Queste storie per me sono all’ordine del giorno, tanto che le mie amiche scherzano spesso dicendo “chiediamo alla strega”. Non credo di avere poteri straordinari, ma so che la mia intuizione è forte: non esistono così tanti casi nella vita. Però sono una persona che crede nella scienza, quindi sono stata felice di trovare un articolo su IFLScience che affronta la percezione non solo dal punto di vista spirituale, ma anche scientifico.
È ancora diffusa l’idea che “l’essere umano abbia cinque sensi” – vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Questa concezione risale al filosofo greco Aristotele, che per primo li ha sistematizzati nel suo De Anima (Sull’anima). È un’idea così radicata che ancora oggi i bambini la imparano a scuola. Ma la neuroscienza moderna ci dice che siamo andati ben oltre.
Secondo un articolo del 2023 di BBC Science Focus, gli scienziati hanno identificato almeno 12 sensi, e alcuni sostengono che presto potrebbero superare i 20.
Molti di questi sensi non percepiscono il mondo esterno, ma ci informano su cosa succede dentro il nostro corpo.
Cosa c’è oltre i cinque sensi?
Uno degli aspetti più affascinanti della percezione è l’interocezione: la capacità di sentire cosa succede dentro di noi. Non serve un promemoria o uno strumento per sapere se hai fame, mal di testa o il cuore che batte più veloce. Queste sensazioni non arrivano dall’esterno, ma influenzano quasi tutte le nostre decisioni e pensieri. Il cervello elabora queste informazioni in una zona chiamata insula, aiutandoci a mantenere l’equilibrio.

E questo è solo l’inizio!
C’è poi la propriocezione, quella mappa corporea speciale che ti fa sapere dove sono braccia e gambe anche senza guardarli. Senza di lei, stirarsi al mattino o muoversi al buio sarebbe quasi impossibile.
Un altro senso è l’equilibrio, che ti permette di stare in piedi su una gamba senza cadere: il tuo orecchio interno percepisce ogni minimo movimento e avvisa il cervello per correggere la postura.
Forse non avevi mai pensato al termocettore, la capacità di distinguere caldo e freddo. Il nocicettore, che rileva il dolore, può essere sia una benedizione che una sfida, mentre il cronocettore ci dà la percezione soggettiva del passare del tempo.
Strano pensare che tutto questo sono forme di percezione, vero? Le usiamo ogni giorno senza nemmeno sapere i loro nomi o considerarle sensi. Non ci mancano finché funzionano, ma se qualcosa va storto, possono mettere a rischio la nostra vita.
Quanti sensi abbiamo davvero?
Non è facile dare un numero preciso, perché la scienza continua a studiarli e discuterne. La maggior parte degli esperti ne riconosce tra 12 e 20 distinti. Quello che è certo è che la percezione umana è molto più complessa di una semplice lista da manuale.
Non serve essere “spirituali” per riconoscerli e farci caso: basta essere davvero presenti nel proprio corpo e nell’ambiente. L’interocezione si può allenare con pratiche come il body scan, la mindfulness o lo yoga, che aiutano a sviluppare questa sensibilità.
Quindi, la prossima volta che un’intuizione si avvera o senti che “qualcosa non va”, non scartare subito quella sensazione! Osserva come cervello, corpo e sensi collaborano in modo sorprendente. Non è magia: è scienza!











