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«Non sono un caso difficile, semplicemente non sono silenziosa» – l’assertività al femminile

Schuster Borka3 min di lettura
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«Non sono un caso difficile, semplicemente non sono silenziosa» – l’assertività al femminile — Lifestyle

Con grande dispiacere di mia madre, non ho mai imparato a tenere per me le opinioni, ma ho capito una cosa: forse a breve termine può creare situazioni scomode, ma a lungo andare è grazie a questo che sono riuscita a prendere in mano la mia vita.

Durante trattative di lavoro e persino appuntamenti, mi è capitato che qualcuno mi definisse un "caso difficile" solo perché esprimevo un disaccordo o rifiutavo condizioni che non potevo accettare. Da ventenne ingenua, non capivo: cosa dovrei fare? Tacere quando qualcosa non mi va? Stringere i denti e dire di sì anche se non è vero? Come potrebbe nascere un rapporto sano, sia romantico che professionale, così?

Ovviamente questa non può essere la soluzione. Il problema deve essere nel modo in cui dico le cose, pensavo. Perché anche se cerco di essere rispettosa, a volte suono aggressiva. Ma allora cosa sbaglio?

Ci sono voluti anni per capire che il problema non è quello che dico o come lo dico, ma che molti ancora non riescono ad accettare da una donna un’opinione diversa o un no deciso.

Quando un uomo si difende con fermezza, lo chiamiamo sicuro di sé, leader, determinato. Se lo fa una donna, spesso è “caso difficile”, “troppo sensibile”, “aggressiva” o “isterica”. Questa doppia morale si vede non solo sul lavoro, ma anche in famiglia, tra amici e persino nella nostra autostima. Eppure l’assertività – cioè affermare se stessi rispettando gli altri – è una delle abilità più preziose che una donna possa sviluppare.

Assertività femminile
Source: unsplash.com

Perché è così difficile e perché spesso l’assertività sembra “disobbedienza”, quando in realtà è autostima?

Molti di noi imparano da bambini che la brava ragazza è silenziosa, educata e accondiscendente. Non discute, non risponde, non contraddice. Questo schema si radica: evitare i conflitti diventa la norma, mentre i nostri bisogni e confini passano in secondo piano. Quando una donna rompe questo schema, comunica direttamente, dice no o dà un feedback, molti lo prendono come un’offesa personale. Non perché sia davvero offensivo, ma perché è insolito che una donna non chieda scusa per esistere.

L’assertività non è cercare il conflitto. Non si tratta di imporre sempre la propria volontà. Al contrario: una donna assertiva sa ascoltare gli altri senza perdere di vista la propria posizione. Sa dire no senza sensi di colpa. Sa chiedere senza sentirsi in debito. E, cosa più importante, sa difendersi senza scusarsi.

Fin da piccola i miei genitori dicevano che avevo un senso della giustizia “due cucchiai in più del normale”, ma so che ci sono persone più introverse, che hanno avuto meno spazio per esprimersi da bambini o che faticano a riconoscere i propri bisogni.

Per loro essere assertive può essere ancora più difficile, ma questa capacità è fondamentale per una donna: è la chiave per non lasciarsi trascinare dagli altri.

La buona notizia è che l’assertività si può imparare. Non serve essere estroverse o avere la voce più alta in ogni discussione. Conta riconoscere i propri sentimenti e bisogni come legittimi e saperli comunicare. Molte donne iniziano scrivendo le frasi che vogliono dire. Altre frequentano corsi di comunicazione assertiva. E alcune decidono semplicemente di non chiedere più scusa per esistere e avere un’opinione.

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