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Basilico che semina e ortensie bruciate: il pronto soccorso di fine agosto per il balcone

Borka Calzolaio4 min di lettura
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Basilico che semina e ortensie bruciate: il pronto soccorso di fine agosto per il balcone — Giardino e terrazza
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Il mio balcone a fine agosto ha sempre l'aria di qualcuno tornato da un viaggio troppo lungo: stanco, un po' polveroso, con qualche pezzo perso per strada. Il basilico è alto e legnoso, le ortensie hanno i bordi delle foglie come bruciacchiati, il vaso del rosmarino si asciuga in mezza giornata anche se lo bagno la sera. Per anni ho pensato che a questo punto della stagione non ci fosse più niente da fare e ho aspettato settembre. Sbagliavo: le prossime tre settimane sono quelle in cui si decide se il balcone chiuderà l'estate in dignità o se dovrò ripartire da zero in primavera.

Il basilico che va in fiore: potare senza pietà

Quando il basilico produce le spighe di fiorellini bianchi sta dicendo una cosa precisa: ho deciso di fare semi e chiudere. Da quel momento le foglie diventano più piccole, più coriacee e più amare. Il gesto giusto non è delicato: si taglia sopra la seconda coppia di foglie partendo dal basso, eliminando tutta la parte fiorita e buona parte del fusto. Sembra una violenza, e per una settimana la pianta sembrerà mutilata, ma da ogni nodo tagliato partono due nuovi getti.

Le cimature riuscite non basteranno da sole: dopo una potatura così, la pianta ha bisogno di essere nutrita, perché ricostruire foglie costa. Un concime liquido per piante da foglia diluito secondo le indicazioni, dato su terra già umida e mai in pieno sole, fa la differenza. Lo stesso discorso vale per menta e prezzemolo, che a fine estate si allungano e si spopolano nella parte bassa.

Le foglie bruciate delle ortensie: cosa fare e cosa non fare

I bordi secchi e marroni delle ortensie non sono una malattia, sono uno stress da traspirazione: la pianta ha perso acqua più velocemente di quanto le radici riuscissero ad assorbirne. Le foglie completamente secche non torneranno verdi, quindi si possono togliere per pulire la pianta, ma non bisogna tagliare i rami: dentro quei rami ci sono le gemme dell'anno prossimo, ed è per questo che una potatura fatta adesso, di slancio, si paga con un'estate senza fiori.

La cosa più utile ora è cambiare il modo di innaffiare. Un'ortensia in vaso in una zona calda vuole acqua abbondante e regolare, data alla base e non sulle foglie, preferibilmente al mattino presto. E vuole ombra nelle ore centrali: se il vaso è spostabile, spostarlo di un metro può fare più di qualsiasi prodotto. Uno strato di corteccia, foglie secche o argilla espansa sopra la terra riduce l'evaporazione in modo sorprendente e mantiene le radici superficiali più fresche.

Vasi che si asciugano in mezza giornata: il problema è la terra

Quando il terriccio di un vaso è rimasto asciutto troppo a lungo, si compatta e diventa idrorepellente: l'acqua scorre lungo le pareti e finisce nel sottovaso senza bagnare nulla. Se dopo aver innaffiato la terra a due centimetri di profondità è ancora polverosa, il vaso va reidratato per immersione. Si mette il vaso in una bacinella con acqua alta cinque o sei centimetri e si lascia lì mezz'ora, finché la terra non ha assorbito dal basso e cambia colore. È un gesto che risuscita rosmarino, lavanda e piante grasse date per perse.

Approfittate di quel momento per controllare due cose: se le radici escono dai fori di drenaggio, il vaso è troppo piccolo e il travaso va programmato per settembre, non ora con quaranta gradi. E se il sottovaso resta pieno d'acqua per giorni, va svuotato: le radici marciscono in silenzio proprio quando pensiamo di essere state generose.

Che cosa dalla cucina posso davvero usare sulle piante del balcone?

Alcuni scarti funzionano bene: l'acqua di cottura delle verdure, non salata e completamente raffreddata, restituisce minerali; i gusci d'uovo lavati, asciugati e polverizzati apportano lentamente calcio alla terra; le foglie di tè usate, sparse in superficie, migliorano la struttura del terriccio. Da evitare invece l'acqua di cottura della pasta se salata, il latte diluito e le bucce di agrumi lasciate a decomporsi sulla terra dei vasi, perché attirano insetti e mosche del terriccio. E una regola generale: qualsiasi rimedio va dato in quantità piccole e su terra già umida.

Vale la pena seminare qualcosa adesso o è troppo tardi?

Fine agosto è uno dei momenti migliori dell'anno per la seconda semina, quella che la maggior parte delle persone si dimentica. Rucola, spinacino, lattughino da taglio, ravanelli e cipollotti germinano in fretta con le notti che si accorciano e regalano raccolti da settembre a novembre. Basta una cassetta profonda venti centimetri, terriccio nuovo e la pazienza di tenerla all'ombra per i primi giorni. È anche il momento di interrare i bulbi che fioriranno in primavera, se volete un balcone che a marzo vi ripaghi della fatica di questa estate.

Informazioni sull’autrice

Borka Calzolaio

Borka Calzolaio racconta l’intreccio quotidiano di lavoro, famiglia e un cervello ADHD che non sta nelle righe. Scambia storie oneste con consigli onesti, con deviazioni occasionali nel giardinaggio da balcone e nell’arte di rendere un martedì sera meno triage.

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