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Non ricordi perché hai messo le chiavi nel frigorifero? Secondo l’esperto, non è detto che tu sia smemorato

Nyul Debóra4 min di lettura
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Non ricordi perché hai messo le chiavi nel frigorifero? Secondo l’esperto, non è detto che tu sia smemorato — Salute
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Chiavi nel frigorifero, cellulare sopra la lavatrice, e di nuovo non ricordi perché sei sceso in cantina. Ti capita? La dimenticanza quotidiana attraversa la vita di molti – ed è spesso una risposta naturale al nostro mondo veloce e sovraccarico di informazioni. Ma come capire quando è il momento di fare attenzione?

Dr. Hartmut Fahnenstich, allenatore delle prestazioni cerebrali presso la Philippusstift Memory Clinic in Germania, ha spiegato in un’intervista a Cosmopolitan Germania: “Le persone non dimenticano perché c’è qualcosa che non va in loro, ma perché hanno troppe cose nella testa. Il cervello semplicemente non riesce a elaborare e conservare tutte le informazioni – ed è giusto così.

Non è pigrizia né stupidità – il cervello seleziona consapevolmente

Forse ti è già successo: dimentichi il nome di un nuovo conoscente dopo pochi minuti, ma ricordi ancora a memoria il numero fisso di un’amica di scuola. Non è un caso. Il cervello conserva a lungo ciò che è emotivamente importante o ripetuto spesso, lasciando svanire il resto.

Secondo il Dr. Fahnenstich: “La stabilità della memoria dipende davvero da due cose: il coinvolgimento emotivo e la ripetizione. Ciò che è legato a un’emozione – soprattutto se positiva o intensa – si fissa molto più profondamente.”

Stress, amore, multitasking: ecco come disturbano la memoria

Spesso diamo la colpa allo stress per la nostra dimenticanza – e non è sbagliato. Ma non è solo lo stress negativo a influire! Quando siamo innamorati o entusiasti di un nuovo progetto, la nostra attenzione è altrove e tendiamo a dimenticare più facilmente.

“Le emozioni guidano la nostra attenzione – e questo influenza ciò che il cervello registra” spiega il Dr. Fahnenstich. “Quando viviamo qualcosa di emotivamente intenso, le cose che succedono sullo sfondo possono facilmente ‘cadere’ dalla memoria.”

Quando prendere la dimenticanza sul serio?

È normale dimenticare ogni tanto, ma arriva un momento in cui non si può più ignorare. Se la memoria compromette attività quotidiane, lavoro, studio o relazioni, è il caso di chiedere aiuto a un esperto. Anche in Italia esistono visite specialistiche (ad esempio neurologiche) per capire se c’è un problema serio dietro.

La dimenticanza ha spesso radici psicologiche: quando il cervello si blocca

Spesso la dimenticanza non dipende da problemi neurologici, ma da fattori psicologici. Il Dr. Fahnenstich racconta un caso:

“Un giovane trader è venuto da noi con gravi problemi di concentrazione e memoria. Era fisicamente sano, ma stava attraversando un divorzio, aveva perso il contatto con il figlio e portava un grande peso emotivo. In queste situazioni il cervello non funziona bene – si protegge.”

Questo dimostra quanto sia stretta la relazione tra equilibrio emotivo e performance mentale.

La demenza non è sempre ereditaria e possiamo prevenirla

Molti temono che se in famiglia c’è stata demenza, anche loro siano a rischio. La realtà è più sfumata.

“La demenza ereditaria è rara. Il fattore decisivo è spesso l’età” dice il Dr. Fahnenstich. “Più viviamo a lungo, più è probabile che alcune funzioni cerebrali rallentino o si danneggino.”

La buona notizia? Possiamo fare molto per prevenire e rallentare la demenza. Basta curare lo stile di vita: movimento regolare, dieta sana, controllo di pressione e glicemia, coltivare relazioni e mantenere la mente attiva aiutano davvero.

Il miglior allenamento per il cervello: energia e curiosità

Secondo il Dr. Fahnenstich: “La memoria non si allena solo con esercizi cerebrali, ma restando aperti al mondo. Impariamo cose nuove, parliamo con gli altri, scopriamo posti sconosciuti o nuove lingue. La curiosità è la migliore amica del cervello.”

Non temere gli strumenti digitali. Anche se molti pensano che gli smartphone rovinino la memoria, in realtà richiedono solo un diverso modo di pensare. Prima memorizzavamo numeri di telefono, oggi impariamo a cercare, organizzare e vedere connessioni.

Come memorizzare qualsiasi cosa in modo creativo

Ecco qualche trucco per ricordare meglio:

  • Metodo loci: immagina un luogo familiare (come il tuo soggiorno) e “posiziona” simbolicamente lì le cose da ricordare. Ad esempio, il burro della lista della spesa sul divano, il pane vicino alla finestra.
  • Associazioni mnemoniche: rime, associazioni, giochi di parole – tutto ciò che aiuta a collegare funziona.

E se non riesci? Nessun problema! “Non serve ricordare tutto a mente. Usa appunti, calendari, promemoria – non è segno di debolezza, ma un aiuto intelligente per il cervello.”

Dimenticare è a volte una benedizione

Il mondo moderno ci travolge di informazioni – e il cervello, per proteggerci, filtra i dettagli meno importanti. Non è un difetto, ma un vantaggio evolutivo.

Quindi la prossima volta che dimentichi perché sei entrato in cucina, sorridi: forse stavi pensando a qualcosa di più importante.

Se invece senti che la dimenticanza interferisce con la tua vita quotidiana, parla con il tuo medico di base, che potrà indirizzarti a una visita neurologica se necessario.

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