Il forno è l'elettrodomestico che usiamo di più da ottobre in poi e quello che guardiamo meno volentieri. Finché la porta resta chiusa, il problema non esiste; poi arriva la sera in cui accendi per una teglia di verdure e la cucina si riempie di quell'odore di bruciato che non viene dal cibo, ma da tutto quello che è rimasto sul fondo nelle settimane precedenti. La buona notizia è che non serve un pomeriggio intero: serve dividere il lavoro in tre momenti e lasciare che siano il calore e l'attesa a fare la parte faticosa.
Primo tempo: svuotare e mettere in ammollo
Si comincia togliendo tutto: griglie, leccarda, eventuali guide laterali se si sfilano senza forzare. Vanno in ammollo nel lavello o, se non ci stanno, nella vasca da bagno sopra un vecchio asciugamano, con acqua molto calda e un po' di detersivo per piatti. Mezz'ora di ammollo fa più di dieci minuti di spugna arrabbiata: il grasso cotto si ammorbidisce e viene via con una spazzola dura invece che con la paglietta, che sulle griglie smaltate lascia righe.
Nel frattempo, dentro il forno freddo, raccogli con un cucchiaio o una spatola di plastica le briciole e i pezzi carbonizzati sul fondo. È un gesto che sembra banale ma cambia tutto: se cominci a strofinare con quelle croste ancora in giro, le spalmi sulle pareti invece di toglierle.






