È difficile immaginare cosa significhi scoprire che il tempo che ci resta è poco.
Cura
Quando ho ricevuto la diagnosi terminale, il mondo mi è girato intorno, non tanto per me, ma per mia madre, che sta iniziando a soffrire di demenza. Non ho fratelli, sono l’unica per lei. Ha settant’anni e, visto che le donne della nostra famiglia hanno vissuto a lungo (mia nonna e le zie sono arrivate fino a 90 anni), potrebbe avere ancora circa trent’anni davanti. Io, invece, non ci sarò già tra un anno, quindi nella mia lista c’è solo una cosa: mettere da parte abbastanza soldi per farla entrare in una buona casa di riposo. Il tempo è poco, ma se lavoro sodo, ce la posso fare.
Caduta
A 68 anni, da nonna, la mia famiglia mi considera pazza, ma il mio unico desiderio è il bungee jumping. Ho sempre voluto provarlo, ma avevo paura che la corda si rompesse e morissi. Ora non devo più preoccuparmi: se cado, vivrò solo qualche mese in meno rispetto a quanto previsto.
Pace
Vorrei riconciliarmi con mio padre. Per un litigio non ci parliamo da quattro anni (siamo entrambi testardi e orgogliosi, purtroppo troppo), ma prima di morire voglio abbracciarlo ancora una volta.

Origini
Ho sempre saputo di essere stata adottata e non mi ha mai dato fastidio, ma ora che la fine è vicina, mi interessa scoprire le mie origini. Ho accettato la morte, ma voglio sapere da chi vengo, da dove arrivo e cosa ha portato all’adozione. Voglio trovare i miei genitori biologici.
La città dell’amore
Ho sempre voluto andare a Parigi, e sembra che solo una diagnosi terminale mi abbia spinto a organizzare il viaggio. Non sarà facile, perché quando arriverà il momento sarò molto debole, ma la mia famiglia mi ha promesso che vedrò la Torre Eiffel prima di andarmene.
La partita
Vorrei andare a vedere una partita del Barcellona. È sempre stata la mia squadra del cuore e vedere un gol dal vivo completerebbe la mia vita.
In sella
Vorrei cavalcare un elefante. Ormai sono quasi immobilizzata a letto, quindi il viaggio sarebbe complicato, ma la mia famiglia sta cercando di accordarsi con uno zoo vicino.
La lista

Quando ho ricevuto la diagnosi, ho scritto una lunga lista e sono riuscita a spuntare quasi tutto, tranne una cosa. Non so perché, forse un’idea improvvisa, ho scritto che volevo “baciarmi sotto la pioggia” e questo desiderio è ancora lì, in fondo alla lista. Ora sono in ospedale e so che non tornerò a casa, ma mia cugina ha un ragazzo carino che conosco appena. Lui si è offerto gentilmente di baciarmi sotto la pioggia e io ho accettato con gratitudine. Ora aspettiamo solo un giorno di pioggia: è primavera, quindi presto arriveranno i temporali.
Panorama
La montagna è sempre stata la mia passione, non c’è niente di meglio che ammirare un paesaggio mozzafiato dalla cima. Ora mi muovo con difficoltà e non posso più arrampicarmi, ma i miei amici stanno organizzando di portarmi sulla mia vetta preferita per godermi l’ultimo panorama.
Confessione
Tutto è iniziato con un mal di testa, ma essendo sempre stata soggetta a cefalee, non ci ho fatto caso subito. Quando finalmente sono andata dal medico, era troppo tardi. Il mio tumore cerebrale non è operabile e non c’è molto da fare. Non voglio sottopormi a cure dolorose solo per guadagnare qualche settimana o mese in più. Ho avuto una bella vita, sono una donna single di 45 anni e non sento di avere molti conti in sospeso: ho fatto pace con il mio destino. Rimane solo una cosa che non riesco a fare: dire alle persone intorno a me che sono malata e che morirò presto. I miei genitori hanno solo 65 anni e sono in ottima salute, la notizia li distruggerebbe. Anche mia sorella e la mia migliore amica soffrirebbero molto, visto che ci sentiamo ogni giorno. Non sono ancora pronta a dirlo: il tempo che ci resta insieme è poco.











