Una cucina disordinata raramente è una cucina troppo piccola. Molto più spesso è una cucina in cui le cose sono state messe via nell'ordine in cui sono arrivate: la padella nuova nel primo spazio libero, i bicchieri regalati davanti a quelli che usi, lo scolapasta in fondo al pensile perché "intanto serve solo la domenica". Il risultato è che ogni volta che cucini fai venti passi in più e tre aperture di anta inutili, e alla fine rinunci a cucinare. Riorganizzare significa smettere di ragionare per categorie e cominciare a ragionare per gesti.
Primo passo: guarda come ti muovi, non cosa possiedi
Per una settimana fai attenzione a tre momenti: la colazione, la preparazione del pasto principale, il riordino dopo. Vedrai emergere quattro zone naturali. La zona acqua, intorno al lavello, dove servono scolapasta, taglieri, detersivi e sacchetti. La zona preparazione, cioè il piano libero, dove servono coltelli, ciotole, bilancia. La zona cottura, intorno ai fuochi, dove servono pentole, mestoli, sale, olio. La zona provviste, cioè dispensa e frigorifero, dove si va prima di cominciare. Ogni oggetto dovrebbe stare nella zona in cui viene usato, anche se questo significa separare oggetti simili: il coperchio della pentola sta vicino ai fuochi, non insieme ai coperchi dei contenitori per il frigo. È controintuitivo per chi ama le categorie, ma dimezza i movimenti.
L'altezza giusta e la regola delle due mani
Tutto ciò che usi ogni giorno deve stare tra l'altezza dei fianchi e quella delle spalle, raggiungibile con una mano sola, senza spostare nulla davanti. Il ripiano alto del pensile è il posto delle cose stagionali: stampi da dolce, vassoi delle feste, la macchina per la pasta che esce due volte l'anno. Il ripiano basso e profondo, quello dove bisogna inginocchiarsi, è il posto delle cose pesanti e poco frequenti. Se per prendere la padella devi spostare altre due padelle, hai trovato il punto da cambiare. Vale anche per i piccoli elettrodomestici: sul piano di lavoro restano solo quelli che accendi almeno una volta alla settimana; gli altri, per quanto belli, rubano spazio alla zona preparazione, che è la risorsa più preziosa di tutta la cucina.






