La cura di sé non è accendere una candela, ma imparare finalmente a dire no!
Per molto tempo ho creduto che la "cura di sé" significasse comprare una candela profumata, sedermi nella vasca e isolarmi dal mondo per almeno venti minuti. Questi momenti aiutano davvero a rallentare, ma col tempo ho capito che prendersi cura di sé non è sempre così bello e sereno. A volte si nasconde nelle decisioni più difficili. Nel dire no a qualcosa – o a qualcuno – anche quando sai che non sarà facile.
Anch’io dicevo sempre di sì a tutto. Perché non volevo ferire nessuno. Perché “così si fa”. Perché era più semplice sopportare la stanchezza, lo stress e la tensione interiore che ammettere che non ce la facevo più. Ho accettato nuovi progetti mentre non riuscivo nemmeno a finire quelli vecchi. Ho incontrato persone solo perché “non ci sentivamo da tanto”, anche se dentro sapevo che avevo bisogno di silenzio, non di compagnia. E dopo ogni volta, rimaneva un po’ meno di me. Poi un giorno, all’improvviso, è scoppiato il palloncino. Ricordo che è successo per una piccola cosa, qualcosa che di solito non mi avrebbe turbato così tanto.

Ma è stato allora che ho sentito per la prima volta quel senso di oppressione, di non poter più adattare la mia vita al ritmo degli altri. E quello è stato il momento in cui ho iniziato a imparare a dire no. Non per rabbia o egoismo, ma per amore verso me stessa.
Dopo il primo “no” è arrivato il senso di colpa. Sai quella sensazione fastidiosa quando qualcuno ti guarda deluso e tu ti chiedi se sei diventata una persona cattiva solo perché hai difeso i tuoi limiti? Poi queste situazioni sono aumentate e piano piano ho capito che il “no” non chiude nulla. Anzi, apre spazio, tempo, energia e respiro per ciò che conta davvero.
Ho capito che la cura di sé non è sempre bella. Non è sempre un bagno rosa con schiuma, a volte sono giorni grigi in cui devi difenderti più e più volte. A volte significa rinunciare a un incontro perché sei sopraffatta. Altre volte rifiutare una collaborazione perché non ti senti a tuo agio. E a volte è semplicemente non rispondere subito a ogni messaggio perché hai bisogno di riposare. Ora vedo questi momenti con occhi diversi.
Dietro ogni “no” c’è un silenzioso “sì” alla mia pace, al mio sonno, alla mia creatività, alla mia salute.
Sì, a prendermi più cura di me, non solo quando è troppo tardi. Perché se mettiamo sempre gli altri davanti a noi, prima o poi proveremo a dare a mani vuote. E da lì non nasce mai nulla di buono.
Accendere una candela può essere un simbolo, un piccolo rituale per fermarsi. Ma il vero amore verso se stessi inizia quando non ti limiti a coccolare la superficie, ma hai il coraggio di affrontare ciò che è scomodo, difficile o spiacevole. Perché a volte il momento più bello di cura di sé non è un bagno profumato, ma un no deciso e amorevole. E se riesci a dirlo, hai già acceso quella candela dentro di te, proprio dove ne avevi più bisogno. Forse è questo il vero senso della cura di sé: imparare di nuovo dove iniziamo noi e dove finisce il mondo esterno. Riconoscere quando qualcosa non ci serve più e lasciarlo andare senza scuse. Perché la cura di sé non significa che tutto intorno a noi sia perfetto, ma che finalmente stiamo bene con noi stessi.











