Quando si tratta di famiglia, decidere se chiudere i rapporti o provare a ricominciare è sempre una sfida.
Tagliamo la corda!
Mia suocera e mio suocero non mi hanno mai voluto bene. Al punto che non sono nemmeno venuti al nostro matrimonio, perché non volevano vedere che mio marito sposava una "sciocca come me" – parole loro. Speravano che la storia finisse presto, ma viviamo felici insieme da sette anni. Da allora non ho più avuto rapporti con loro, e vedo mio marito tornare a casa con il broncio dopo le visite familiari, perché continuano a criticarmi. Ora però vogliono fare pace, dopo aver scoperto che sono incinta. Desideravano un nipote da tempo e sembra che non importi più che sia mio. Hanno detto a mio marito di dimenticare il passato e di essere "una famiglia normale", ma io non ce la faccio. Ho sopportato le loro offese per sette anni, come possono aspettarsi che dimentichi tutto e li accolga a braccia aperte? Ho detto a mio marito che voglio pace, ma non credo sia possibile con loro intorno.
Henrik
Henrik è mio fratello minore, il “pecora nera” della famiglia. Da adolescente era un tossicodipendente e vagabondo; i nostri genitori lo hanno disconosciuto dopo che, per la ventesima volta, aveva rubato in casa. Io sentivo raramente sue notizie, solo quando mi scriveva su Facebook per chiedere soldi, a cui non rispondevo più. Una notte è venuto da me per chiedere un’ultima possibilità.
Gli ho preparato da mangiare e un posto sul divano, ma la mattina dopo era sparito con tutti i soldi che aveva trovato. Ho deciso che era finita, ma qualche mese dopo un suo amico mi ha chiamata: Henrik aveva fatto un’overdose ed era in ospedale. Sono andata a trovarlo e gli ho detto che quella era la sua ultima chance con me. Mi ha sussurrato di aver visto Dio “dall’altra parte” e che tutto sarebbe cambiato. Si è trasferito da me, ma tenevo i soldi nascosti sotto il cuscino. La disintossicazione è stata dura e non avrei scommesso un centesimo su di lui, ma è davvero cambiato. Sono passati quattro anni e ora lavora e va in chiesa più volte alla settimana. Nessuno in famiglia parla ancora con lui, ma sono felice di avergli dato un’altra possibilità, perché questa volta sembra davvero deciso.
Mamma
Non sono mai andata d’accordo con mia madre, non ho mai sentito il suo affetto. Quando sono andata al college, ho smesso di tornare a casa; forse ci siamo incrociate a qualche riunione di famiglia, ma non avevamo nulla da dirci. Sono passati vent’anni, poi ha avuto un infarto che ha superato, ma ha sfiorato la morte e da allora cerca disperatamente di rientrare nella mia vita. Cerco davvero di trovare perdono nel mio cuore, ma non ci riesco. Se abbiamo vissuto bene senza di lei finora, credo che potremo farlo anche d’ora in poi; non mi manca il dramma.
Uomini d’affari
Mia madre è morta presto, e mio padre non si è mai occupato di me: per lui esistevano solo l’azienda e mio fratello minore. Tutti i suoi pensieri ruotavano intorno al business e a lui, convinto che sarebbe stato lui a portare avanti l’impresa. Non mi ha mai considerata una figlia e durante una lite mi ha detto chiaramente di non aspettarmi nulla in eredità. Mi ha ferito profondamente, perché nonostante non provassi grande affetto per lui, non avevo mai pensato alla sua morte o a un guadagno materiale da essa. Dopo quella frase, non gli ho parlato per anni, finché non l’ho visto al funerale di mio fratello, dopo un incidente improvviso. Era distrutto, piangeva senza guardarmi.
Ora però mio padre mi ha cercata e vuole ricucire il nostro rapporto. (Parole sue!) Gli ho detto che capisco che è vecchio, malato e solo, e che ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di lui, ma allora trattiamo come uomini d’affari: cosa ci guadagno io? Ha deglutito, ma non ha fatto storie. Ha intestato a mio nome due appartamenti, mi ha comprato una macchina, ha cambiato il testamento e ora vado a trovarlo una volta a settimana. Così vanno le cose tra uomini d’affari…
Illuminazione
Mia zia si è sempre comportata con me come una strega cattiva, ma dopo la morte di mia madre è venuta una sera a dirmi qualcosa. Non riuscivo a immaginare cosa volesse, ma con mia grande sorpresa ha aperto il suo cuore: ha confessato di essere sempre stata invidiosa della bellezza e gentilezza di mia madre, e per questo si era comportata così male con noi tutta la vita. Alla fine abbiamo pianto insieme e deciso che il passato è passato, ora guardiamo al futuro. Da allora è come una seconda madre per i miei figli, una zia meravigliosa su cui possiamo sempre contare. Credo che tutti meritino una seconda possibilità.











