Agosto sul balcone dovrebbe essere la parte facile dell'estate: una sedia, qualcosa di freddo, il rumore della strada che si abbassa. Poi arriva quel ronzio all'altezza dell'orecchio e la serata si trasforma in una serie di schiaffi nell'aria. Chi ha vasi, sottovasi e un annaffiatoio parte in leggero svantaggio, perché il verde in vaso e l'acqua vanno spesso insieme. La buona notizia è che gran parte del problema si risolve con gesti noiosi e gratuiti, molto prima di ricorrere all'ennesimo dispositivo che promette miracoli.
Primo livello: togliere l'acqua ferma, tutta
Le zanzare più fastidiose delle nostre città si riproducono in piccolissime quantità di acqua stagnante, e per piccolissime intendo davvero poco: il fondo di un sottovaso, un secchio dimenticato, il tappo di una bottiglia, la piega di un telo, la vaschetta sotto il condizionatore, un annaffiatoio con due dita d'acqua. Se sul tuo terrazzo ci sono venti vasi, hai potenzialmente venti nursery.
Il rituale che cambia le cose è settimanale e dura dieci minuti: svuotare i sottovasi (non solo inclinarli), capovolgere secchi e bacinelle, controllare i pozzetti di scarico, cambiare l'acqua di eventuali fontanelle o ciotole per gli uccelli, verificare che le grondaie non trattengano ristagni. Nelle piante che tengo con il sottovaso pieno per l'afa faccio diversamente: metto ghiaia o argilla espansa nel sottovaso, così l'acqua resta sotto il livello dei sassi e la pianta si rinfresca senza offrire una piscina alle larve.
Secondo livello: rendere l'aria scomoda
Le zanzare volano male. È il loro punto debole più sottovalutato e il motivo per cui un semplice ventilatore puntato verso il basso, sulle gambe e sui piedi, rende una cena all'aperto molto più tranquilla: il flusso d'aria le disturba e disperde anche l'anidride carbonica e gli odori che usano per trovarci. Sulle sedie basse funziona ancora meglio, perché le zanzare comuni tendono a pungere nella zona di caviglie e polpacci.
Aiuta anche il buio ragionato: una lampada intensa vicino alla porta finestra attira insetti in generale e trasforma l'ingresso in un varco. Meglio luce calda e bassa nel punto in cui si sta, e nulla di accesso davanti alle aperture. In casa, le zanzariere restano lo strumento più efficace in assoluto, e vale la pena controllare i bordi: nella maggior parte dei casi non è la rete che manca, è uno spiraglio laterale o una porta lasciata aperta due minuti al momento sbagliato.
Terzo livello: quello che ci mettiamo addosso
Sulla pelle, i repellenti in commercio funzionano se usati come indicato: applicati su tutta la pelle esposta, riapplicati secondo le istruzioni della confezione e non sotto i vestiti. Leggi sempre l'etichetta per i bambini piccoli e, se hai dubbi su cosa usare su un neonato o in gravidanza, chiedi al pediatra o al farmacista invece di affidarti a ricette casalinghe trovate online.
Il resto è vestiario: tessuti leggeri ma non aderentissimi, maniche e caviglie coperte al tramonto quando si sta seduti a lungo, colori chiari. E una doccia rapida prima di uscire in terrazzo la sera: il sudore le attira, e questo è il motivo per cui dopo l'allenamento sembriamo improvvisamente irresistibili.
Le piante antizanzare funzionano davvero?
Non come schermo. Una pianta di citronella, un vaso di lavanda o un cespo di melissa in un angolo del terrazzo non creano una barriera: le sostanze aromatiche sono contenute nelle foglie e si liberano soprattutto quando le sfreghi o le rompi. L'effetto percepibile è locale e breve, quindi vale la pena avere quelle piante perché profumano, sono belle e si usano in cucina, non perché sostituiscano zanzariere, ventilatore e svuotamento dei sottovasi. Se le tieni, ricordati che sono comunque vasi con acqua: rientrano nel controllo settimanale.
Perché le zanzare pungono più alcune persone?
Non è immaginazione: la combinazione di odore della pelle, sudore, respirazione e temperatura corporea rende alcune persone più facili da individuare di altre, e questo spiega perché in una stessa tavolata una viene punta dieci volte e l'altra nessuna. Non è qualcosa che si può cambiare, ma si può compensare: coprire caviglie e piedi, sedersi nella corrente del ventilatore, usare il repellente con costanza invece che a spruzzi occasionali. Se le punture provocano reazioni molto ampie, gonfiori persistenti o infezioni da grattamento, vale la pena parlarne con il medico anziché improvvisare rimedi.










