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Stiamo perdendo il nostro legame con la natura – Un dato che fa riflettere

Nyul Debóra4 min di lettura
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Stiamo perdendo il nostro legame con la natura – Un dato che fa riflettere — Lifestyle
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Immagina la vita senza il canto degli uccelli. O un bambino che non riconosce più il tatto del muschio o il profumo degli alberi in fiore. È un pensiero inquietante, vero? The Guardian ha recentemente evidenziato, basandosi su uno studio recente, che stiamo proprio andando in quella direzione. Il legame umano con la natura è drasticamente diminuito – e se non agiamo, rischiamo di perdere per sempre questa connessione antica.

La scomparsa dell’esperienza

Uno studio del 2025 pubblicato sulla rivista scientifica Earth mostra che il legame umano con la natura è diminuito di oltre il 60% dal 1800. Miles Richardson, professore all’Università di Derby e esperto di connessione con la natura, avverte: “Stiamo rischiando l’estinzione delle esperienze naturali.” Lo studio evidenzia anche che parole legate alla natura – come ruscello, muschio, fioritura – sono scomparse in modo simile dalla letteratura.

Ma cosa c’è dietro a tutto questo? La crescente urbanizzazione, la scomparsa della fauna locale e il fatto che i genitori portino sempre meno i bambini a scoprire la natura.

Le future generazioni resteranno escluse?

Lo studio avverte che senza cambiamenti sociali e educativi profondi, le persone si allontaneranno sempre più dalla natura. Questo “disconoscimento intergenerazionale” fa sì che i genitori non trasmettano più la sensibilità verso l’ambiente naturale.

“La connessione con la natura è ormai una delle cause principali della crisi ecologica. Ma è anche fondamentale per la nostra salute mentale. Collega il benessere delle persone a quello della natura,” spiega Richardson.

Il verde urbano non basta?

Per molti, un parco, qualche albero o un balcone fiorito sono già un’esperienza vicina alla natura – ma è sufficiente? Secondo Richardson, no. I modelli mostrano che anche aumentando del 30% le aree verdi in città, non basterebbe a ristabilire la connessione con la natura. “Forse dovremmo rendere una città dieci volte più verde per vedere un vero cambiamento,” dice il professore.

Non bastano le campagne – la chiave è l’infanzia

Alcune iniziative possono migliorare la situazione, ma il loro impatto a lungo termine è limitato. Lo studio indica che il modo più efficace è coltivare il legame con la natura fin dalla prima infanzia. Un ottimo esempio è il concetto di forest school, ovvero scuole all’aperto che privilegiano l’apprendimento immerso nella natura fin dai primi anni.

Un’altra sfida è che questi cambiamenti devono avvenire entro i prossimi 25 anni, altrimenti la tendenza diventerà irreversibile. La buona notizia? Se iniziamo ora, il cambiamento può diventare autosostenibile, e le esperienze naturali torneranno a far parte della vita quotidiana.

Solo 4 minuti al giorno nella natura?

Un sondaggio rivela che un abitante di Sheffield trascorre in media appena 4 minuti e 36 secondi al giorno in un ambiente naturale. È poco, ma anche un’opportunità: se moltiplicassimo questo tempo per dieci – circa 40 minuti al giorno – potremmo migliorare molto il nostro rapporto con la natura.

“Collaborare con genitori e famiglie è fondamentale. L’obiettivo non è solo creare il legame, ma soprattutto mantenerlo. Un neonato oggi è curioso della natura come nel 1800 – dobbiamo solo preservare questa meraviglia durante l’infanzia e gli anni scolastici,” sottolinea Richardson.

Speranza tra le pagine dei libri

Nonostante l’uso di parole legate alla natura sia diminuito del 60,6% entro il 1990, la tendenza sta migliorando: oggi il calo è “solo” del 52,4%. È un segno di maggiore consapevolezza ecologica? Una moda per scrivere di natura? O solo un gioco statistico? “Non lo so con certezza,” ammette Richardson. “Ma forse le persone vogliono sempre più ristabilire un legame con la natura, anche a livello spirituale.”

L’inizio di una nuova vita naturale?

Forse è il momento di smettere di vedere la natura solo come una gita e iniziare a considerarla di nuovo casa. Che sia un progetto di giardinaggio con i bambini, una pianta sul balcone o una breve passeggiata mattutina nel parco vicino, ogni piccolo gesto conta. Perché se non cambiamo ora, le prossime generazioni potrebbero non conoscere mai cosa significa vivere davvero in armonia con la natura.

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