Secondo tempo: la pasta che lavora da sola
Il mio sistema preferito resta il più semplice. In una ciotola prepara una pasta densa con bicarbonato e poca acqua, fino a ottenere una consistenza simile al dentifricio. Stendila con le mani protette dai guanti su fondo, pareti e parte interna della porta, evitando con cura la resistenza superiore, la ventola e la zona delle guarnizioni di gomma. Sulle incrostazioni più spesse metti uno strato generoso, quasi un impacco.
Poi lascia stare. Un'ora è il minimo, una notte è l'ideale se puoi fare a meno del forno fino al mattino. Quando torni, passa un panno in microfibra bagnato con acqua calda e strizzato: la pasta si porta via con sé buona parte del grasso. Per gli angoli ostinati aiutati con una spatola di legno o con il bordo di una carta di credito vecchia. Se resta un velo bianco di bicarbonato, insisti risciacquando spesso il panno, altrimenti alla prima accensione sentirai odore di polvere bruciata.
Terzo tempo: il vetro, che è un capitolo a parte
Il vetro è la parte che tradisce di più, perché gli aloni si vedono anche quando il resto è impeccabile. La pasta di bicarbonato funziona anche qui, lasciata agire venti minuti e rimossa con un panno umido, poi rifinita con acqua e qualche goccia di aceto per togliere l'alone.
Se lo sporco sembra intrappolato dentro, non stai sbagliando metodo: molti forni hanno un doppio o triplo vetro e le gocce di unto finiscono nell'intercapedine. Alcuni modelli permettono di smontare la porta e sfilare i vetri interni, ma non tutti, e non è il caso di improvvisare: controlla il libretto di istruzioni e, se la procedura non è descritta, lascia perdere o chiedi a un tecnico. Un vetro incastrato a metà è un guaio più grande di un alone.






