Iniziamo con un po’ di Slovenia – Bled e Bohinj

La prima tappa è stata in Slovenia, visitando Bled e Bohinj. Bohinj è semplicemente incantevole: l’acqua fresca e azzurra, il silenzio delle montagne e la riva di ciottoli creano un’atmosfera che rallenta il ritmo all’istante. Molti si sono tuffati, noi abbiamo preferito immergere i piedi nell’acqua, guardare le barche ondeggiare e assaporare il momento: finalmente la vacanza era iniziata.
Bled è altrettanto affascinante, anche se il trenino intorno al lago non ci ha conquistati del tutto – ne avevamo provati di migliori. Dall’altra parte del lago, però, c’è una spiaggia panoramica perfetta per chi non arriva dal castello, quindi il trenino può essere utile anche per questo.
Oltreconfine: il fascino dei laghi di Fusine

Il giorno dopo abbiamo superato il confine e siamo arrivati ai laghi di Fusine, che appartengono alle Alpi Giulie, non ancora alle Dolomiti, ma ci hanno stupito oltre ogni aspettativa. Il sentiero del lago superiore è perfetto per gli scarponi da trekking: breve ma tecnico. Il momento più bello? Quando le mucche sono scese dai monti e si sono rinfrescate nell’acqua fino al ginocchio – uno spettacolo indimenticabile per grandi e piccini.
Da lì siamo andati a Chienes, il nostro rifugio per i giorni successivi. Questo piccolo paese si è rivelato la base ideale per esplorare i dintorni con escursioni a stella. All’inizio l’atmosfera era mediterranea: strade italiane, colori caldi e tanta luce, ma entrando nel cuore delle Dolomiti è subentrato il classico spirito alpino. Questo perché l’Alto Adige non è una zona tipicamente italiana: fino al 1919 faceva parte dell’Austria, e ancora oggi si vedono tracce di questa storia nell’architettura, nella cultura e nei cartelli bilingue. Qui non è raro trovare sul menù i canederli prima della pasta.
La nostra prima grande avventura tra le cascate

La prima vera escursione nelle Dolomiti è stata alle Cascate di Riva. Il percorso didattico sale in tre tappe verso cascate sempre più spettacolari: breve ma ricco di emozioni. Il sentiero è circondato da pini muschiosi, mirtilli lungo il cammino regalano piccoli piaceri, e la nebbia che si alza dalle cascate avvolge il bosco in un velo magico. Alla cascata superiore è consigliato un impermeabile: la natura ti spruzza in faccia, ma è un’esperienza da vivere anche con i bambini.
La vera sfida per noi: Adolf Munkel Weg

Il giorno seguente abbiamo affrontato la camminata più lunga: l’Adolf Munkel Weg, famosa e molto frequentata (già alle 9 eravamo al parcheggio e c’era già gente in attesa). Partendo dal rifugio Zannes, abbiamo percorso un anello di circa 9–10 km sotto le rocce del gruppo Geisler. È un’escursione che mette alla prova i bambini, ma chi la sceglie porta a casa un pezzo di natura selvaggia. Il sentiero è tortuoso, roccioso e a tratti ripido, sia in salita che in discesa. La mappa indica 4 ore, ma noi abbiamo impiegato 6-7 ore con pause e soste per godere del panorama. È stata la giornata più faticosa, ma ogni passo è stato ripagato da viste che porteremo sempre nel cuore.
Piz Boé e la cascata Schiavaneis

Abbiamo chiuso la giornata con emozioni contrastanti. Abbiamo guidato a lungo intorno al Passo Pordoi, ammirando l’imponente Piz Boé e i ghiacciai circostanti. Paesaggi così sembrano quasi irreali.
La nostra meta principale è stata una passeggiata semplice e piacevole: la cascata Schiavaneis. Abbiamo parcheggiato tra Passo Sella e Canazei e raggiunto la cascata con un sentiero di 15-20 minuti. Speravamo di vedere le marmotte e abbiamo trovato le loro tane, ma purtroppo non si sono mostrate. Nonostante questo, la cascata è stata magica e ci siamo detti che forse non avevamo mai fatto un picnic in un posto così bello.
Una cartolina che prende vita: il Lago di Braies

Il nostro ultimo giorno è stato dedicato al Lago di Braies, una meta molto turistica ma con buone ragioni. L’acqua verde-blu del lago sembra illuminarsi sotto il sole, circondata da rocce spoglie, pareti di pietra che scendono dalle valli e barche che partono dalla riva… ogni dettaglio invita a fermarsi.
Siamo stati in alta stagione e abbiamo prenotato il parcheggio P3, a 300-400 metri dall’ingresso. Una parte del lago è accessibile con il passeggino (se si va verso destra), ma il giro completo ha molte scale, quindi è meglio farlo con bambini più grandi e senza carrozzina. Anche qui abbiamo incontrato mucche che passeggiavano lungo la riva, ma non aspettatevi un’atmosfera solitaria: il posto è sempre molto frequentato.
Questa vacanza ha richiesto più organizzazione di tutte le altre, perché c’erano tanti dettagli da tenere a mente. Ma le Dolomiti hanno mosso non solo le gambe, ma anche il cuore. Ci hanno insegnato che il relax non è solo mare: a volte è proprio tra montagne selvagge che si ritrova la vera pace.











