Pantaloni a zampa
Volevo essere alla moda, così ho comprato dei pantaloni a zampa. Scendendo le scale, ho inciampato nel fondo dei pantaloni, sono caduta e ho sbattuto la testa contro un termosifone. Ho rotto due incisivi superiori, che avevo fatto riparare a caro prezzo senza un risultato soddisfacente, e mi è rimasta una grande cicatrice sulla fronte. Chi mi incontra per la prima volta mi chiede subito cosa mi sia successo alla testa, è davvero fastidioso.
Stile di vita
Credevo che vivere in periferia fosse meglio che in città sporca, così ho scambiato il mio appartamento in centro con una bella casa e ho preso un cane. Da allora passo almeno tre, spesso quattro ore al giorno bloccata nel traffico. Esco poco, perché se vado in macchina non posso bere, e se prendo il treno posso tornare solo con il primo treno del mattino. (Per questo spesso resto a casa la sera.)
I fine settimana li passo a tagliare l’erba e non posso nemmeno chiamare il portinaio: devo fare tutto da sola, e la casa ha sempre qualche problema. Non posso tornare in città perché il mio cane impazzirebbe chiuso in un appartamento tutto il giorno. Posso dire con certezza che mi sono pentita di essermi trasferita in periferia.
Perché?
Da giovane atleta saltavo sempre il riscaldamento e lo stretching; ora, a 35 anni, il mio corpo mi fa pagare il conto: ho dolori ovunque.

Senza protezione
Ho fatto sesso senza preservativo con un ragazzo. Prendevo la pillola e ci eravamo entrambi sottoposti a controlli, senza alcuna infezione. Eppure ho preso un’infezione urinaria così grave da dover assumere antibiotici più volte. Questo ha indebolito il mio sistema immunitario, i sintomi sono durati a lungo e alla fine mi hanno diagnosticato la sindrome del dolore vescicale.
Rabbia
La mia squadra di calcio preferita ha perso e, arrabbiata, ho preso a calci la porta. Mi sono rotta un dito del piede in modo sfortunato: non è guarito bene, fa ancora male quando cambia il tempo e devo farmi fare scarpe su misura perché quelle normali mi fanno male.
Il figlio
Ho avuto un figlio. In realtà non volevo, ma il mio compagno insisteva così tanto che alla fine ci ho creduto. Amo mio figlio, ma se potessi tornare indietro non lo farei nascere. Mi sento come una schiava e voglio riprendermi la mia vita. Mio marito non capisce cosa mi succede, come posso spiegargli che ho rovinato il mio corpo, la mia salute mentale, la mia carriera, tutto?! E intanto provo senso di colpa perché amo mio figlio.

Eccessi
Mi sono spinta troppo al lavoro, rovinando la mia salute e arrivando al burnout. Sono sempre ansiosa, ho perso l’amore per un lavoro che adoravo. Non riesco a dormire bene e quando ci riesco non mi sveglio mai riposata. Non riesco a godermi i miei hobby perché mi sento in colpa per divertirmi invece di lavorare. Non esiste un lavoro che valga la pena sacrificare te stessa.
Al posto del bene
Ho permesso al fidanzato di mia figlia di vivere da noi per un po’. Alla fine ha causato danni per diverse migliaia di euro e una volta, ubriaco e fuori controllo, ho dovuto barricarmi in camera mia. Dopo molte difficoltà l’ho cacciato via, ma mia figlia si è arrabbiata così tanto da non parlarmi per due anni. Alla fine si sono lasciati e lei è tornata da me, ma il nostro rapporto non sarà mai più quello di prima.
Disturbo
All’università ero bulimica. Mi facevo vomitare per essere magra, ma non riuscivo a controllare le abbuffate. Si parla poco degli effetti a lungo termine di questo disturbo alimentare, che indebolisce le difese, causa osteoporosi e problemi cardiaci, e l’acido del vomito rovina i denti (a 32 anni ho già diverse corone).
Il salto
I miei figli mi hanno convinta a saltare un po’ con loro sul trampolino. Sono caduta malissimo su un gluteo e ho sentito come se una bomba fosse esplosa nella mia colonna vertebrale. Ho rotto una vertebra. Per sei mesi ho dovuto portare un busto rigido e ancora oggi il mal di schiena è così forte che prendo antidolorifici a manciate.











