Immagina di avere a disposizione un sabato intero, nessun impegno, nessuno che ti chiama. Puoi rimettere a posto una sola stanza della casa: svuotarla, pulirla, ridisegnarla come vuoi. Non pensarci troppo. Quale ti viene in mente per prima? C'è qualcosa di curioso nel modo in cui rispondiamo a questa domanda: non scegliamo la stanza più disordinata, scegliamo quella che ci somiglia di più in questo periodo. La casa è da sempre una metafora dell'interiorità, e novembre, con le sue giornate corte e il suo bisogno di tane, è il mese in cui quella metafora si fa più parlante.
Se hai detto la cucina
La cucina è il luogo della cura concreta, del nutrimento, della condivisione quotidiana. Chi la sceglie per prima sta spesso attraversando un periodo in cui dà molto agli altri e vorrebbe farlo in modo più sostenibile, meno improvvisato. Non è stanchezza di prendersi cura, è desiderio di farlo con meno fatica. Tradotto in pratica: probabilmente hai bisogno di semplificare le routine che si ripetono ogni giorno, di ridurre il numero di decisioni che devi prendere prima delle otto del mattino.
Il gesto simbolico che ti farebbe bene è eliminare, non aggiungere: un cassetto svuotato dalle cose doppie vale più di dieci contenitori nuovi. Vale anche fuori di casa, nelle relazioni che richiedono manutenzione continua senza restituirti niente.



