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Piccoli segnali che mi dicono che sto facendo bene come genitore

Schuster Borka4 min di lettura
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Piccoli segnali che mi dicono che sto facendo bene come genitore — Famiglia
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Essere genitori è forse una delle sfide più grandi della vita. Quando è nata mia figlia, non c’era un manuale d’istruzioni e, nonostante tutti i libri e blog sull’educazione, ogni bambino è unico. L’unica cosa che possiamo fare è dare il meglio di noi e accettare che qualche errore capita.

In poche parole, essere genitori non è semplice né una cosa da poco. Ogni nostra azione e parola insegna qualcosa ai nostri figli – che sia positivo o meno. E forse capirò davvero i miei errori solo quando mia figlia sarà adulta e porterà con sé i modelli che le ho mostrato.

Eppure, ci sono piccoli segnali quotidiani che mi fanno sentire: forse sto facendo qualcosa di giusto. A volte basta un attimo, una reazione o una frase per capire che qualcosa ho trasmesso bene. Questi momenti possono sembrare insignificanti, ma danno una forza enorme.

Come mia figlia reagisce quando sbaglio

Recentemente, mentre preparavamo dolci nel weekend, ho rovesciato una tazza di farina in cucina. La polvere bianca si è sparsa ovunque: sul piano, sul pavimento, persino nei vestiti. Sapevo che sarebbe stato un casino da pulire e già mi stavo innervosendo, quando mia figlia di 6 anni si è avvicinata a me.

Ha percepito la mia tensione, mi ha accarezzato dolcemente la schiena e ha detto: “Non ti preoccupare, mamma. Non è colpa tua, hai solo perso un attimo l’attenzione, succede a tutti.”

Quel piccolo gesto mi ha sorpreso così tanto che ho smesso di arrabbiarmi. Ho pensato che il modo in cui reagiamo agli errori lo impariamo dai nostri genitori – quindi mia figlia ha gestito la mia goffaggine come io avrei fatto con lei. Quando mi ha consolata così, ho capito di averle insegnato qualcosa sull’empatia e che sbagliare è davvero umano.

Come affronta i suoi errori

Quest’anno a settembre abbiamo iniziato la scuola. Abbiamo superato i primi compiti e finora mia figlia si è buttata nello studio con un entusiasmo incredibile. Non devo spingerla, si siede da sola e poi torna fiera a mostrarmi quello che ha fatto. Non so quanto durerà, ma per ora sono felice.

Recentemente però ha sbagliato un esercizio. Quando gliel’ho fatto notare, ho visto delusione sul suo volto e mi sono riconosciuta in quella tensione che sento anch’io quando sbaglio qualcosa.

Stavo per parlarne a lungo, ma lei ha solo alzato le spalle, ha preso la gomma e ha detto: “Sbagliare fa parte dell’esercizio!”

In quel momento non potevo essere più orgogliosa. Io stessa spesso lotto con l’idea di dare troppo peso agli errori. Ma sembra che lei abbia ricevuto un atteggiamento diverso: per lei sbagliare non è un fallimento, ma una tappa del percorso. Spero davvero che questo modo di vedere le cose la accompagni per tutta la vita.

Come racconta le storie

I libri fanno parte della nostra vita da sempre. Ogni sera leggiamo insieme e mia figlia mi vede spesso con un libro in mano. Non sorprende che il mondo delle storie sia per lei un ambiente naturale. Ma ciò che è davvero speciale è come lei stessa racconta le storie.

Quando inizia un racconto, usa un linguaggio ricco, crea suspense, inserisce elementi divertenti e cattura completamente la mia attenzione. È bello ascoltarla, perché non solo è divertente, ma mostra anche quanto bene esprima i suoi sentimenti. E anche se so che il talento per raccontare storie è innato, credo che le letture condivise, le serate passate con i racconti e il fatto che l’ho sempre ascoltata quando parlava, abbiano aiutato molto a farla crescere così.

Piccoli segnali, grande forza

La genitorialità è spesso fatta di dubbi: sto facendo la scelta giusta? Sono un buon esempio? Sono abbastanza? Queste domande tornano ogni sera – forse non esiste genitore che prima di chiudere gli occhi non si chieda se ha fatto abbastanza bene.

Ma poi arrivano quei piccoli momenti quotidiani – una carezza, una frase, una storia – che sussurrano: sì, sto facendo qualcosa di giusto.

Forse solo tra anni scopriremo quali sono state le cose davvero importanti e quali gli errori. Ma fino ad allora, questi segnali ci aiutano ad andare avanti, a credere che l’impegno, l’amore e la presenza siano abbastanza per dare a mia figlia una base solida per la vita.

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