioia», ma sui social vedo solo proposte di matrimonio, regali di lusso, annunci di gravidanze, vacanze esotiche e case decorate come su una rivista. In quei momenti sento il mio fallimento personale.











