Quando il sogno diventa un modo per rimandare
C'è un confine da tenere d'occhio. Immaginare è utile finché resta un gioco che produce indicazioni; diventa un problema quando sostituisce le decisioni, quando la frase quando vincerò si trasforma nella ragione per cui non si cambia nulla oggi. Allo stesso modo, se il gioco smette di essere occasionale e comincia a pesare sul bilancio familiare, sull'umore o sui rapporti, non è più materia da articoli di lifestyle: parlarne con il medico di famiglia o con un servizio specializzato è la cosa più sensata e più concreta da fare.
E se la mia lista contiene solo oggetti?
Non significa che sei materialista. Prova a chiederti cosa farebbe per te quell'oggetto: una macchina nuova può voler dire sicurezza, una casa più grande può voler dire non sentirsi addosso il fiato di nessuno, un guardaroba rifatto può voler dire essere presa sul serio. Quasi sempre sotto l'oggetto c'è un bisogno traducibile in comportamenti, e i comportamenti costano molto meno.
Ha senso fare questo esercizio in coppia?
Sì, a patto di scrivere ognuno la propria lista prima di leggerle insieme, altrimenti il più veloce condiziona l'altro. Il confronto è interessante soprattutto quando le colonne piene sono diverse: se uno sogna tempo e l'altro sogna luoghi, non è un conflitto, è un'informazione su cosa manca a ciascuno. Fatelo con leggerezza, come un gioco di fine serata, e fermatevi prima che diventi un elenco di rimproveri.











