Succede quasi sempre allo stesso modo: tiri fuori gli asciugamani, li annusi e c'è quell'odore vagamente stantio che resisterà anche dopo l'asciugatura. Il primo riflesso è aumentare il detersivo o comprarne uno più profumato, ed è esattamente la mossa che peggiora le cose. L'odore del bucato viene dalla macchina, non dai panni: da residui di detersivo, calcare e umidità fermi nei punti dove nessuno guarda. La buona notizia è che la pulizia completa richiede meno di mezz'ora, se la fai nell'ordine giusto.
Prima la guarnizione: è lì che si nasconde tutto
Il soffietto di gomma attorno all'oblò è una trappola perfetta: raccoglie acqua, fili, capelli, residui di ammorbidente, e resta umido per ore dopo il lavaggio. Aprilo delicatamente con le dita e guarda sotto la piega: nella maggior parte delle case c'è una fascia scura che nessuno ha mai tolto.
Si pulisce con un panno in microfibra inumidito e un po' di sapone, passando tutto il giro, anche nella parte bassa dove si deposita il grosso. Per gli angoli usa un vecchio spazzolino. Se trovi macchie nere puntiformi, non insistere con prodotti aggressivi sperando di farle sparire del tutto: la gomma, una volta segnata in profondità, resta segnata. L'obiettivo è togliere lo sporco mobile ed evitare che se ne formi altro. Alla fine, asciuga: è il passaggio che fa davvero la differenza.
Il cassetto del detersivo va sfilato, non solo sciacquato
Quasi tutti i cassetti si estraggono completamente premendo una linguetta nello scomparto dell'ammorbidente. Sfilalo e mettilo in ammollo in acqua calda mentre ti occupi del resto; la patina gelatinosa che si stacca è una miscela di detersivo non sciolto e residui, ed è uno dei motivi per cui l'ammorbidente arriva nel cestello solo in parte.
La parte che si dimentica sempre è l'alloggiamento vuoto, dentro la macchina. Con una torcia vedrai spesso incrostazioni sul soffitto della cavità, da dove entra l'acqua. Passa uno spazzolino, risciacqua con un bicchiere d'acqua tiepida, rimetti il cassetto solo quando è asciutto. Se usi ammorbidente a ogni lavaggio, questo giro andrebbe fatto almeno una volta al mese.
Il filtro della pompa: l'operazione che nessuno fa
È lo sportellino in basso, davanti, spesso mascherato da uno zoccolo. Prima di aprirlo appoggia a terra uno straccio spesso e una vaschetta bassa, perché uscirà acqua — anche se la macchina sembra vuota. Molti modelli hanno un tubicino di scarico: usalo, svuota, poi svita il tappo del filtro.
Dentro trovi quello che il bucato ha perso: monete, bottoni, fermagli, ciuffi di filamenti. Sciacqua tutto sotto il rubinetto, controlla anche la cavità dove il filtro è alloggiato e richiudi bene avvitando a fondo, altrimenti rischi perdite. Due volte l'anno è un ritmo ragionevole per una famiglia normale; se lavi spesso tappeti, piumini o indumenti da lavoro, meglio più spesso.
Ogni quanto va pulita la lavatrice?
Un buon ritmo per una famiglia che fa due o tre lavaggi a settimana è questo: guarnizione asciugata dopo ogni uso (bastano dieci secondi con un panno), cassetto sfilato e lavato una volta al mese, filtro della pompa due volte l'anno, lavaggio a vuoto ad alta temperatura con cestello libero ogni uno o due mesi. Se lavi quasi sempre a trenta gradi con programmi brevi, anticipa il ciclo a vuoto: le basse temperature puliscono i panni ma non disinfettano la macchina, ed è il motivo numero uno dell'odore di chiuso.
Posso usare l'aceto in lavatrice?
L'aceto scioglie il calcare ed è molto usato, ma è acido e a contatto prolungato può irrigidire le parti in gomma, quindi non è il prodotto migliore da versare a ogni lavaggio nel cestello. Se vuoi un'alternativa domestica per il ciclo a vuoto, l'acido citrico sciolto in acqua calda è generalmente più delicato sulle guarnizioni, e in ogni caso conviene dare un'occhiata al libretto della tua macchina: alcuni produttori indicano esplicitamente cosa evitare, e vale più di qualsiasi consiglio generico.










