Ti è mai capitato che un "Ma come stai bene, hai perso peso?" non suoni come un complimento, ma ti faccia sentire a disagio e teso?
Lodare la perdita di peso sembra un gesto gentile in superficie, ma in realtà ha un impatto molto più profondo di quanto immaginiamo. Anche se nasce spesso da buone intenzioni, rafforza messaggi sociali che associano la taglia del corpo al successo, alla forza di volontà e all’attrattiva. Così, senza volerlo, contribuisce a farci sentire meno amabili semplicemente per come siamo fatti.
Una lode che in realtà traccia un confine tra noi
Durante l’adolescenza avanzata, ho attraversato un periodo in cui sentivo di aver perso il controllo. Le cose accadevano senza che potessi farci nulla, e io mi lasciavo trasportare dagli eventi. Poi ho scoperto che potevo influenzare qualcosa: quanto mangiavo. Finalmente una scelta tutta mia! In quella decisione c’era tutto: il desiderio di controllo, la voglia di piacere, la ricerca di sicurezza. Oggi so che è stato il momento in cui il mio corpo è diventato il mio “progetto” – l’unico ambito in cui sentivo di poter governare la mia vita. Ricevevo sguardi a volte ammirati, a volte preoccupati. Alcuni mi lodavano – “sei così carina” –, altri chiedevano se stessi bene.
Ora capisco che quel controllo era in realtà una forma di ansia. L’illusione di dominare il corpo mi aiutava a soffocare il senso di smarrimento su chi fossi e dove stessi andando.
Perché è meglio non lodare nessuno per la perdita di peso?

Suggerisce che si è più preziosi se si è magri
Complimentarsi per la perdita di peso mantiene viva l’illusione che un corpo più piccolo valga di più – e allo stesso tempo che un corpo più grande valga meno. Questo pensiero si insinua nella vita quotidiana: nei colloqui di lavoro, nelle relazioni, nei momenti davanti allo specchio. La maggior parte delle persone non è consapevole e non ha cattive intenzioni quando fa questi commenti, ma ogni volta rafforza una gerarchia sociale basata sul corpo. È una gara sbilanciata dove vince sempre il “più piccolo”.
Non tutte le perdite di peso sono una buona notizia
La perdita di peso non è sempre una scelta consapevole. Può essere legata a lutti, malattie, trattamenti, stress, depressione, ansia o difficoltà economiche che portano a non mangiare bene. In questi casi, sentire un “ma come stai bene” o “ti invidio per come sei dimagrito” può essere doloroso e frainteso. Quella “lode” celebra in realtà segni visibili di sofferenza.
Può scatenare disturbi alimentari
Il problema è che i commenti sul peso raramente restano isolati. Col tempo interiorizziamo il messaggio: “Se sono più piccolo, mi amano di più.” Questo è particolarmente pericoloso per i giovani che stanno ancora costruendo la loro identità. Può nascere un rapporto distorto con il cibo, il corpo e il proprio valore. E anche da adulti, le ferite del passato spesso continuano a influenzarci.
Ogni corpo ha la sua bellezza unica
La diversità naturale delle forme del corpo è stata messa in secondo piano. Negli ultimi tempi si vedono piccoli cambiamenti, ma pubblicità, social media e le note immagini di “fitspiration” continuano a trasmettere un messaggio chiaro: solo un tipo di corpo è bello, sano e amabile. La realtà è esattamente l’opposto! La forma, la dimensione e il funzionamento dei corpi sono unici, proprio come lo siamo tutti noi.
Quindi la prossima volta che qualcuno ti sembra più snello del solito e stai per dire “come stai bene così”, fermati un attimo! Non devi trattenere la tua gentilezza, ma prova a spostarla altrove: lodane l’energia, il senso dell’umorismo, la presenza in quel momento. Il corpo può cambiare, ma chi lo abita è sempre molto più di quello che una bilancia può mostrare.











