"Ho paura del Natale perché la famiglia continua a chiedermi quando avrò un bambino" – questa frase suona familiare a molti. Durante le feste, purtroppo, spesso ci confrontiamo con pressioni e aspettative familiari.
Mamma
Mia madre adora il Natale, perché in quei giorni fa di tutto per far sembrare la festa tutta su di lei. Inizia sempre con un monologo su quanto lavora e su quanto siamo ingrati, poi minaccia il peggio e si chiude in bagno o in camera piangendo. Quest’anno però la batteremo: ho parlato con mio padre e prima di pranzo nasconderà le chiavi.
Minaccia arancione
Lo scambio dei regali e la cena di solito vanno lisci, ma appena qualche bicchiere di alcol scende, inizia il caos. Il motivo? Un classico intramontabile: la politica! Finisce sempre con urla e risentimenti, ma l’atmosfera è “molto intima”.
Terrorismo familiare
Ogni parente più anziano fa commenti su come cresco i miei figli. Secondo loro, mio figlio ha i capelli troppo lunghi, un voto di quattro è inaccettabile, mia figlia si veste da maschiaccio, perché corrono e giocano invece di stare fermi tutta la sera, e che assurdità è la sua intolleranza al glutine?!
La tradizione
Mio zio si ubriaca come un matto, come sempre. Prima urla con i bambini, poi con sua moglie, poi cerca di litigare finché mio padre, mio marito e mio cugino lo bloccano e lo mettono a letto nella stanza degli ospiti, dove russa fino al mattino. Il giorno dopo non ricorda nulla. Ogni anno. Sempre così.

L’anniversario
Mia zia ha scoperto proprio la vigilia di Natale, 12 anni fa, che suo marito la tradiva. Quando gliel’ha detto, lui ha fatto le valigie ed è andato dalla sua nuova compagna. Ora è sua moglie e hanno due figli, ma mia zia non si è mai ripresa e passa tutto il Natale a tormentare tutti con quella storia. Chiunque la ascolti, dopo un po’ è costretto a sentire ancora una volta il racconto del tradimento e del cuore spezzato, senza scampo.
I piccoletti adorabili
I figli di mia sorella sono insopportabili: un bambino di otto anni e due ragazze di 12 e 15. Non sanno nemmeno salutare o ringraziare. Durante la cena non fanno altro che guardare il telefono, tutti e tre. Se li rimprovero, la famiglia mi dice di lasciarli stare. Questi piccoli monelli parlano a tutti in modo così maleducato che mi viene da impazzire, persino con i nonni rispondono male. Se ne parlo con mia sorella, mi dice di non fare la saputella perché non ho figli. Questi monelli maleducati rendono ogni Natale un incubo. I miei cugini sono d’accordo con me, ma non hanno il coraggio di intervenire.
Il cassonetto emotivo
Sette anni fa mia madre ha iniziato una relazione con un uomo 12 anni più giovane – che sta con lei solo per i soldi, ma questo non importa – e da allora trascorrono tutti i Natali all’estero. Così passo le feste in tre con mio nonno con demenza e mio padre, che regge fino alle 22 ma poi piange sulle mie spalle chiedendomi come potrebbe riavere mia madre. Quest’anno torno a casa preparandomi con un calmante.
Sulle punte dei piedi
Ci sono così tanti tabù in famiglia che ormai non riusciamo a parlare di nulla se non del tempo o delle ricette. Non possiamo dire che sto divorziando, che mia nipote ha lasciato l’università, che mio fratello è stato licenziato, che mio padre deve operarsi all’anca, che mia nonna dovrebbe andare in una casa di riposo, che mia madre beve o che mio cognato ha una relazione. Tutti sanno tutto, ma facciamo finta e ceniamo con sorrisi forzati, mentre ogni tanto qualcuno commenta il clima mite e tutti annuiscono entusiasti.

La missionaria
La moglie di mio zio è profondamente religiosa – l’unica in famiglia – e ogni volta “predica”. Tutti scappano da lei perché vuole sempre convincere gli altri, poverina, è davvero stancante…
Molestie festive
Ogni Natale arriva puntuale il nodo allo stomaco. Colpa di mia madre, mio padre, due zie e mia nonna. Appena ci sediamo per la cena, parte il solito disco con hit immortali come “Quando ti trovi finalmente qualcuno?!”, “Alla tua età io avevo già due figli!”, “Non sei più una ragazzina!” o “Il tempo sta per scadere!” E io devo sopportare tutto questo con un sorriso, da dieci anni ormai. (Ho 33 anni) Non mangio quasi più perché lo stomaco mi si chiude e l’anno scorso mi hanno tormentata fino a farmi vomitare. Non vedo l’ora di affrontare il terrorismo natalizio di quest’anno!











