Sono comode, si infilano in un attimo e d'estate sembrano la scelta più naturale del mondo per una corsa al supermercato o per andare a prendere i bambini. Ma quello che il tuo piede sopporta senza problemi sulla sabbia morbida, sull'asfalto duro il corpo lo gestisce in modo completamente diverso.
E questo, a lungo andare, si vede nel modo in cui cammini, si sente nelle caviglie e persino sotto la pianta del piede.
Perché l'asfalto non è come la sabbia
La sabbia e l'erba sono superfici che cedono: a ogni passo si abbassano leggermente, così i muscoli del piede e la caviglia lavorano con piccoli movimenti di correzione. In realtà, questo rinforza il piede.
L'asfalto, invece, è completamente rigido. Non restituisce nessuna elasticità e ogni urto risale dritto verso caviglia, ginocchio e anca. Se a tutto questo aggiungi una infradito piatta e senza alcun sostegno, il tuo piede non ha letteralmente niente che lo aiuti ad appoggiarsi a terra in modo stabile e diritto.
Cosa succede davvero al piede
Alla maggior parte delle infradito di gomma e ai classici modelli a stringa sottile manca completamente il sostegno dell'arco plantare, il fissaggio del tallone e la stabilità laterale. Per far sì che la ciabatta resti al piede, tendi istintivamente a curvare un po' le dita, caricando più del normale l'arco interno della pianta.
Questo schema di movimento, col tempo, può portare alla iperpronazione: caviglia e piede che si inclinano verso l'interno a ogni passo, invece di srotolarsi in modo naturale dal tallone verso le dita.
Se vuoi approfondire, dai un'occhiata anche alla filosofia delle infradito e del relax estivo.
Anche la fascia plantare ne risente
Il tessuto fibroso spesso che corre sotto la pianta del piede, la fascia plantare, ha il compito di sostenere la volta e di assorbire il carico in modo elastico. Se giorno dopo giorno consumi l'asfalto con infradito prive di sostegno, questo tessuto resta costantemente sotto tensione.
Il risultato può essere un fastidio pungente e caratteristico verso il tallone, soprattutto la mattina, ai primi passi. Si chiama fascite plantare: non è una condizione pericolosa in sé, ma è fastidiosa, ostinata e può trascinarsi a lungo se non cambi abitudini.
La caviglia non fa male all'improvviso a fine estate perché hai fatto un solo passo sbagliato, ma perché per settimane hai ripetuto lo stesso piccolo errore a ogni passo.
Quali infradito sono le più rischiose
Non tutte le ciabatte sono ugualmente "colpevoli". Il carico maggiore arriva dalle infradito di gomma completamente piatte, senza alcun sostegno dell'arco, e dai modelli a stringa sottile che si infilano tra le dita, soprattutto se abbinati a una giornata intera di passeggiate in città, shopping o lunghe attese in piedi.
In questi casi il piede è praticamente lasciato a se stesso, mentre la durezza dell'asfalto rimanda indietro tutto ciò che la pianta non riesce ad assorbire.
Quando conviene mettere una scarpa
Se esci solo per qualche minuto in giardino o cammini dalla spiaggia al chiosco, l'infradito va benissimo. Il problema comincia quando diventa la tua unica calzatura per un intero weekend, una giornata di turismo o uno shopping prolungato.
In quei casi è meglio passare almeno a un sandalo con suola sottile ma con un minimo di sostegno, oppure a una scarpa sportiva leggera, in cui il piede non è costretto ad "aggrapparsi" di continuo. Perfetto anche per un weekend estivo dedicato a ricaricare le energie.
A cosa fare attenzione se scegli comunque le infradito
- Cerca un modello con almeno un sostegno dell'arco minimo ma percepibile sul lato interno della pianta.
- Preferisci i modelli con cinturino posteriore rispetto a quelli infilati tra le dita, perché tengono il tallone in modo più stabile.
- Se ti accorgi di curvare involontariamente le dita mentre cammini, è un segnale sicuro che la ciabatta non offre abbastanza sostegno.
- Per programmi lunghi in città porta con te un cambio di scarpe e tieni le infradito per i tragitti più brevi.
I tuoi piedi raccontano ogni giorno la stessa storia su come li hai trattati. Solo che non lo fanno subito: te lo dicono settimane o mesi dopo, sotto forma di un dolore ostinato al tallone o di una caviglia stranamente affaticata.
Le infradito fanno davvero male ai piedi?
Non di per sé: il problema nasce quando le indossi tutto il giorno su superfici dure come l'asfalto. In quel caso la mancanza di sostegno può caricare eccessivamente piede, caviglia e fascia plantare.
Cos'è la fascite plantare?
È l'infiammazione del tessuto fibroso che corre sotto la pianta del piede. Può causare un dolore pungente vicino al tallone, soprattutto la mattina ai primi passi, e può durare a lungo se non si cambiano le abitudini.
Quali infradito sono le meno dannose?
Quelle con un minimo di sostegno dell'arco e con cinturino posteriore che fissa il tallone. Sono più stabili rispetto ai modelli piatti a stringa che si infilano tra le dita.
Quando dovrei preferire una scarpa vera?
Per weekend interi, giornate di turismo o shopping prolungato è meglio un sandalo con un minimo di sostegno o una scarpa sportiva leggera. Le infradito restano perfette per i tragitti brevi.











