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Scopri dalla lista se stai facendo più cose bene di quanto pensi

Szabó Erzsébet7 min di lettura
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Scopri dalla lista se stai facendo più cose bene di quanto pensi — Lifestyle
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Recentemente mi sono imbattuta nella lista di Alexandra Blogier, un’autrice che si occupa di psicologia. Mi ha colpito subito perché spiegava come riconoscere quando stai andando meglio nella vita di quanto pensi tu stessa.

Ho passato in rassegna la lista di 10+1 punti e, mentre segnavo mentalmente i sì e qualche dubbio, è diventato chiaro: è il momento di mettere l’attenzione su tutto ciò che funziona già nella mia vita, invece di rimuginare su cosa sto sbagliando.

1. Metti in discussione i tuoi obiettivi?

Secondo l’autrice, mettere regolarmente in discussione i propri obiettivi non è segno di insicurezza, ma di crescita. Mi sono riconosciuta subito: analizzo, rifletto, riprogrammo (forse anche troppo), ma continuo a prendere decisioni, andare avanti e immergermi nel lavoro. Ora so che i miei dubbi non mi bloccano, ma aiutano a perfezionare la direzione.

Questo è fondamentale perché l’auto-riflessione non è un colpo di genio occasionale, ma un processo continuo che dura tutta la vita.

Quando ogni tanto ti fermi a guardare dove stai andando, ti dai la possibilità di diventare più forte, consapevole e flessibile.

2. Dedichi tempo alla cura di te stessa?

Il punto successivo della lista parla di cura di sé, e qui non era così automatico mettere un segno di spunta. Ho dovuto imparare a dedicarmi tempo in modo consapevole, non solo quando il corpo mi dava segnali di allarme. A volte ancora mi chiedo se non stia esagerando con il “dolce far niente” o se non sia troppo indulgente con me stessa.

Poi capisco: mangiare bene, muovermi, riposare non è tempo perso, ma un investimento per una versione migliore di me.

Secondo la lista, la cura di sé non è un premio extra, ma una competenza di base per la vita. Se non impariamo a metterci al centro, prima o poi crolliamo: diventiamo distratti, esausti e insoddisfatti. La cura di sé non è egoismo, ma la condizione per essere presenti – per noi e per gli altri.

Donna che medita a casa alla luce del sole

3. Ti riposi quando sei stanca?

Sì, ora so e mi concedo di riposare quando sono stanca. A volte durante il giorno, altre in momenti del tutto inaspettati – lo smart working offre una libertà incredibile, per cui sono grata ogni giorno. Ma la cosa più importante è che so: non c’è medaglia per l’esaurimento totale. Anche se la vocina del senso di colpa ogni tanto si fa sentire, ora riconosco che riposare è una forma di pensiero a lungo termine.

L’autrice sottolinea che essere sempre occupati non è un merito, e lo stress non misura il tuo valore. Se superi spesso i tuoi limiti, è una strada diretta verso il burnout. Il riposo invece è il segno che rispetti i segnali del tuo corpo e del sistema nervoso.

4. Hai un vero amico?

La lista chiede se hai almeno un amico davvero vicino. Non serve averne tanti: basta uno solo. Qui non ho solo segnato sì, ma ho sorriso dentro di me. Ho diversi amici, ma c’è un rapporto che ha un ruolo speciale nella mia vita. Profondo, sincero, una forza silenziosa in cui ripongo fiducia totale.

In un’epoca di relazioni superficiali, un’amicizia vera è rara e preziosa. Da questi legami arrivano risorse emotive e mentali che sostengono il benessere e la stabilità interiore nel tempo.

5. Ti poni obiettivi regolarmente?

L’autrice dice che fissare obiettivi non significa necessariamente grandi svolte, ma restare in contatto con il tuo futuro io. Anche piccoli obiettivi quotidiani aiutano a non reagire solo agli eventi, ma a guidare attivamente la tua vita.

