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6 abitudini fastidiose che tutti odiano intorno a te, secondo gli psicologi

Szabó Erzsébet4 min di lettura
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6 abitudini fastidiose che tutti odiano intorno a te, secondo gli psicologi — Lifestyle
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Gli studi dimostrano che in pochi secondi creiamo un’impressione su qualcuno – e, cosa ancora più interessante, modificarla dopo è quasi impossibile. Per questo conta molto quali abitudini portiamo nelle situazioni sociali!

Ripensando agli ultimi anni, mi sento fortunata: raramente sono stata circondata da persone che mi hanno subito dato una sensazione negativa. O le evitavo consapevolmente, o quando qualcuno aveva un carattere difficile, mi concentravo sui compiti comuni e passavo oltre velocemente. Non è sempre stato così: ai tempi dell’università avevo un compagno di corso che iniziava ogni conversazione dicendo “io già so” o “io ho già letto”. Era informato, ma il suo atteggiamento altezzoso metteva a disagio tutti. All’epoca non sapevo spiegare perché fosse fastidioso, oggi è chiaro: trasmetteva che il nostro punto di vista era meno importante.

La psicologia ci insegna che certi comportamenti suscitano quasi sempre reazioni negative. Non sono solo fastidi minori, ma modi di fare che svalutano gli altri e ostacolano un vero legame.

“Scherzavo!” – la critica nascosta

Hai presente quando qualcuno fa un commento pungente e subito dopo dice “non ti offendere, stavo solo scherzando!”? È un classico esempio di quella che la psicologia chiama “umorismo passivo-aggressivo”. La critica mascherata da battuta è in realtà un’offesa, che imbarazza chi la riceve, mentre chi la fa si sottrae alle responsabilità. Dopo un paio di esperienze così, le persone diventano più caute e tendono a evitare chi usa questo tipo di “divertimento”.

Il problema vero è che il messaggio nascosto dietro le parole resta nella mente di chi ascolta, e la tensione non si scioglie, anzi cresce col tempo.

Il rovescio del sarcasmo

Un po’ di sarcasmo può essere brillante e divertente, ma serve la compagnia giusta che apprezzi questo tipo di umorismo. Attenzione però a non esagerare: chi lo usa sempre rischia di sembrare cinico e offensivo.

Gli psicologi dicono che l’uso eccessivo del sarcasmo spesso nasconde aggressività, che a lungo andare danneggia le relazioni.

Il sarcasmo frequente crea una barriera invisibile che limita profondità e sincerità nelle conversazioni. Molti si allontanano, e così chi lo usa ottiene l’effetto opposto a quello desiderato.

Interrompere sempre

Molti non se ne accorgono, ma interrompere è uno dei modi più sicuri per sembrare irrispettosi. Spesso dietro c’è ansia, impazienza o bisogno di controllo, non cattiveria. Però chi ascolta ricorda soprattutto che le sue parole non hanno peso.

Interrompere troppo spesso non è solo fastidioso, ma fa pensare che la persona non sappia ascoltare. Nel tempo, chi fa così viene escluso: nessuno vuole condividere con lui i propri pensieri.

I competitivi cronici

Racconti un bel viaggio e subito ti risponde di aver visto posti ancora più belli? Parli del tuo carico di lavoro e lui ti interrompe per dimostrare che il suo è più pesante? Dietro questo atteggiamento spesso c’è insicurezza: serve sempre a sentirsi migliori degli altri. Per chi ascolta è stancante e deludente.

Questa abitudine non avvicina, ma costruisce muri. La conversazione diventa una gara, che alla fine lascia tutti frustrati.

Il ruolo del saputello

La fiducia in sé è attraente, ma chi fa sempre il “so tutto io” appare arrogante e opprimente. Spesso non si rendono conto che con le loro lezioni non guadagnano rispetto, ma allontanano gli altri.

Chi non ascolta o interrompe racconti con le proprie esperienze sembra presto egoista agli occhi degli altri.

Gli esperti dicono che questo atteggiamento nasce spesso dalla difficoltà ad accettare che qualcun altro possa sembrare più competente. Così però succede proprio il contrario: gli altri non li considerano affidabili e si allontanano.

Quando qualcuno sa tutto – e non ha paura di mostrarlo

Spiegare troppo non è sempre cattiveria, ma spesso insicurezza: chi lo fa sente di dover giustificare ogni cosa con dettagli. (Magari è anche uno di quelli che ama competere “bonus”). Chi ascolta però trova questo atteggiamento stancante e paternalistico, anche dopo una sola volta.

Questo comportamento è svantaggioso non solo nelle relazioni, ma anche sul lavoro: i colleghi perdono la pazienza, il gruppo si sfalda e il messaggio si perde nei troppi dettagli.

La buona notizia? Queste abitudini non sono scolpite nella pietra: con consapevolezza e attenzione possiamo tutti migliorare l’impressione che lasciamo. E se riconosci qualcuno in queste descrizioni, è utile mettere dei limiti chiari: rispetto ed empatia valgono per tutti, te compresa!

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