Bien Logo

Non tutte le battaglie vanno vinte, e questa è una di quelle: Cosa fare se il capo inizia a parlare di politica?

Schuster Borka3 min di lettura
Condividi:
Non tutte le battaglie vanno vinte, e questa è una di quelle: Cosa fare se il capo inizia a parlare di politica? — Lifestyle
Articolo di opinione: Schuszter Borka

Oggi è difficile passare una giornata senza che la politica venga menzionata. Con le elezioni, tutti siamo un po’ più tesi: qualcuno è entusiasta, altri più nervosi, e molti provano entrambe le cose insieme. La politica non è più solo nelle notizie, ma si infiltra nelle chiacchiere in cucina, nei pranzi in famiglia, negli incontri con gli amici.

Non è necessariamente un problema. Io credo fermamente che parlare di politica sia possibile e necessario. Il dialogo è importante, anche quando non siamo d’accordo. Anzi, forse è proprio allora che conta di più. Però penso anche che non sia un caso che ci siano situazioni in cui questa conversazione non funzioni bene.

Il posto di lavoro è proprio una di queste situazioni.

Per quanto ci piaccia pensare di essere una squadra, le dinamiche sul lavoro non sono paritarie. Ci sono capi e collaboratori, potere decisionale e dipendenza, aspettative esplicite e implicite. In questo contesto, non tutte le opinioni vengono espresse con la stessa libertà.

Per questo trovo problematico quando il capo inizia a politicizzare.

Non tanto perché la sua opinione sia diversa dalla mia – in realtà se votiamo dalla stessa parte è secondario qui. Posso essere d’accordo o no. Il problema è che in queste situazioni non tutti si sentono sicuri di rispondere onestamente. Molti preferiscono tacere, annuire o cercare di evitare con abilità. Ma parlare di politica senza libertà per tutti non ha senso e non funziona.

Colleghi che chiacchierano durante la pausa caffè

Ma cosa si può fare in questi casi?

La prima cosa da accettare è che non tutte le situazioni vanno “vinte”. Se il capo inizia un monologo politico vicino alla macchinetta del caffè, non sempre è la strategia migliore entrare subito in discussione, soprattutto se la tua posizione lavorativa è delicata. A volte è perfettamente legittimo scegliere di non partecipare alla conversazione.

In questi casi risposte neutrali possono essere molto utili. Una frase breve, riconoscente ma non impegnativa – come “capisco cosa intendi” – spesso basta per non alimentare ulteriormente il discorso. Non serve commentare ogni opinione.

Se però la situazione si ripete e diventa scomoda, allora può valere la pena tracciare un confine con delicatezza. Non in modo conflittuale o paternalistico, ma con sincerità e fermezza.

Per esempio, puoi dire che per te il lavoro è uno spazio dove preferisci concentrarti sui compiti. Non è un attacco, ma una preferenza personale.

Ovviamente non è sempre facile. Molto dipende dalla personalità del capo e dalla cultura aziendale. In alcuni posti questo è accettabile, in altri anche una frase del genere può sembrare troppo.

Un’altra opzione è cambiare delicatamente argomento. Se senti che la conversazione sta andando verso la politica, puoi riportarla su un tema lavorativo specifico. È un modo discreto ma efficace per far capire che quella non è la tua priorità in quel momento.

Per me è fondamentale questo: non siamo obbligati a partecipare a una conversazione in cui non ci sentiamo a nostro agio. Nemmeno se è il capo a iniziarla.

La politica può essere un tema importante e prezioso, ma non tutti gli spazi sono adatti per discuterne. E un ambiente di lavoro con rapporti di forza sbilanciati raramente lo è. Forse per questo sarebbe utile che non solo i dipendenti, ma anche i leader tenessero questo a mente.

Letture correlate

Mamme in minigonna: perché giudichiamo chi resta donna anche dopo il parto? — Lifestyle

Mamme in minigonna: perché giudichiamo chi resta donna anche dopo il parto?

Ho amiche che si sono sempre sentite meglio in jeans e t-shirt, e va benissimo così. Ma perché dopo il parto una donna dovrebbe rinunciare al suo lato più femminile?

Schuster Borka
Quando ti infastidisce sapere che lo incontrerai: Conviene davvero lasciare il lavoro per un collega fastidioso? — Lifestyle

Quando ti infastidisce sapere che lo incontrerai: Conviene davvero lasciare il lavoro per un collega fastidioso?

L’ambiente di lavoro e i colleghi influenzano molto le nostre giornate. Ma conviene davvero lasciare il lavoro per un collega difficile o ci sono altre soluzioni?

Schuster Borka
Tre cose che insegnerei a scuola (e che avrebbero cambiato la mia vita da adulta) — Lifestyle

Tre cose che insegnerei a scuola (e che avrebbero cambiato la mia vita da adulta)

Matematica sì, ma nessuno ci ha spiegato come gestire i soldi, lo stress o le relazioni. Ecco tre materie che dovrebbero entrare subito nei programmi scolastici.

Schuster Borka
Giornata mondiale del cioccolato: 8 segreti che non conoscevi sulla dolcezza più amata al mondo — Lifestyle

Giornata mondiale del cioccolato: 8 segreti che non conoscevi sulla dolcezza più amata al mondo

Il 7 luglio si celebra la Giornata mondiale del cioccolato: ecco 8 curiosità sorprendenti che ti faranno amare ancora di più questa dolcezza irresistibile.

Farkas Izabella
Prima di partire per le vacanze fai queste 3 cose in ufficio: il rientro sarà tutta un'altra storia — Lifestyle

Prima di partire per le vacanze fai queste 3 cose in ufficio: il rientro sarà tutta un'altra storia

Bastano tre piccole mosse prima di partire per goderti davvero le vacanze e tornare al lavoro senza stress. Ecco cosa sistemare in ufficio prima di staccare.

Farkas Izabella
Perché i pagliacci ci fanno così paura? La psicologia evolutiva dietro la coulrofobia — Lifestyle

Perché i pagliacci ci fanno così paura? La psicologia evolutiva dietro la coulrofobia

Molte persone provano un terrore irrazionale per i pagliacci. Si chiama coulrofobia, ed è più diffusa di quanto pensi. Ecco cosa si nasconde davvero dietro questa paura.

Farkas Izabella