Lavoriamo costantemente sui nostri obiettivi, sia individualmente che come famiglia, ma per me non è una pressione, piuttosto una bussola. Anche perché non tutti gli obiettivi devono cambiare il mondo: a volte sono piccoli cambiamenti, come cambiare una tenda, fare un po’ di giardinaggio o organizzare un weekend. E anche quelli contano!

6. Ti concedi qualche lusso ogni tanto?

Questo punto ricorda che il benessere include il permettersi la gioia. Piccole gratificazioni non sono irresponsabilità, ma segno di autostima. Quando ti concedi un piacere, stai dicendo a te stessa: "sono importante e merito cura".

Per me non sono grandi cose, ma piccole scelte consapevoli: un buon caffè, un libro avvincente, un viaggio, un pomeriggio libero. Sono lussi che guardano dentro, non fuori – e per questo fanno così bene.

Pomeriggio tra amiche

7. Hai il coraggio di chiedere aiuto?

C’è stato un tempo in cui questa voce mancava nella mia lista, ma ora no. Chiedo aiuto a famiglia, amici, professionisti, persino al papà di mia figlia, senza problemi. Non perché non riesca a risolvere le cose da sola, ma perché ho imparato che non devo fare tutto da sola.

Secondo l’autrice chiedere aiuto è una delle forme più forti di vulnerabilità e fiducia.

Credere di dover fare tutto da soli isola invece di rafforzare. Quando chiedi aiuto, in realtà ti connetti – e questa è una delle risorse emotive più potenti.

8. Dai spazio a tutte le tue emozioni?

Con le emozioni sono stata più cauta a mettere la spunta, perché tendo a staccarmi dalle sensazioni più difficili, andare avanti in fretta e far finta che non esistano. Ma ora lo noto e sto lavorando su questo. Forse è il passo più importante.

L’autrice sottolinea che reprimere le emozioni consuma molta energia. Se riusciamo a osservare senza giudicare cosa sentiamo, vediamo più chiaramente di cosa abbiamo davvero bisogno. L’intelligenza emotiva non è sensibilità, ma parte della stabilità interiore.

9. Hai un hobby?

Con gli hobby è stato facile mettere la spunta di nuovo. Amo stare in giardino, camminare nei boschi, raccogliere funghi, cucinare, viaggiare. Sono attività in cui non devo dimostrare nulla, solo esserci.

Il senso della vita raramente viene dal lavoro, ma da ciò che facciamo fuori da esso. Un hobby non è uno strumento di produttività, ma una fonte di gioia, e dedicare tempo ad attività “senza risultato” dimostra che hai capito il vero significato della felicità.

10. Ti piace stare da sola?

Mi piace stare da sola e ne sento il bisogno. Non perché voglia scappare da qualcosa – questa è una differenza importante – ma perché mi rigenera. La solitudine per me non è vuoto, ma spazio: per pensieri, emozioni, nuove idee. In quei momenti non sono meno, ma più centrata.

La lista dice che amare la solitudine significa non costruire la propria autostima su conferme esterne. Un buon rapporto con se stessi è la base di ogni altro rapporto, e chi sa stare bene da solo non fugge dal silenzio, ma lo usa.

+1. Riesci a riconoscere i tuoi errori?

Riesco a riconoscere i miei errori? Credo di sì. Tutti? Probabilmente no. Ma capisco sempre di più che il perfezionismo non è crescita, ma un’armatura pesante che non protegge da ciò che temo. Accettare gli errori invece rende più liberi e coraggiosi.

Secondo la lista, correre dietro alla perfezione non è crescita, ma evitare la vergogna. Un’armatura che sembra proteggere, ma in realtà blocca. Accettare gli errori non è arrendersi, ma riconoscere che l’imperfezione fa parte dell’essere umani.

Quando ho finito la lista, non ho pensato a cosa mi manca, ma a quanto c’è già dove deve essere. Non perfetto, ma abbastanza solido da farmi vedere che sto facendo molte più cose bene di quanto pensassi. E forse questa è la scoperta più difficile da segnare – ma anche la più importante.

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