C'è un momento preciso, a settembre, in cui il balcone si arrende: i gerani si allungano, le petunie fanno fiori piccoli e stanchi, il basilico va in fiore e sa di niente. La tentazione è svuotare tutto e aspettare la primavera. È esattamente l'errore che ci fa perdere due mesi buoni di colore, perché l'autunno in vaso non è la fine della stagione: è una stagione a sé, con le sue piante, i suoi tempi e un vantaggio enorme rispetto all'estate, cioè che quasi nulla muore di sete mentre siamo al lavoro.
Le piante che reggono davvero da settembre a novembre
Gli astri sono la scelta più generosa: producono nuvole di fiorellini a margherita, resistono bene al fresco e non chiedono attenzioni particolari. I crisantemi, che in Italia portiamo addosso l'etichetta dei cimiteri, in vaso funzionano benissimo se scegliamo le varietà a cuscino, quelle che formano una cupola compatta di fiori. L'erica regala mesi di colore con foglioline minuscole e sopporta il vento meglio di quasi tutto. Poi ci sono i ciclamini, che si svegliano proprio quando cala la temperatura, le viole del pensiero e le violette cornute, che fioriscono a intermittenza per tutto l'inverno mite, e il sedum, con le sue teste piatte che passano dal rosa al ruggine e restano decorative anche secche.
Il consiglio pratico è non mescolare tutto in un unico vaso enorme, ma lavorare a gruppi: tre vasi della stessa altezza con la stessa pianta fanno più effetto di dodici vasetti diversi allineati. Se vuoi un tocco meno prevedibile, aggiungi una graminacea in vaso: le spighe leggere si muovono con il vento e rendono meno rigido anche un balcone piccolo.
Il rinvaso di settembre, fatto come si deve
Le piante che compriamo già fiorite arrivano in vasetti di plastica sottilissimi, pieni di radici e di torba che si asciuga in un pomeriggio. Travasarle subito è la differenza tra un mese di fiori e due. Scegli un contenitore appena più largo, non gigantesco, e assicurati che il foro di scarico sia libero: in autunno il vero nemico non è la siccità ma l'acqua ferma sul fondo. Uno strato di argilla espansa, terriccio universale di buona qualità e, se il balcone è molto esposto, una manciata di sabbia o perlite per alleggerire.
Quando estrai la pianta, allarga con le dita il pane di radici alla base: se resta compatto come un mattone, l'acqua scivolerà intorno senza bagnarlo mai. Dopo il travaso una bagnatura abbondante, poi si passa al ritmo autunnale, cioè si controlla con il dito e si annaffia solo quando i primi due centimetri sono asciutti. Con giornate corte e umide può voler dire ogni tre o quattro giorni, non tutti i giorni come a luglio.
I gesti settimanali che allungano la fioritura
Il gesto più sottovalutato è togliere i fiori appassiti. Ogni fiore che secca sulla pianta manda un segnale chiaro: il lavoro è finito, si può smettere. Rimuoverli alla base dello stelo, una volta a settimana, tiene aperto il rubinetto e fa anche un'enorme differenza estetica, perché è il marrone secco a far sembrare trascurato un balcone, non la mancanza di fiori.
Concima poco e con una formula povera di azoto, del tipo che si usa per le piante fiorite: l'azoto spinge le foglie, e a settembre non ci servono foglie tenere che il primo freddo brucerà. Dopo le piogge forti scuoti delicatamente i vasi per far cadere l'acqua accumulata tra i petali dei crisantemi, che altrimenti marciscono dall'interno. E sposta i vasi più delicati verso il muro: la parete di casa rilascia calore la notte ed è il microclima migliore che hai a disposizione senza spendere un euro.
Gli astri in vaso tornano anche l'anno prossimo?
Molti astri sono perenni, quindi sì, possono ripartire: dopo la fioritura si accorciano gli steli, si tiene il vaso in un angolo riparato e si annaffia pochissimo durante l'inverno, giusto perché la terra non diventi polvere. In primavera, quando spuntano i primi getti alla base, si rinnova lo strato superficiale di terriccio e si riprende. I crisantemi da vivaio venduti già fioriti sono più capricciosi: alcuni superano l'inverno in zone miti, altri no, e vale la pena considerarli un investimento stagionale senza sentirsi in colpa.
Meglio comprare piante già fiorite o partire prima?
A settembre ha senso comprarle già fiorite, perché ormai non c'è tempo perché una piantina piccola sviluppi boccioli prima del freddo. Scegli esemplari con molti boccioli ancora chiusi e poche corolle aperte: dureranno molto più a lungo di quelli spettacolari che in negozio sono già al massimo. Se invece pensi già all'anno prossimo, l'autunno è il momento giusto per interrare bulbi da primavera negli stessi vasi, sotto le piante autunnali: quando queste finiranno, i primi germogli saranno già in viaggio.










