Da quando ho cominciato a guardare la casa come la guarderebbe un bambino di quattro anni, cioè dal basso e con le mani ovunque, mi sono accorta di una contraddizione buffa: laviamo i pavimenti ogni settimana, strofiniamo il piano cottura dopo ogni cena, e poi lasciamo per mesi senza nemmeno un panno le superfici che le nostre dita toccano decine di volte al giorno. La maniglia della porta d'ingresso. L'interruttore della cucina. Il telecomando. La maniglia del frigorifero, che dopo una settimana è un piccolo museo di impronte unte. Sono punti piccoli, che non si notano da lontano e si notano moltissimo da vicino.
La mappa dei punti dimenticati
Prima di pulire, conviene fare una lista, perché a memoria se ne saltano sempre almeno tre. Le maniglie di tutte le porte, compresa quella del bagno. Gli interruttori e le placche, soprattutto quelli vicino all'ingresso e alla cucina. Le maniglie di frigorifero, forno, lavastoviglie e dei pensili sopra i fornelli. La pulsantiera del microonde. I telecomandi, quello della tv e quello del condizionatore. L'interruttore della lampada sul comodino. Il corrimano delle scale. Le chiavi e la maniglia interna della porta d'ingresso, che toccano tutti entrando con le mani ancora sporche di fuori.
A questi aggiungerei il telefono, che è di gran lunga l'oggetto più toccato della giornata, e il manico della borsa della spesa, che appoggiamo ovunque e poi mettiamo sul tavolo.
Il metodo: panno appena umido, mai spruzzare direttamente
La regola d'oro vale per tutto ciò che ha a che fare con l'elettricità: il prodotto si mette sul panno, non sulla superficie. Spruzzare su un interruttore significa far colare liquido dentro la placca, e lì nessuno vuole andare a controllare. Quindi: panno in microfibra pulito, inumidito con acqua tiepida e una goccia di detersivo per piatti, ben strizzato fino a che non gocciola. Si passa, si insiste sugli angoli della placca con un angolo del panno o un cotton fioc, si asciuga subito con un secondo panno asciutto.
Sulle maniglie metalliche lisce, acciaio o cromo, funziona bene un panno appena umido seguito da una lucidatura a secco, che toglie gli aloni. Sull'ottone, sui finiti anticati o sulle maniglie laccate e verniciate conviene fermarsi all'acqua con pochissimo sapone: prodotti aggressivi, candeggina e acidi possono opacizzare o macchiare in modo permanente. Stessa prudenza sulle placche in legno o in materiali delicati.
Telecomandi, tastiere e oggetti con i tasti
Il telecomando è un caso a parte perché unisce briciole, unto e fessure. Si comincia togliendo le batterie, si capovolge e si dà qualche colpetto per far uscire le briciole, poi si passa un panno appena umido su tutta la superficie. Per lo sporco tra i tasti servono un cotton fioc leggermente inumidito o uno stuzzicadenti avvolto in un fazzoletto sottile. Niente immersioni, niente liquidi che colano dentro il vano batterie. Lo stesso approccio vale per la pulsantiera del microonde e per i comandi del forno.
Per il telefono, basta un panno in microfibra asciutto quasi tutti i giorni e, ogni tanto, uno appena inumidito, evitando di bagnare porte di ricarica e altoparlanti. La custodia, che nessuno toglie mai, merita un lavaggio separato ogni tanto: lì sotto si accumula una quantità di sporco sorprendente.
Il giro da dieci minuti, una volta a settimana
Il modo per non rimandare è non trasformarlo in un progetto. Due panni, una ciotola di acqua tiepida saponata, e si percorre la casa in senso orario partendo dall'ingresso: maniglia, interruttore, corrimano, maniglie della cucina, elettrodomestici, telecomandi, comodini, bagno. Dieci minuti, cronometrati, mentre il bucato finisce il ciclo. L'ho inserito nel sabato mattina insieme al cambio degli asciugamani e ormai funziona da solo. Se in casa ci sono bambini piccoli che toccano tutto all'altezza della loro mano, vale la pena aggiungere un passaggio veloce anche sui bordi dei tavoli e sugli spigoli dei mobili bassi.
Ogni quanto andrebbero pulite davvero queste superfici?
Per una casa normale, una volta a settimana è un buon ritmo, con due eccezioni: nei periodi di raffreddori e influenze in famiglia conviene passare più spesso su maniglie, interruttori e telecomandi, anche a giorni alterni, e la maniglia del frigorifero merita un colpo di panno ogni volta che si cucina qualcosa di unto. Il resto è manutenzione: se lo sporco non si accumula, ogni passaggio dura pochi secondi.
Posso usare le salviette disinfettanti su tutto?
Sono comode per maniglie e superfici plastiche lisce, ma non sono universali. Su legno non trattato, su metalli delicati come l'ottone e su schermi con rivestimenti particolari possono lasciare aloni o rovinare la finitura, quindi conviene provarle prima in un punto nascosto. E vanno usate su superfici già pulite dallo sporco visibile: un disinfettante passato sopra uno strato di unto non fa quasi nulla, perché prima va tolto lo sporco e solo dopo ha senso igienizzare.










