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Gli uomini maturano più tardi, e non avresti mai immaginato che l’adolescenza potesse durare così a lungo

Szabó Erzsébet3 min di lettura
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Gli uomini maturano più tardi, e non avresti mai immaginato che l’adolescenza potesse durare così a lungo — Salute
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Quante persone conosci che, anche se non più giovanissime, sembrano ancora alla ricerca di sé stesse?

Per me sono tante, eppure i miei amici non sono più ventenni. Le più recenti scoperte neuroscientifiche dimostrano che il periodo che chiamavamo adolescenza può durare molto più a lungo di quanto immaginassimo. E non riguarda solo gli uomini: il cervello di tutti noi attraversa diverse fasi ben distinte, e la "modalità adulta" si attiva davvero solo nei primi anni dei trent’anni.

Lo sapevi che il tuo cervello cambia continuamente?

Gli scienziati, analizzando il cervello di quasi 4000 persone, hanno identificato cinque grandi fasi di sviluppo. Uno studio pubblicato su Nature Communications spiega che il nostro cervello non cresce in modo continuo e uniforme, ma cambia “rotta” in quattro momenti chiave.

Questi cambiamenti principali avvengono intorno ai 9, 32, 66 e 83 anni.

Da qui possiamo capire che ciò che viviamo da bambini è solo il primo capitolo: restiamo immersi in questo processo di crescita per molto tempo, fino all’età adulta avanzata.

Fino a circa 9 anni il cervello “fa ordine”: elimina le connessioni in eccesso e conserva solo quelle davvero utili. Da qui inizia la seconda fase, l’adolescenza, che secondo le nuove scoperte può durare fino a circa 32 anni, non solo fino ai vent’anni come si pensava prima.

Ma perché dura così a lungo?

Gli studiosi hanno osservato che in questo lungo periodo, tra i 9 e i 32 anni, le reti di comunicazione del cervello si affinano costantemente. La materia bianca cresce e le connessioni neurali diventano sempre più efficienti, migliorando le capacità cognitive. Il cambiamento più importante avviene intorno ai 32 anni: è allora che il cervello assume una struttura più stabile e adulta.

Non si tratta di giustificare comportamenti da adolescenti a trent’anni, ma di riconoscere che lo sviluppo dura molto più a lungo di quanto pensassimo. In questa fase il cervello cambia ancora, ma in modo più sottile e raffinato.

Gruppo di giovani felici nella fascia dei trent’anni

Spiega anche perché i giovani restano più a lungo a casa?

Negli ultimi anni si è spesso discusso del fatto che i giovani adulti lasciano la casa dei genitori sempre più tardi e fanno fatica a prendere decisioni importanti che un tempo erano naturali. Anche se gli studiosi non hanno analizzato direttamente questo legame, il tempismo è significativo: se il cervello continua a “costruirsi” fino ai primi trent’anni, è probabile che questa maturazione più lenta si rifletta anche in una maggiore difficoltà a sentirsi davvero stabili, sia nelle relazioni, nel lavoro o nell’indipendenza abitativa.

Il tema è complesso e influenzato da molti fattori, ma forse è sempre stato così. Forse i giovani di una volta erano meno consapevoli o sensibili a queste sfide? O forse seguivano più passivamente modelli sociali obbligati, lasciando la casa più presto?

Quel che è certo, secondo lo studio, è che dai 32 anni in poi la struttura del cervello diventa molto più stabile: questa fase è associata da altre ricerche a un periodo di maggiore stabilità dell’intelligenza e della personalità.

Inizia così il lungo capitolo dell’età adulta, che dura fino a metà sessanta, quando compaiono nuovi cambiamenti, questa volta segnali di declino.

La realtà è quindi molto più sfumata di quanto pensassimo. L’adolescenza non finisce con le foto del diploma: il ritmo invisibile del nostro cervello continua a dettare il passo molto più a lungo. E forse ora capiamo meglio perché anche i nostri amici trentenni spesso dicono: “Non mi sento ancora pronto”.

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