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Non metto la sveglia e bevo il caffè sul divano. È diventata la mia nuova terapia

Debora Gallo5 min di lettura
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Non metto la sveglia e bevo il caffè sul divano. È diventata la mia nuova terapia — Lifestyle
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Non sono mai stata una persona mattiniera. Alzarmi presto non è mai stato naturale. Quando dovevo, certo, mi alzavo – per la scuola, per il lavoro – ma raramente mi sentivo davvero riposata. Il suono della sveglia era più un attacco che una spinta per iniziare. Le mie mattine erano sempre frenetiche e tese.

Oggi le mie mattine iniziano in modo molto diverso. Una piccola, ma consapevole decisione ha cambiato tutto. Lavorare da casa mi ha dato la possibilità di riscrivere il mio copione mattutino – e in questo la mia alleata migliore è diventata la mia tazza di caffè, il divano e quei pochi minuti di tranquillità.

Alzarsi presto, cosa che non è mai stata il mio forte

Fin da piccola ammiravo chi saltava giù dal letto con un sorriso e pieno di energia. Per me è sempre stata una lotta. Da studentessa non amavo alzarmi presto, e da adulta non è migliorata la situazione.

Il suono della sveglia mi sembrava sempre aggressivo. Anche dopo 7-8 ore di sonno, non mi sentivo mai riposata. Spesso uscivo di casa senza essere davvero sveglia. Il mio primo caffè era più una strategia di sopravvivenza che un piacere.

Home office – l’opportunità di rallentare

Quando è arrivato il lavoro da casa, qualcosa ha iniziato a cambiare. Prima di tutto, non dovevo più correre da nessuna parte. La sveglia del telefono non suonava più forte del necessario. Sempre più spesso mi svegliavo da sola e, anche se uscire dal letto era ancora difficile, non sentivo più quella stretta al petto di dover già partire.

Il cambiamento più grande è arrivato quando ho deciso di creare una mia routine mattutina consapevole. Non basata sulla performance o sulla produttività, ma su di me. Su come voglio essere presente nella mia giornata.

Colazione, non più di fretta: la mattina che merito

Donna che prepara barattoli di colazione sana aggiungendo yogurt al pudding di chia con granola

Prima spesso mi accorgevo di non aver mangiato nulla solo dopo ore dal risveglio, anche se ho sempre amato fare colazione. Il primo boccone era spesso un biscotto o una barretta muesli mangiata frettolosamente davanti al computer. Ora è cambiato.

Inizio la giornata con un grande bicchiere d’acqua, poi preparo una vera colazione. Qualcosa che nutre davvero. Può essere una ciotola di granola con frutta fresca o una frittata adatta alla mia dieta senza glutine, latticini e albumi. L’importante è dedicare tempo a questo momento, e così anche a me stessa, che è già di per sé terapeutico.

Caffè sul divano – il momento solo mio

Il momento clou della mia mattina è ormai il caffè. Ma non come prima. Non è più solo uno strumento per restare sveglia, ma un vero rituale.

Lo preparo fresco, di solito con latte di mandorla, che gli dona un sapore più morbido e vellutato. Poi mi siedo sul divano, mi avvolgo in una coperta e semplicemente sto lì con il mio caffè. A volte in silenzio, altre con musica soft o la TV accesa a basso volume. A volte rifletto sulla giornata, altre volte cerco di non pensare a nulla. Quei dieci minuti sono solo miei. Niente corse, nessuna aspettativa. Solo io, il silenzio e una tazza di caffè.

La verità è che quei dieci minuti a volte sembrano cambiare tutto. Non in modo drammatico o evidente, ma abbastanza da far partire la giornata meglio. Più tranquilla, più chiara, più equilibrata.

Matcha latte: coccola pomeridiana in un’atmosfera diversa

Arte del matcha latte a forma di scoiattolo su tavolo di legno con polvere di tè verde e strumenti per la preparazione, stile giapponese

Anche se il protagonista delle mie mattine è il caffè, non posso negare che il matcha latte sia uno dei miei preferiti. Soprattutto nel pomeriggio, quando sono un po’ stanca ma ho ancora cose da fare. Mi aiuta delicatamente a restare sveglia, come un incoraggiamento gentile. Il suo verde e il suo sapore unico riescono a illuminare qualsiasi mio pomeriggio.

Non considero più le mattine lente un lusso

Credo che prima non osassi rallentare perché pensavo che la lentezza fosse un segno di debolezza. Che bisognasse sempre correre, altrimenti si restava indietro. Ora so che non è così. Le mattine lente non sono pigrizia, ma un modo per prendersi cura di sé.

Anche tu meriti i tuoi momenti mattutini

Se stai pensando di creare una routine mattutina più serena, ti incoraggio a farlo. Non deve essere uguale alla mia. Forse per te è la corsa mattutina che fa la differenza. O un po’ di yoga. Forse una passeggiata con il tuo cane o leggere qualche pagina di un libro.

Il punto è questo: fermati un attimo prima di partire. Perché concederti un inizio lento rende più facile affrontare la giornata. Essere presente. Stare bene. E a volte, è proprio quello che serve.

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