C'è un momento un po' malinconico, sul balcone, tra fine agosto e i primi di settembre: le piante di pomodoro sono spelacchiate, il basilico è andato a fiore, i vasi hanno quell'aria stanca di chi ha lavorato tutta l'estate. La tentazione è svuotare tutto e chiudere bottega fino a marzo.
Sarebbe un peccato, perché il secondo tempo dell'orto in vaso è forse la parte più facile dell'anno. Le temperature scendono, l'evaporazione rallenta, gli afidi si diradano e molte verdure che a luglio andavano subito a seme adesso crescono tranquille. Serve solo scegliere le specie giuste e non aspettare troppo.
Cosa seminare adesso, in ordine di utilità
Le insalate da taglio sono la scommessa più sicura: lattughino, rucola, senape, foglia di quercia. Si seminano fitte in una cassetta profonda una ventina di centimetri, si diradano poco e si tagliano a cinque centimetri da terra, così ricacciano più volte. In una fioriera lunga ci sono almeno tre raccolti.
La valerianella (la songino) è la regina dell'autunno in vaso: piccola, resistente al freddo, cresce anche quando le giornate si accorciano. I ravanelli sono l'ideale per chi ha figli impazienti, perché in poche settimane si vede il risultato. Gli spinaci partono bene se seminati entro le prime tre settimane del mese. I cipollotti e la cipolla da mazzo si mettono ora e occupano pochissimo spazio.
Tra le aromatiche, prezzemolo e coriandolo germinano molto meglio adesso che in piena estate, e il cerfoglio è una piccola scoperta per chi cucina. Il basilico invece lascialo perdere: da qui in avanti soffrirà e basta.
Il terriccio: il passaggio che fa la differenza
Non riutilizzare tale e quale il terriccio dei pomodori. Dopo una stagione è compattato, impoverito e pieno di radici vecchie. Il trucco è rigenerarlo invece di buttarlo: svuota il vaso su un telo, elimina radici e sassi, sbriciolalo bene con le mani, poi mescola circa due parti di vecchio con una parte di terriccio nuovo e una manciata di compost maturo o di stallatico pellettato.
Aggiungi anche una piccola quantità di perlite o sabbia grossa: in autunno il vero nemico non è la siccità, è il ristagno. Un vaso che d'estate si asciugava in un giorno, a ottobre può restare fradicio per tre, e le radici marciscono in silenzio.
Come cambia l'annaffiatura da qui a novembre
È l'aspetto che più spesso viene sbagliato, perché si continua col ritmo dell'estate per abitudine. Da settembre in poi bagna meno spesso e controlla con il dito: se i primi due o tre centimetri sono ancora umidi, aspetta. E sposta l'irrigazione al mattino, così le foglie asciugano durante il giorno e non passano tutta la notte bagnate — condizione perfetta per oidio e muffe, che in autonno arrivano con l'umidità serale.
Se hai un impianto a goccia con timer, riduci drasticamente i minuti e i giorni. I timer estivi dimenticati accesi hanno ucciso più semine autunnali di qualunque gelata.
Luce e posizione: il balcone cambia carattere
Il sole di settembre è più basso e più obliquo, e il punto che a luglio bruciava tutto adesso potrebbe essere il migliore. Osserva il balcone per un paio di giorni e sposta i vasi verso la zona che riceve più ore di luce diretta: le insalate autunnali ne vogliono almeno quattro, meglio sei.
Verso la fine di ottobre, un telo di tessuto non tessuto tenuto a portata di mano allunga il raccolto di settimane. Si posa sopra le cassette nelle notti fredde e si toglie di giorno. Costa poco, pesa niente, e fa la differenza tra un'insalata raccolta a novembre e una gelata la settimana prima.
Ha senso seminare a settembre se abito al Nord?
Sì, ma con tempi più stretti e una selezione più severa: privilegia valerianella, spinacio, rucola e ravanello, che tollerano il freddo, e semina entro le prime due settimane del mese per sfruttare la luce residua. In pianura padana e in montagna il tessuto non tessuto o un piccolo tunnel diventano quasi obbligatori da fine ottobre, mentre al Centro e al Sud si può continuare a seminare insalate anche più avanti.
Posso riusare il terriccio dei pomodori estivi?
Puoi, a patto di rigenerarlo come descritto sopra e di non ripiantarci ortaggi della stessa famiglia — quindi niente pomodori, peperoni o melanzane in quel vaso. Se le piante estive avevano avuto malattie fungine evidenti, con foglie macchiate e sfioriture bianche, conviene invece smaltire quel terriccio e ripartire con materiale nuovo, perché in un vaso piccolo i patogeni restano concentrati.











