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«Gli uomini non sono fatti per la monogamia» - 6 commenti misogini che anche i miei “amici” ripetono

Elisabetta Rossi5 min di lettura
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«Gli uomini non sono fatti per la monogamia» - 6 commenti misogini che anche i miei “amici” ripetono — Tempo libero
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Ho sempre avuto molti amici maschi e per me era naturale conquistarmi un posto dove venire trattata da pari. Ora che lo scrivo, mi rendo conto di quanto sia triste doverlo ancora conquistare!

Già da adolescente era chiaro che non volevo essere la “ragazza della squadra”, quella con regole diverse. E per lo più ci riuscivo: giocavamo, discutevamo, uscivamo insieme e avevamo opinioni forti su tutto.

Ora siamo adulti, ma nelle nostre chiacchierate quotidiane sento ancora frasi che mostrano come i miei amici giudichino le donne con occhi diversi. Non è contro di me (o forse non me ne accorgo?), ma in generale contro le donne, spesso le loro partner. Anche se dette con tono scherzoso, dietro queste parole vedo chiaramente vecchi schemi. Da quando ho letto Donne che soffrono, vedo queste piccole scivolate con occhi diversi: non sempre cattive, ma decisamente misogine.

Mi fa riflettere anche capire il punto di vista maschile: sento spesso quante aspettative pesano su di loro – essere sempre forti, guadagnare di più, non mostrare debolezze, non essere troppo emotivi, restare orgogliosi. Sono fardelli reali anche per loro. Per questo credo che l’uguaglianza non riguardi solo noi donne, ma anche loro: sarebbe più facile vivere in un mondo dove il genere non definisce cosa “si deve” o “si può” fare.

«Perché odiare così tanto gli uomini?»

Spesso sento che con questa frase i miei amici cercano di evitare il discorso. Come se lottare per i diritti delle donne fosse una vendetta. In realtà si tratta di libertà per tutti. Anche gli uomini soffrono per i ruoli imposti: devono essere forti, chiedere aiuto è un tabù, e il loro valore sembra misurato dall’auto che guidano. Una volta un amico si è zittito quando ho detto che le aspettative patriarcali opprimono anche loro…

«Ormai il femminismo non serve più»

Questa frase suona come un “brave ragazze, ora è tutto a posto!”. Ma la realtà quotidiana è diversa: disparità salariali, lavoro domestico invisibile, battute sessiste che spuntano nei media, e la scarsa presenza femminile in politica e nella vita pubblica.

Per esempio, ho sentito di donne sul lavoro a cui si chiede automaticamente di organizzare feste di compleanno o decorare l’ufficio a Natale, solo perché “sono donne”. Piccole cose, ma che mostrano che non è ancora tutto risolto.

«Credi, anche gli uomini hanno problemi»

È vero, ma non contraddice quello di cui parliamo. Nessuno nega che gli uomini abbiano difficoltà. È curioso come non si discuta se per loro sia difficile. Il problema è che quando si parla delle donne, subito si sposta l’attenzione: “Vuoi dire che per gli uomini è tutto facile?” È un modo per sminuire. Invece di ascoltarci, si trasforma tutto in una gara a chi soffre di più.

«Gli uomini non sono fatti per la monogamia»

Questa frase l’ho sentita tante volte, spesso detta con ironia, come se fosse una verità biologica da accettare. Gli uomini amano far credere che per loro sia naturale “sguardare altrove”, perché “è nella loro natura”. Ma se una donna vive una vita simile – anche solo avendo avuto più relazioni o uscendo con più persone – viene subito giudicata come facile, inaffidabile o “non adatta a essere madre”.

Qui la doppia morale è chiara: quello che per un sesso è considerato audace e tollerato, per l’altro è una colpa. Ma fedeltà e desiderio di libertà non dipendono dal genere, ma dal tipo di relazione, dai bisogni e dai valori personali.

«Gli uomini sono semplicemente più adatti a guidare»

Questo è forse l’argomento più difficile da contestare per chi la pensa così, visto che in molti posti ci sono più uomini in posizioni di leadership. Ma non è vero che siano più adatti: molti studi dimostrano il contrario. E la doppia morale si vede anche qui: un uomo in quel ruolo è deciso e rispettato, una donna è vista come fredda e carriera, che ha rinunciato alla famiglia per egoismo. Un uomo è un leader “duro”, una donna una “strega” insopportabile. Ma le qualità di un buon leader non dipendono dal genere. È ingiusto e una perdita per tutti vedere tante donne talentuose bloccate ai livelli inferiori.

«Dovrebbe essere grata di averlo, chi altro glielo perdonerebbe?»

Ho sentito questa frase recentemente riguardo a un’amica. È mamma, ma non ha rinunciato alla sua libertà: va ai festival, fa escursioni e si concede anche uscite nel weekend. Non perché sia una cattiva madre, ma perché sa di aver bisogno di questi momenti per ricaricarsi. Suo marito, più casalingo, la sostiene completamente.

Durante una conversazione, un amico ha scherzato: “Dovrebbe essere grata di aver trovato un tipo così, perché nessun altro glielo perdonerebbe.” Anche se detto con leggerezza, dietro c’è l’aspettativa che una donna debba sempre adattarsi, stare a casa e non “volare troppo in alto” – mentre è normale che gli uomini mantengano la loro identità anche dopo aver formato una famiglia.

Quando sento queste frasi dai miei amici, provo tristezza e speranza insieme. Tristezza perché vedo quanto lentamente svaniscono i vecchi pregiudizi. Speranza perché ogni discussione, ogni frase analizzata è un’opportunità per farli vedere il mondo con occhi diversi e far capire il nostro punto di vista.

Non dobbiamo accontentarci di un “abbastanza buono”! Dobbiamo molto a chi ci ha preceduto e ha conquistato diritti fondamentali come voto, eredità, contratti, divorzio, accesso all’università e alla contraccezione... Nessuno di questi era scontato negli ultimi 100 anni!

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