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Non è vero che tutte le mamme aspettano con ansia: 5 motivi per cui non amo l’inizio della scuola

Szabó Erzsébet4 min di lettura
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Non è vero che tutte le mamme aspettano con ansia: 5 motivi per cui non amo l’inizio della scuola — Famiglia
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Con l’arrivo di settembre, ogni anno parte il grande dibattito tra mamme. C’è chi è grata che il caos estivo sia finito e chi sospira drammaticamente, come se all’improvviso si aprisse un vuoto profondo senza bambini nella loro vita.

Io? Sto da qualche parte nel mezzo.

L’estate da noi è a tratti idilliaca, a tratti caotica. Ci sono momenti in cui io e mia figlia siamo completamente in sintonia e ogni minuto è prezioso: bagni improvvisati, escursioni spontanee, o un gelato in una serata qualunque solo perché ci va… Grazie al mio orario flessibile, posso staccare durante il giorno per stare con lei e lavorare la sera. Ma ci sono anche giornate in cui, detto tra noi, sarebbe meglio stare in case separate.

Eppure, se dovessi scegliere, la sensazione di libertà dell’estate vince sempre sulla routine scolastica. Quest’anno l’ho sentito ancora più forte: non aspetto affatto l’inizio della scuola. Anzi…

I 5 motivi principali per cui settembre è più una sfida che un sollievo per me

L’incubo del risveglio presto

In estate non c’è la sveglia. Ci si gode il dolce far niente e se la sera prima si è stati svegli fino a tardi, il giorno dopo nessuno dice “svegliati” (e io non devo dirlo a nessuno). Mia figlia è abbastanza grande da intrattenersi da sola al mattino, quindi il ritmo rilassato dell’estate è un vero tesoro, e ci regala anche un’atmosfera mediterranea, anche senza uscire dal paese.

A settembre, però, arriva il risveglio precoce, e i suoi svantaggi si fanno sentire anche se per fortuna abitiamo vicino alla scuola e non dobbiamo restare bloccati nel traffico andando al lavoro. Solo il pensiero di dover alzarsi in orario toglie un po’ di magia alle mattine. Per quanto cerchi di iniziare la giornata con ottimismo, la libertà estiva di “alzarsi quando ci si sveglia” mi mancherà sempre.

La fine della spontaneità

Il calendario scolastico è preciso, e chiunque abbia frequentato la scuola o accompagnato un figlio lo sa bene: attività extra, verifiche, lezioni private, compiti a casa – e si ricomincia, sempre uguale.

In estate ho potuto mostrare a mia figlia un altro modo di vivere: modellare la giornata a nostro piacimento, riorganizzarla, rallentarla. Questa sensazione di libertà sparisce a settembre, lasciando il tran tran che per me non è mai stato davvero confortevole. So che i bambini hanno bisogno di una routine, ma è difficile rinunciare a quella flessibilità che è uno dei più grandi doni dell’estate.

La storia senza fine della merenda

Ricordo bene che da bambina ogni giorno avevamo lo stesso panino per la merenda, piaccia o no. I nostri genitori sapevano che se avessimo avuto fame, lo avremmo mangiato o scambiato, l’importante era risolvere. Io invece cerco di essere creativa, preparo merende varie e colorate, ma spesso la risposta è solo “è noioso” o “non era buono”. Ogni pomeriggio ricomincia il tormentone “cosa preparo domani”, che già mi stanca in anticipo.

Non è una tragedia nella mia lista, solo una delle piccole seccature. Il mondo non crolla se devo preparare un’altra merenda, ma è stato bello dimenticare per tre mesi il rumore del coperchio della scatola del panino.

Il mostro della sera

Quando mia figlia fa sport o frequenta attività pomeridiane, capita che torni a casa solo in tarda serata. Tra cena e preparativi per il giorno dopo, fuori è già buio, soprattutto nei mesi freddi. Non mi sorprende che in quei momenti non abbia voglia di studiare, quindi le serate iniziano sempre con qualche discussione, perché siamo entrambe stanche.

In estate invece passeggiamo al tramonto, andiamo in bici nelle serate fresche o facciamo grigliate in giardino. È una sensazione mille volte migliore rispetto allo stress del “compito di domani”. So che studiare fa parte della vita, ma spesso mi sorprendo a desiderare molto di più il tramonto estivo che un buon voto sul registro elettronico.

Il raffreddore inevitabile di settembre

Negli ultimi anni non è mai passato un settembre senza che mia figlia tornasse a casa con raffreddore o tosse nelle prime settimane di scuola. Nonostante le cure immunitarie di agosto e le vitamine naturali, questo copione da noi è quasi una certezza. Quest’anno però siamo più preparati: abbiamo organizzato il nostro viaggio a due con il papà dopo la prima ondata di malattie, così possiamo lasciarla tranquilla dai nonni per qualche notte.

Una cosa l’ho imparata in questi anni: l’inizio della scuola non si affronta con un grande sospiro di sollievo, serve energia extra e tanta pazienza.

Per me l’inizio della scuola è più una lunga marcia strutturata, senza il respiro libero dell’estate. Ma finché arriva la prima pausa, cerco di apprezzare ogni piccolo e inaspettato momento di gioia. Perché la vera bellezza dell’infanzia e della maternità sta proprio in quei momenti che non puoi segnare sul calendario.

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