Bien Logo

«Perché dobbiamo sempre spingere troppo la giornata?». Non capisco quando la modalità sopravvivenza è diventata la normalità

Schuster Borka3 min di lettura
Condividi:
«Perché dobbiamo sempre spingere troppo la giornata?». Non capisco quando la modalità sopravvivenza è diventata la normalità — Lifestyle

Nel periodo prima di Natale – come immagino per molti – anche per me le cose si sono accumulate. In frigorifero c’era la pasta per i biscotti allo zenzero, dovevo comprare un regalo per un compagno di classe di mia figlia, a cui era toccato il nome estratto dal cappello, dovevo consegnare i lavori che avevo in sospeso e non avevo ancora pensato a cosa avremmo cenato quella sera. Le mie giornate erano diventate una lunga lista di cose da fare senza fine.

Nei momenti più intensi mi ripetevo: “devo solo superare questi pochi giorni”. Dopo le feste tutto sarebbe tornato alla normalità e finalmente avrei avuto un po’ di tempo per riposare. Era solo un’eccezione, la frenesia delle feste, la follia di fine anno. Poi, all’improvviso, ho capito: in realtà dico la stessa cosa ogni giorno. Non con biscotti e liste di regali, ma con scadenze, email, logistica e pesi mentali invisibili – sto sempre in modalità sopravvivenza.

Un test infinito di performance

Quante volte arrivo appena a finire i miei compiti? Quante volte concludo la giornata solo per crollare a letto, senza energie per altro se non per scorrere il telefono qualche minuto prima di addormentarmi? Quante volte sono presente fisicamente, ma la mente è già al prossimo compito, al prossimo problema, alla lista “devo ancora fare questo”? Come se la vita fosse un test infinito di prestazioni, non una serie di momenti uno dopo l’altro.

Quando abbiamo deciso che dobbiamo fare più cose possibili in un giorno? Quando è diventato un principio vivere al massimo, facendo finta che sia normale? Quando il riposo è diventato sospetto, la stanchezza qualcosa da giustificare, e la debolezza il dire “è troppo”?

Donna che telefona preoccupata

Ero in cucina, davanti a circa 250 biscotti allo zenzero appena sfornati, accanto a un barattolo di glassa, e all’improvviso ho visto chiaramente: negli ultimi anni ho vissuto un’illusione. Ho fatto finta che fosse normale spremermi fino allo stremo e che fosse colpa mia se mi stanco. Come se fosse naturale essere sempre tesi, sempre al limite, e ripetermi “devo resistere ancora un po’”. Ma se invece di resistere, sopportare, soffrire, volessi davvero vivere la mia vita?

Con questa consapevolezza ho subito tolto tre portate dal menù di Natale. Non è stato un gesto drammatico, ma una ribellione silenziosa. E ho deciso anche un’altra cosa: che l’anno prossimo sarà diverso. Che non farò finta che sia normale andare avanti finché non crollo. Che dirò quando sono stanca. Che imparerò a dire no a ciò che semplicemente non entra nella mia vita – anche se “si dovrebbe”, “è tradizione”, “lo fanno tutti”.

Forse l’anno prossimo non faremo la corona pasquale. Forse non preparerò dolci ogni weekend e sì, forse dirò no anche a qualche lavoro. Ma in cambio sarò presente nei momenti. Non sopravviverò alle mie giornate, le vivrò davvero. E forse la cosa più importante: non parteciperò più a quel grande inganno sociale che ci ha fatto credere che spremersi fino allo stremo sia normale.

Letture correlate

L’impatto delle relazioni tossiche sull’invecchiamento: molto più significativo di quanto pensi — Famiglia

L’impatto delle relazioni tossiche sull’invecchiamento: molto più significativo di quanto pensi

L’ambiente sociale può lasciare un segno più profondo di quanto immaginiamo. Riconoscere e gestire le relazioni tossiche è fondamentale per vivere in salute.

Szabó Erzsébet
"Pensavo di essere solo stanca": così ho riconosciuto il primo segnale del burnout — Lifestyle

"Pensavo di essere solo stanca": così ho riconosciuto il primo segnale del burnout

Il burnout non inizia sempre con un crollo evidente: a volte ti accorgi solo che l'energia, la gioia e il legame con te stessa sono spariti.

Váradi Petra
Ecco perché torni dalle vacanze più stanco di quando sei partito — Lifestyle

Ecco perché torni dalle vacanze più stanco di quando sei partito

Non sei l'unico a sentirti così: la stanchezza post-vacanza ha diverse cause sorprendenti. Ecco cosa c'è dietro e come recuperare le energie in fretta.

Farkas Izabella
"Un bagno caldo e la musica rilassante non ti guariranno l'anima": gli psicologi svelano le bugie della cultura del benessere — Salute

"Un bagno caldo e la musica rilassante non ti guariranno l'anima": gli psicologi svelano le bugie della cultura del benessere

Prendersi cura di sé conta, ma non fa miracoli. Ecco perché la cultura del self-care spesso ti fa sentire colpevole di problemi che non dipendono da te.

Szőke Angéla
Sogni ancora la scuola da adulto? Ecco cosa vuole dirti davvero il tuo inconscio — Lifestyle

Sogni ancora la scuola da adulto? Ecco cosa vuole dirti davvero il tuo inconscio

Sogni di nuovo l'esame o l'anno perduto anche a distanza di anni? La psicologia spiega perché questi sogni parlano del tuo presente, non del tuo passato.

Nyul Debóra
Scopri dalla lista se stai facendo più cose bene di quanto pensi — Lifestyle

Scopri dalla lista se stai facendo più cose bene di quanto pensi

Una lista di un’autrice esperta in psicologia mi ha aiutata a capire che sto facendo molte più cose giuste nella mia vita di quanto immaginassi. Scorrendo la lista, ho realizzato che l’auto-riflessione e la cura di sé sono elementi chiave per vivere bene.

Szabó Erzsébet