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Anche i nostri sogni sono influenzati: non crederai a quanti annunci vediamo in una giornata media

Szabó Erzsébet3 min di lettura
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Anche i nostri sogni sono influenzati: non crederai a quanti annunci vediamo in una giornata media — Tempo libero
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Una recente ricerca americana mostra che più della metà dei giovani tra i 18 e i 35 anni (54%) ha incontrato pubblicità o contenuti simili nei propri sogni. E non è tutto: alcune aziende provano consapevolmente a penetrare nei nostri sogni – e sembra che ci riescano.

Quanti annunci "vediamo" ogni giorno?

Può sembrare incredibile, ma un adulto medio si imbatte in circa 4.000 annunci al giorno. Che siano cartelloni, social media o pubblicità durante la nostra serie preferita, gli annunci sono ovunque. E ora che ci raggiungono anche mentre dormiamo, il nostro ultimo rifugio senza pubblicità è a rischio.

Un sondaggio recente rivela che il 38% degli intervistati ha sognato regolarmente, nell’ultimo anno, pubblicità o marchi familiari. Ma gli annunci nei sogni non sono solo una presenza: possono influenzare concretamente le nostre abitudini di acquisto – purtroppo non solo nei sogni.

Dal sogno alla realtà: acquisti dopo il sonno

Può sembrare incredibile, ma è vero: un terzo degli intervistati ha ammesso di essere stato spinto a comprare un prodotto o servizio visto in sogno. Pensaci: una pubblicità onirica può essere efficace quanto un annuncio su YouTube o un post su Instagram! Questo dato sorprendente mostra quanto il nostro subconscio sia ricettivo ai messaggi commerciali, soprattutto se li riceviamo durante il sonno. Tuttavia, la presenza di pubblicità nei sogni solleva serie questioni etiche.

Effetto delle pubblicità TV

La presenza di pubblicità nei sogni solleva però serie questioni etiche

È giusto che le aziende puntino anche sul nostro sonno, e in modo consapevole? Secondo l’American Marketing Association, già nel 2021 il 77% delle aziende sperimentava "pubblicità oniriche", e questa tendenza sembra crescere.

Chi si oppone a queste pratiche sostiene che violano l’autonomia mentale e i confini della consapevolezza. Per alcuni, è la fine dell’ultimo "santuario" che proteggeva dal peso commerciale della vita quotidiana. Eppure, il 41% dei consumatori sarebbe disposto ad accettare la pubblicità nei sogni in cambio di sconti su prodotti o servizi. Questo rende la questione ancora più complessa…

C’è una via di fuga dalla pubblicità nei sogni?

Anche se molti trovano inquietante l’idea che i loro sogni siano diventati bersagli commerciali, solo il 32% degli intervistati ha detto che pagherebbe per un “blocco pubblicità onirico”. Questo suggerisce che la presenza degli annunci è ormai così normale che molti non sentono il bisogno di difendersi.

Gli esperti avvertono però: se non regoliamo subito questo nuovo campo, potremmo perdere il nostro ultimo spazio senza pubblicità, con conseguenze imprevedibili. Manipolare i sogni non riguarda solo il benessere psicologico, ma solleva anche questioni fondamentali su privacy e diritti dei consumatori.

L’emergere delle pubblicità oniriche è un altro segnale che i confini dell’industria pubblicitaria si stanno espandendo. Man mano che penetrano più a fondo nella nostra mente – svegli o addormentati che siamo – è importante agire da consumatori consapevoli contro queste pratiche. Forse è il momento di riflettere su cosa lasciamo entrare nella nostra mente, sia da svegli che nei sogni!

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